ANKARA E L’ETERNO CONFLITTO NELL’EAST-MED

Fonte Immagine: https://www.hurriyetdailynews.com/turkey-will-not-accept-fabricated-maps-in-east-med-erdogan-168404

Arriva con una settimana di scarto dall’accordo fra Parigi e Atene la risposta di Ankara, che dal cuore dell’Europa ripropone i propri diritti nel Mediterraneo Orientale. 

La risposta del Ministro degli Esteri turco, Çavaşoğlu, non si è fatta attendere troppo, ma ha sfruttato l’occasione e l’opportunità giuste per riproporre la retorica di sempre: Ankara è sempre pronta a difendere i diritti propri e dei turco-ciprioti nel Mediterraneo Orientale.

Arriva dopo poco più di sette giorni dall’accordo fra Parigi ed Atene, in cui – congiuntamente all’acquisto di alcune fregate di difesa – ambo i Paesi si sono impegni alla reciproca assistenza militare in caso di attacco di un Paese terzo (per saperne di più). 

In visita ufficiale a Varsavia, durante la conferenza congiunta del 4 ottobre con l’omologo polacco, Çavaşoğlu ha ribadito il diritto di esistenza della parte turca di Cipro e la necessità di difendere i propri diritti nel Mediterraneo, laddove le “azioni provocatorie dalla Grecia” costituiscono una minaccia. 

Ha richiamato tutti alla diplomazia e ribadito la proposta di Ankara di una conferenza regionale fra tutti i Paesi del Mediterraneo. Proposta a cui l’UE – comprensibilmente – non ha ancora risposto, ha lamentato il Ministro degli Esteri turco. 

Sulla stessa scia, il giorno successivo, il Presidente turco Erdoğan ha lapidariamente e sarcasticamente riaffermato la posizione turca nel Mediterraneo. Riferendosi alla mappa del Mediterraneo dell’Università di Siviglia – fortemente dibattuta – ha ribadito che la Turchia non accetterà mai una mappa fabbricata ed artificiosa, che non corrisponde alla realtà dei diritti della Repubblica anatolica sul Mare di Mezzo. 

Cosa nascondono queste risposte – anche abbastanza deboli

Ankara sta attraversando un momento difficile dal punto di vista economico e politico, ma vede nelle incertezze e divisionioccidentali – la disfatta statunitense in Afghanistan, l’accordo AUKUS, i cambiamenti politici in seno all’Unione Europea – una possibilità per irrobustire la propria posizione nel Mediterraneo e in Medio Oriente, cercando un più profondo dialogo con Il Cairo e Abu Dhabi.

Nonostante la questione Uiguri – forse il principale ostacolo alla cooperazione – la porta aperta in Afghanistan potrebbe poi portarla stringere un legame più stretto con la Cina. E molto dipenderà ancora dalle elezioni libiche di dicembre – in bilico c’è il memorandum d’intesa sulle zone economiche esclusive (ZEE). 

Ankara non avrà la capacità di fronteggiare – militarmente – Grecia e Francia (e conseguentemente i loro alleati – e qui bisognerebbe aprire una nuova parentesi targata NATO), ma la sua posizione geopolitica le permette di creare matasse così intricate da non poterla ignorare, né minacciare per lungo tempo.

Maria Nicola Buonocore

Sono Maria Nicola Buonocore, classe 1996. Ho conseguito il titolo triennale in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali nel 2018 all’Università di Napoli “l’Orientale”, con tesi in Storia Sociale, cercando i collegamenti e le divergenze fra la “rivoluzione intellettuale” di Don Lorenzo Milani e i moti sessantottini. Ora frequento l’ultimo anno di Corso in Specialistica in Relazioni Internazionali ed Analisi di Scenario alla Federico II, con indirizzo in Geopolitica economica. Dato il grande interesse umanistico e per sensibilità religiosa, ho seguito diversi corsi presso la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale, oltre che ad aver approfondito da autodidatta altre due importanti religioni: ebraismo ed Islam.

Ho incontrato lo IARI per caso, alla ricerca di analisi web su determinate tematiche geopolitiche ed ho deciso di mettermi in gioco come analista. Scrivere è sempre stata una mia grande passione, congiuntamente al grande interesse per la politica e lo studio. Lo IARI mi ha dato la grande opportunità di crescere nella professionalità e nell’accuratezza stilistica e di osservazione, grazie alla profonda fiducia infusaci. Da dicembre 2019 faccio parte della Redazione. È un progetto nuovo, fresco, motivante: giovani laureati, pronti a dare il proprio contributo al mondo!

La macro-area di cui mi occupo all’interno dello IARI è la regione Euro-Mediterranea. Sono rimasta affasciata dalla Storia delle Relazioni Euro-Mediterranee, affrontate durante il percorso di studi. Per questa grande passione sto svolgendo un tirocinio di lavoro presso l’Assemblea Parlamentare del Mediterraneo. Questa nuova esperienza mi ha aperto un modo di possibilità, prospettive e riflessioni. Il Mediterraneo, oggi e da sempre, è teatro culturale fondamentale nello scenario internazionale: è qui che si gioca la battaglia culturale!

Essere analista per me significa poter dare un contributo intellettuale importante al mondo e alla nostra società particolare. Ed è un impegno che parte dallo studio approfondito degli eventi passati e presenti. Lo IARI in questo dà molto supporto!

Ho una passione innata per la storia, la filosofia, la letteratura e la teologia. Tra i miei autori preferiti (tra romanzi e saggi) rientrano Joseph E. Stiglitz, Jacques Le Goff, Fëdor Dostoevskij, Charles Dickens e Gilbert K. Chesterton. Un altro hobby è la musica: strimpello sia chitarra che pianoforte e nutro un grande amore per il jazz e tutte le sue forme.

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