SOTEU 2021: L’UE PONE L’ACCENTO SULLA COOPERAZIONE MULTILATERALE

Fonte Immagine: European Parliament Multimedia Centre

Lo scorso 15 settembre si è tenuto, a Strasburgo, il discorso sullo Stato dell’Unione Europea (SOTEU). In un mondo di crescenti tensioni geopolitiche, conflitti e minacce a livello internazionale e regionale Ursula von der Leyen, dinnanzi al Parlamento, ha insistito molto sulla dimensione geopolitica del passato e futuro operato della Commissione europea e sulla necessità dell’UE di rafforzare la cooperazione multilaterale con gli altri Stati ed entità sovranazionali perché, ad oggi, i problemi hanno assunto una dimensione sempre più globale.

Rafforzare il sistema multilaterale odierno

Durante SOTEU, la Commissione europea ha fatto il punto sulle strategie di cooperazione già intraprese e da intraprendere nel prossimo futuro. La strategia sembrerebbe seguire tre direttive: rafforzare il sistema multilaterale odierno, estendere il multilateralismo esistente tramite partenariati e alleanze e incrementare il sistema multilaterale rispetto a nuove questioni globali.

Importante sembra anche essere il fatto che la Commissione abbia deciso di seguire la via del dialogo e del confronto con i Paesi con cui – in passato o di recente – ha affrontato tensioni, per non pregiudicare la reciproca cooperazione sui temi d’interesse comune.

Per rafforzare il sistema multilaterale odierno, innanzitutto, importante è il sostegno europeo all’ONU: i valori comuni condivisi sembrano spingere l’UE e l’ONU verso una naturale cooperazione, ad esempio relativamente ai temi dell’Agenza 2030, all’Accordo di Parigi e al Green Deal o agli sforzi per superare la pandemia.

Allo stesso tempo, importante è anche il partenariato strategico UE-NATO, che prevede che l’UE possa condurre operazioni autonome di gestione delle crisi, anche facendo ricorso alle capacità della NATO, nel caso in cui quest’ultima non intenda intervenire.

Vitale potrebbe essere mettere in sinergia le rispettive capacità civili e militari per rispondere con un approccio globale e coordinato, alle molteplici sfide che caratterizzano le moderne operazioni di peacekeeping.

Il multilateralismo modulare dell’UE

Per estendere il  multilateralismo esistente tramite partenariati e alleanze, a titolo esemplificativo si potrebbero considerare le relazioni UE-Stati Uniti. In particolare, rilevante sembra essere la nuova agenda transatlantica per il cambiamento globale, concordata nel dicembre 2020, per agire insieme in quattro ambiti tra loro connessi: ripresa dal Covid-19, protezione del pianeta, cooperare in materia di tecnologia, commercio e nella definizione di norme globali standard e collaborare per un mondo più sicuro e democratico.

Questa relazione si rafforza ulteriormente in materia digitale, come precedentemente commentato, con la decisione di istituire un Consiglio UE-USA per il commercio e la tecnologia, quale forum per coordinare i rispettivi approcci nel commercio, economia e tecnologia, fino a rafforzare la leadership tecnologia e industriale di entrambi i partner.

La strategia del cd. multilateralismo modulare si basa su una cooperazione più stretta coi partner che condividono l’orientamento dell’UE, integrato da partenariati settoriali con altri attori su questioni di interesse comune. A tal proposito, possiamo citare le relazioni sviluppate dall’UE per cooperare nel settore della connettività e del digitale – con India e Giappone –, per rafforzare l’impegno nella lotta al cambiamento climatico e nello sviluppo di una finanza sostenibile – con il Giappone – e per migliorare l’approvvigionamento delle materie prime critiche – con il Canada.

La strategia di dialogo

Un ulteriore elemento del multilateralismo europeo sembra essere la strategia di dialogo e confronto con gli Stati con cui le relazioni si sono fatte tese, per non pregiudicare la più ampia cooperazione reciproca. Durante SOTEU 2021, Ursula von der Leyen ha confermato l’orientamento geopolitico e aperto al dialogo del suo mandato; ne sono un esempio le relazioni UE-Cina.

A partire dalle sanzioni dell’UE nei confronti di funzionari cinesi ritenuti responsabili di violazioni dei diritti umani della popolazione uigura, le relazioni bilaterali si sono raffreddate fino al congelamento del processo di ratifica dell’Accordo sugli investimenti esteri (CAI), come già commentato. Nonostante queste tensioni, l’UE ha instaurato un dialogo ad alto livello con la Cina in materia di ambiente e clima perché, senza il sostegno cinese, il piano mondiale di lotta al cambiamento climatico potrebbe risultare fragile.

L’Unione europea sembra voler ricoprire il ruolo di un attore sempre più presente e centrale a livello internazionale, sviluppando relazioni non solo con partner strategici consolidati ma anche con il suo vicinato e con gli Stati più lontani. Sembra chiaro che solo cooperando, a livello internazionale e regionale, i problemi odierni possono essere risolti nel modo più efficace possibile.

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