L’EGITTO PRESENTA LA SUA FABBRICA DI VACCINI. OBIETTIVO AFRICA E MEDIO ORIENTE

Fonte Immagine: http://www.xinhuanet.com/english/2020-03/02/c_138833203.htm

In allestimento nell’estrema periferia ovest della capitale, la fabbrica di vaccini anti Covid-19 egiziana ambisce a diventare, nell’arco di soli tre mesi, la più grande del Medio Oriente e Nord Africa.

L’Egitto era stato il primo paese africano a produrre localmente un vaccino contro il coronavirus, in seguito ad un accordo di cooperazione – siglato nel mese di aprile – tra la società cinese Sinovac Biotech Ltd. e la “Holding Company for Biological Products and vaccines (VACSERA)”.

Il team di medici e di operatori era stato formato in Cina da esperti cinesi e la produzione era iniziata nel giugno scorso, ma soltanto nel mese di agosto il vaccino Vacsera-Sinovac aveva ottenuto l’approvazione da parte dell’Agenzia egiziana per il farmaco, con una licenza d’uso di emergenza che considerava soddisfatti i requisiti di qualità ed efficacia. 

La campagna di vaccinazione nel paese aveva incluso l’utilizzo della versione importata del vaccino Sinovac, Sputnik V, Astrazeneca, Johnson&Johnson e Sinopharm. I 657 hub vaccinali del paese hanno somministrato circa 10,4 milioni di dosi, sufficienti per appena il 5% del totale della popolazione che supera i 100 milioni. L’Egitto è, infatti, il terzo stato più popoloso dell’Africa, preceduto da Nigeria ed Etiopia.

In un momento in cui il paese registra un aumento dei casi con un picco che lo farà entrare nella quarta ondata pandemica e una percentuale di vaccinazione ancora bassa, il 24 settembre la Ministra della Salute e della Popolazione egiziana Hala Zayed ha annunciato la nascita di un complesso industriale VACSERA nella “Città del 6 ottobre”, una zona periferica del Cairo. Si tratta di una grande area pari a 60 mila metri quadrati che, in collaborazione con le principali aziende internazionali in campo vaccinale, produrrà diversi tipi di vaccini tra i quali l’antinfluenzale, l’anti-polio e l’anti-pneumococco.

In una conferenza stampa alla fine del suo tour nel nuovo complesso vaccinale, il Primo Ministro egiziano Mostafa Madbouly ha dichiarato che l’autosufficienza nella produzione di vaccini e la conseguente sovranità sanitaria sono per l’Egitto una questione di sicurezza nazionale. L’obiettivo prefissato è quello di 40 milioni di cittadini vaccinati entro la fine dell’anno, pari a circa il 40% della popolazione totale.

La produzione dovrebbe entrare a regime entro la fine dell’anno, con il proposito di aumentare di dieci volte l’attuale produzione egiziana per arrivare ad una capacità produttiva pari a 24 mila fiale all’ora: più di 200 milioni di dosi l’anno per coprire il fabbisogno nazionale e un obiettivo finale di  miliardo di dosi in totale, che farebbe dell’Egitto il più grande produttore di vaccini anti Covid-19 del Medio Oriente e del Nord Africa

L’Egitto non è l’unico paese dell’area che mira ad espandere la propria influenza nel continente africano, puntando a diventare il paese fornitore di riferimento dell’intero continente. Anche Rabat ha infatti avviato nel mese di luglio accordi con la Cina per la produzione e distribuzione in Marocco del vaccino contro il Covid-19. Per contro, con gli accordi stipulati con paesi dell’aerea MENA quali Egitto, Marocco, Algeria, Giordania ed Emirati Arabi Uniti, il gigante asiatico intensifica la propria presenza in Africa nutrendo interessi che vanno bel oltre la “via della seta sanitaria”.

Carmen Corda

Laurea in Governance e Sistema Globale conseguita presso la facoltà di Scienze Politiche dell'Università degli Studi di Cagliari con una tesi intitolata "Essere musulmani europei. Un'identità plurale e in divenire". Il suo principale ambito di ricerca riguarda la presenza musulmana in Europa, con particolare attenzione ai rapporti tra le comunità islamiche e gli Stati. Particolare attenzione è rivolta altresì all'area Vicino e Medio Orientale, nello specifico all'Egitto.

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