LE ELEZIONI PRIMARIE IN ARGENTINA METTONO IN CRISI IL GOVERNO

Il 12 settembre si sono tenute le elezioni primarie in Argentina, in vista delle presidenziali di novembre, che però hanno conferito un duro colpo all’attuale governo di Fernandez, il quale ha perso molto consenso. 

Il risultato delle elezioni primarie ha visto la coalizione del governo Frente de todos raggiungere il 30% dei voti, ma venire sorpassata dal 40% della coalizione di opposizione Juntos por el cambio.  

La coalizione di centro sinistra ha subito quindi un’importante perdita alle elezioni primarie, in quanto gli sono stati portati via diversi distretti roccaforte del peronismo, come Cordoba, Mendoza e Santa Fe. L’evento ha scatenato un effetto domino per cui cinque dei ministri appartenenti all’alleato di governo hanno presentato le dimissioni.

Si è aperta così una grave crisi politica in cui la principale alleata di governo nonchè vicepresidente, Cristina Fernandez de Kirchner, si è esposta criticando il comportamento del Presidente Fernandez nei confronti della gestione della pandemia, e ha anche accusato l’intera coalizione di centrosinistra di non essersi resi conto della perdita importante successiva alle primarie, e che causerà un aumento degli sforzi del governo nei prossimi due mesi per recuperare il consenso perduto. A novembre, infatti, non si terranno solo le elezioni presidenziali, ma i cittadini argentini dovranno anche rinnovare metà della Camera dei deputati (quindi 127 deputati su 257) e un terzo del Senato (24 membri su 72). 

Il presidente Fernandez è stato eletto due anni fa, poco prima dello scoppio della pandemia. Per l’attuale presidente è stato sicuramente molto difficile governare durante l’emergenza sanitaria, fattore che ha complicato già la difficile situazione economica dell’Argentina.

Fernandez ha iniziato a perdere consenso dopo che, nonostante la campagna vaccinale stia procedendo a buon ritmo e dopo che i dati vedono l’Argentina uscire dal periodo di recessione del 2020, l’epidemia da coronavirus ha causato la morte di 113.000 persone e un lockdown decisamente prolungato. 

Nella situazione molto difficile e nella progressiva perdita di consensi della coalizione di governo non ci si aspettava però che fosse proprio il principale alleato del presidente a voltargli le spalle. Si pensa che la crisi di governo sia stata superata dal ripasto ministeriale che, il 20 settembre, ha coinvolto l’entrata di nuovi ministri al posto dei dimissionari per poter salvare la coalizione. 

Valentina Topatigh

Valentina Topatigh, nata a Udine classe 1997. Dopo la maturità linguistica, ha ottenuto la Laurea Triennale in Scienze Politiche alla Statale di Milano, con tesi in diritto pubblico comparato sulla mozione di fiducia e sfiducia nei rispettivi ordinamenti di Germania e Spagna. È attualmente tesista per il master in International Law and Global Governance alla Tilburg University nei Paesi Bassi. Contemporaneamente ai suoi studi è anche membro della redazione America Latina per lo IARI.

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