LIBIA: STALLO – E SCONTRO – A POCHI MESI DALLE ELEZIONI

È scontro aperto fra Dbeibah, Premier libico, e Saleh, Speaker della Camera dei Rappresentanti: ad una manciata di mesi dalle elezioni, la battaglia politica è tutt’altro che chiusa.

Mancano ormai pochi mesi al 24 dicembre 2021, data in cui sono state fissate le elezioni generali in Libia, ma pochi sembrano essere gli ambiti politici e sociali pronti ad un tale evento. 

Chi è certamente pronto, anche ad una eventuale – e probabile – vittoria, è Khalif Haftar, l’uomo forte della Cirenaica, che una settimana fa ha lasciato il comando dell’Esercito Nazionale Libico (LNA). Ciò gli permetterebbe di concentrarsi maggiormente e concorrere con più libertà per la Presidenza. Tale passo, da parte di Haftar, ha generato non poche turbolenze politiche. 

Anche al più specifico livello parlamentare e governativo, le sfide non sono poche – e nemmeno da sottovalutare

Qualche giorno prima delle “dimissioni” di Haftar, Aguila Saleh, Speaker della Camera dei Rappresentanti del Parlamento libico (HoR), aveva unilateralmente proposto una legge per le elezioni presidenziali, con una clausola che ha particolarmente allarmato parlamentari ed analisti politiciquesta – votata da un piccolo numero di parlamentari – permetterebbe al candidato, in caso di perdita alle elezioni, di ritornare alla sua precedente occupazione – favorendo così la possibilità che Haftar avrebbe di ritornare a capo dell’LNA.

Subito dopo il passaggio di questa clausola, Saleh ha favorito il voto di sfiducia da parte dell’HoR al presente Governo Dbeibah – misura rigettata dall’Alto Consiglio di Stato (altra camera parlamentare, con sede a Tripoli) – perché quest’ultimo avrebbe “deviato dai compiti assegnatigli”, favorendo accordi di lungo periodo e spese troppo esorbitanti per un governo ad iterim.

Ad aggiungersi c’è il rinvio della sessione parlamentare che si sarebbe dovuta tenere questo lunedì, 27 settembre, con in agenda la discussione di una proposta di legge elettorale parlamentare, alla settimana prossima, con enormi rischi. Sempre Saleh aveva appositamente formato una commissione di 13 membri per la preparazione di una proposta da votare: qualora la Camera fallisse nel tentativo di voto, si ricorrerà nuovamente alla legge del 2014. 

È sempre più chiara l’intenzione di Saleh: favorire se stesso e, verosimilmente, Haftar, ostacolando in tutti i modi i processi politici. Ma le mosse messe in campo non sono prive di contraccolpi: sia il voto di sfiducia che la mancata approvazione del budget – e l’elaborazione di possibili emendamenti – sembrano giocare a favore della figura di Dbeibah, dal lato della popolarità, almeno nell’ovest del Paese

Subito dopo il voto di sfiducia, Dbeibah ha richiamato i libici a scendere in piazza contro l’HoR. A livello comunicativo, poi, Dbeibah ha dimostrato tutte le sue capacità politiche, pronunciando quello che, forse, può essere considerato il suo primo discorso elettorale

Ad elezioni così prossime (si terranno davvero?), la battaglia resta ancora aperta. 

Maria Nicola Buonocore

Sono Maria Nicola Buonocore, classe 1996. Ho conseguito il titolo triennale in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali nel 2018 all’Università di Napoli “l’Orientale”, con tesi in Storia Sociale, cercando i collegamenti e le divergenze fra la “rivoluzione intellettuale” di Don Lorenzo Milani e i moti sessantottini. Ora frequento l’ultimo anno di Corso in Specialistica in Relazioni Internazionali ed Analisi di Scenario alla Federico II, con indirizzo in Geopolitica economica. Dato il grande interesse umanistico e per sensibilità religiosa, ho seguito diversi corsi presso la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale, oltre che ad aver approfondito da autodidatta altre due importanti religioni: ebraismo ed Islam.

Ho incontrato lo IARI per caso, alla ricerca di analisi web su determinate tematiche geopolitiche ed ho deciso di mettermi in gioco come analista. Scrivere è sempre stata una mia grande passione, congiuntamente al grande interesse per la politica e lo studio. Lo IARI mi ha dato la grande opportunità di crescere nella professionalità e nell’accuratezza stilistica e di osservazione, grazie alla profonda fiducia infusaci. Da dicembre 2019 faccio parte della Redazione. È un progetto nuovo, fresco, motivante: giovani laureati, pronti a dare il proprio contributo al mondo!

La macro-area di cui mi occupo all’interno dello IARI è la regione Euro-Mediterranea. Sono rimasta affasciata dalla Storia delle Relazioni Euro-Mediterranee, affrontate durante il percorso di studi. Per questa grande passione sto svolgendo un tirocinio di lavoro presso l’Assemblea Parlamentare del Mediterraneo. Questa nuova esperienza mi ha aperto un modo di possibilità, prospettive e riflessioni. Il Mediterraneo, oggi e da sempre, è teatro culturale fondamentale nello scenario internazionale: è qui che si gioca la battaglia culturale!

Essere analista per me significa poter dare un contributo intellettuale importante al mondo e alla nostra società particolare. Ed è un impegno che parte dallo studio approfondito degli eventi passati e presenti. Lo IARI in questo dà molto supporto!

Ho una passione innata per la storia, la filosofia, la letteratura e la teologia. Tra i miei autori preferiti (tra romanzi e saggi) rientrano Joseph E. Stiglitz, Jacques Le Goff, Fëdor Dostoevskij, Charles Dickens e Gilbert K. Chesterton. Un altro hobby è la musica: strimpello sia chitarra che pianoforte e nutro un grande amore per il jazz e tutte le sue forme.

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