INDIA: TRA QUAD E AUKUS

8 mins read
Fonte Immagine: https://encrypted-tbn0.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcRPztDBU7mEVuPtzOUNr7UIUPp4e4Fk57hJCWKI2-yISzpe8yuSbaG_Zsc5RX32t8qpikY&usqp=CAU

Nel mese di settembre l’India ha colto due occasioni per rafforzare il proprio ruolo internazionale e regionale. Grazie all’appartenenza al QUAD e alle vicende legate al progetto AUKUS si candida ufficialmente a nuova alleata americana/occidentale nel Sud-Est Asiatico in funzione anti-cinese.

Il mese di settembre è stato per l’India un periodo di ridefinizione della propria posizione strategica internazionale e regionale. Il tutto è dipeso da due eventi significati: la firma del patto AUKUS e il primo incontro post-covid di persona tra i membri del Quadrilateral Security Dialogue, il Quad, avvenuto venerdì 24 settembre.

Per capire l’importanza di questi avvenimenti è fondamentale far un passo indietro fino all’elezione di Joe Biden. Da quando, infatti, Biden è stato eletto Presidente degli Stati Uniti, la strategia internazionale americana si è molto concentrata sul riequilibrare la zona dell’Indo-pacifico ed arginare in tutti i modi l’incremento di potere, anche militare, della Cina.

In un simile contesto l’India, principale competitor regionale del Dragone, è diventata un importante alleato americano da subito coinvolto in molte iniziative, tra cui il rilancio del Quadrilateral Security Dialogue, il QUAD. Questo progetto, che raggruppa USA, India, Giappone e Australia, nacque nel 2004 come primo strumento di soccorso coordinato ai Paesi ASEAN colpiti dallo tsunami, ma solo negli ultimi anni ha assunto una configurazione più strategica, essendo inteso come uno spazio internazionale nel quale affrontare questioni regionali di particolare interesse e preoccupazione come, e non è un caso, la crescita cinese.

Funzionale ad esso è stata la firma del patto AUKUS, un’intesa tra USA, UK e Australia che mira a rendere l’Indo-pacifico un’area più sicura incentivando la cooperazione strategico-militare tra i tre Paesi. Uno degli effetti immediati dell’intesa AUKUS è stato quello di rifornire direttamente la marina australiana con sottomarini di tipo nucleare. Una decisione che ha creato molto dissenso tra gli alleati occidentali, in particolar modo tra la Francia e gli USA, perché la prima si è vista spodestata dalla seconda nel suo ruolo di rifornitore diretto della marina australiana, ed è stato in questo frangente che si è potuto constatare il nuovo ruolo indiano.

È, infatti, stata sufficiente una telefonata tra Macron e Modi per quietare le ansie francesi e ribadire l’importanza dell’asse franco-indiano per la stabilizzazione della regione. In questa occasione l’India si è posta come un importante interlocutore per il partner europeo, dimostrando a tutto il mondo di voler continuare ad investire nel coltivare i rapporti con l’Europa, ma contemporaneamente essa non si è espressa contro il progetto AUKUS, accogliendolo positivamente e guardando ad esso come ad una nuova opportunità da cogliere per poter rafforzare il proprio ruolo proattivo nel promuovere la pace e la sicurezza regionale, riconfermandosi un prezioso alleato americano nel Sud-Est Asiatico.

Il 24 settembre, come detto precedentemente, si è svolto a Washington D.C., presso la Casa Bianca, il primo incontro in presenza tra i membri del QUAD. I temi affrontati sono stati molteplici. Così come riportano le dichiarazioni ufficiali, i Leaders hanno affrontato il tema della sicurezza e della stabilità della regione indo-pacifica sotto ogni punto di vista, tendendo a voler promuovere una visione più libera ed inclusiva puntando su 4 grandi concetti: sviluppo, governance, progettualità e tecnologia.

Il primo argomento trattato è stato quello afghano: tutti i Leaders hanno convenuto sulla necessità di cooperare per ridurre la minaccia terroristica ed arginare il pericolo potenziale rappresentato dal governo dei talebani, inoltre hanno ribadito la volontà di incentivare le azioni di assistenza umanitaria alla popolazione attraverso iniziative su base cooperativa. Successivamente si è parlato di sanità con l’India che si è proposta di fornire ben 8 milioni di dosi dal mese di ottobre, in modo tale da normalizzare gli spostamenti in tutta la macroarea; questa è stata una proposta ben vista ed accolta dagli altri membri.

I 4 hanno anche affrontato tematiche più particolari quali il miglioramento della cooperazione nell’ambito infrastrutturale e dell’assistenza tecnica o ancora il cambiamento climatico. Su quest’ultimo tema il Primo Ministro Indiano ha proposto la costituzione di una nuova coalizione chiamata Global Green Hydrogen, per promuovere le produzioni a base di idrogeno. Last but not least, Leaders hanno lanciato una cooperazione nel campo tecnologico spaziale con l’intento di scambiarsi dati satellitari che permettano di prevenire catastrofi, monitorando e osservando i cambiamenti climatici.

L’azione indiana ha agito anche in maniera bilaterale. Prima dell’incontro QUAD, il Presidente Joe Biden e il Primo Ministro Modi hanno avuto l’opportunità di potersi incontrare ed affrontare questioni significative. Anche in questo caso, le tematiche affrontate hanno riguardato sia problemi internazionali, come l’Afghanistan, sia incognite ancora aperte tra i due Paesi.

Sulla questione afghana essi hanno evidenziato la necessità di continuare a cooperare, tramite varie forme di assistenza internazionali, per garantire un futuro migliore alla popolazione. Circa le seconde, i due Leaders hanno convenuto di poter migliorare ed incrementare le relazioni commerciali bilaterali tra i due Paesi e di continuare a collaborare, nell’ambito dell’Agenda 2030 ONU, per la produzione di energia pulita rispettando i nuovi canoni ambientali.

Infine, entrambi si sono detti favorevoli ad agire in maniera più aperta nelle varie organizzazioni internazionali per incentivare il dialogo internazionale e per rendere la regione indo-pacifica più libera, inclusiva e stabile. 

Dall’andamento di entrambi gli incontri sembra chiara una conclusione: la crescita cinese fa paura sia agli USA sia all’India. Per questo motivo le sorti dei due Paesi si stanno legando a doppio filo. L’America necessita dell’appoggio indiano, per allargare l’ambito dei suoi alleati tradizionali nell’area del Sud-Est Asiatico, e l’India, a sua volta instaurando buoni rapporti con tutto l’Occidente, dimostra che il problema della stabilità della regione è dovuto solo ed esclusivamente ad un fatto incontrovertibile: l’aumento dell’egemonia cinese. 

Ha conseguito la laurea magistrale con lode in Relazioni Internazionali presso la facoltà di Scienze Politiche e Giuridiche dell’Università di Messina. Ha sempre dimostrato una fortissima propensione per la storia delle relazioni e delle organizzazioni internazionali, concentrandosi sulle tematiche legate allo sviluppo, alla cooperazione internazionale e ai modelli di sviluppo Sud-Sud. La tesi magistrale ha rispecchiato questo suo interesse ed è stata incentrata sull’ analisi dello sviluppo economico indiano, attraverso i cambiamenti di politica interna ed internazionale e prediligendo nello studio l’evoluzione del rapporto tra l’India e la World Trade Organization (WTO). Il suo percorso all’interno dell’Istituto è iniziato nel mese di settembre del 2020, dapprima come collaboratrice per il settore del Sud-Est asiatico e successivamente come membro di redazione referente per la Cina. Nel corso di questo anno di attività ha coordinato per l’Istituto il focus sulla geopolitica del vaccino e dal mese di settembre 2021 è membro del Consiglio di Amministrazione dello IARI e ha iniziato il percorso di dottorato di ricerca in Scienze Politiche dell’Università di Messina.

Latest from Senza categoria