ELEZIONI IN CANADA: LA VITTORIA DI PIRRO DI JUSTIN TRUDEAU

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Il 20 settembre si sono tenute le elezioni in Canada e il Primo Ministro, e leader del Partito Liberale, Justin Trudeau, non ha ottenuto la maggioranza assoluta dei seggi alla Camera dei Comuni, cosa che lo obbligherà a formare un governo di minoranza.

Le elezione anticipate hanno sancito la vittoria del partito liberale, che si aggiudica il 47% dei seggi, pari a 159, ma hanno altresì evidenziato le difficoltà di uno schieramento che per voti arriva secondo al partito conservatore (32,6% contro il 33,7% del partito di Erin O’Toole) che, a causa del sistema elettorale canadese, è arrivato a conquistare solo 119 seggi sui 338 totali.

Le elezioni svoltesi all’inizio di questa settimana si sono tenute ben due anni prima rispetto alla scadenza naturale del mandato, decisione maturata dallo stesso Trudeau con l’obiettivo di rafforzare il proprio partito e gestire con maggiore autonomia, guidando un governo di maggioranza, la campagna di vaccinazione nazionale. 

Invece, il Primo Ministro inaugurerà questo terzo mandato alla luce della ricerca di rinnovate alleanze. Trudeau ha guidato il Paese, dal 2019 ad oggi, insieme all’NDP, il Nuovo Partito Democratico. Il leader liberale ha riconosciuto pubblicamente l’errore di aver indetto elezioni anticipate. In queste ore continuano gli scrutini dei voti per posta, espressi da 850.000 elettori, ma è ormai chiaro che il risultato finale non si discosterà affatto da quanto già emerso nelle ultime giornate. 

Trudeau partirà quindi alla ricerca di nuove accordi di governo, per raggiungere i famigerati 170 seggi necessari per la costruzione della maggioranza. È molto probabile che la scelta ricadrà sul centro sinistra dell’NDP, che ha conquistato 25 seggi, che nelle ultime giornate non si è comunque risparmiato dal criticare l’alleato di governo nella decisione di indire elezioni anticipate. 

Sebbene nessun partito abbia vinto, indubbiamente la sconfitta più sonora è stata quella del partito conservatore di O’Toole, che su queste elezioni puntava tantissimo per riprendere il controllo del Paese. Queste elezioni segnano invece un ottimo risultato per Bloc Quebecois, partito di sinistra del Québec, che ha ottenuto 33 seggi, uno in più del 2019 e 23 in più del 2015.

Il giorno precedente le elezioni era stata divulgata una foto di Trudeau del 2001, scattata nel corso di una festa a tema “arabo”, in cui il Primo Ministro appare con il volto “colorato” di nero, atto ritenuto da molti irrispettoso e razzista, e che ha portato il leader liberale a doversi scusare pubblicamente per un suo comportamento inappropriato a poche ore dall’apertura dei seggi. 

Sebbene la vicenda non abbia spostato un numero decisivo di voti, la questione ha indubbiamente aumentato la luce dei riflettori sul leader in quelle ore. Trudeau, che sperava di ottenere 170 seggi da solo, si ritrova con una situazione non dissimile da quella emersa dalle elezioni del 2019: una vittoria di Pirro che, nel tentativo di migliorarsi, ha portato via molto tempo ed energie al Paese, che deve fronteggiare un’impegnativa campagna di contrasto al COVID.

Costanza Spera

Costanza Spera, classe 1994, nata e cresciuta a Perugia. Laureata magistrale con lode in Relazioni Internazionali all’Università degli Studi di Perugia, ha presentato una tesi mirata all’evoluzione del concetto di sicurezza interna, dalla Linea Maginot all’US Patriot Act. Sin dalla laurea triennale, conseguita anch’essa con lode a Perugia, nutre un profondo interesse per la politica statunitense.
Ha svolto un Master presso la SIOI di Roma in “Protezione strategica del Sistema Paese, Cyber Intelligence, Big Data e Sicurezza delle Infrastrutture Critiche”, per il quale ha realizzato una tesi sull’evoluzione del terrorismo suprematista bianco e di estrema destra grazie ad un’analisi di Open Source Intelligence. Svolge, da gennaio 2021, un tirocinio presso la CONFITARMA di Roma.
Ha un diploma in programmazione informatica in linguaggio Python, si è occupata di cooperazione internazionale ed è da sempre attiva nel mondo dell’associazionismo, della politica e del teatro ed ha anche lavorato presso case circondariali umbre come tutor per gli studenti detenuti iscritti all’università.
Membro della redazione geopolitica IARI, scrive per l’area “USA e Canada”.

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