COSA FARE CON L’AFGHANISTAN?

Fonte Immagine: India Today

Il tema del ritiro delle truppe della coalizione NATO e degli USA dall’Afghanistan ha tenuto banco sulla scena politica internazionale sul finire dell’estate; nell’agosto 2021 dopo una campagna militare durata due decenni, il presidente Vladimir Putin ha affrontato la situazione in Afghanistan durante un vertice congiunto tra l’Organizzazione per la cooperazione di Shanghai e l’Organizzazione del trattato per la sicurezza collettiva, affermando che il Paese è “economicamente devastato” dopo la presenza militare della coalizione occidentale.

Il vuoto di potere causato dal ritiro della coalizione occidentale e da una struttura statale disorganizzataha lasciato l’Afghanistan – nuovamente – in balia dell’organizzazione guerrigliera  ideologicamente basata sul fondamentalismo islamico, i talebani.

Il ritorno in patria dei militari della coalizione potrebbe anche avere rinsaldato vecchie sinergie o addirittura, fatto nascere nuove alleanze. Così, il 25 agosto scorso, il presidente russo Vladimir Putin e il suo omologo cinese Xi Jinping, durante un lungo colloquio telefonico, hanno discusso sull’armonizzare gli sforzi per contrastare le “minacce” che potrebbero emergere dal nuovo Afghanistan a guida talebana.

Terrorismo e traffico di droga, sono i due punti caldi su cui Pechino e Mosca sembrano volere concentrare prioritariamente i loro sforzi; questo è quanto è stato riportato da un addetto stampa del Cremlino in un comunicato ripreso da Channel News Asia. Durante il colloquio telefonico tra i due leader si è anche discusso delle strategie da mettere in atto in un prossimo futuro, affinché venga prevenuta anche la diffusione dell’instabilità nelle regioni adiacenti.

Putin e Xi Jinping «hanno concordato di intensificare i contatti bilaterali» e di «sfruttare al massimo il potenziale» dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai in modo tale che la delicata situazione afghana non venga sottovalutata da nessuno dei partner.

Dal dialogo sul futuro dell’Afghanistan, secondo il Southasian, è stato coinvolto per volere del presidente russo anche il primo Ministro Narendra Modi, il quale ha dichiarato con un tweet subito dopo la telefonata

«Ho avuto un dettagliato e utile scambio di opinioni con il mio amico presidente Putin sui recenti sviluppi in Afghanistan. Abbiamo anche discusso questioni sull’agenda bilaterale, compresa la cooperazione India-Russia contro il Covid-19. Abbiamo concordato di continuare strette consultazioni su questioni importanti»

I propositi espressi nelle settimane scorse, hanno avuto modo di essere rinsaldati dopo l’ultimo incontro dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai tenutosi nel settembre 2021; tale incontro, inoltre, ha fornito al presidente Putin un palcoscenico ideale per chiarire definitivamente il proprio punto di vista, soprattutto alla luce dei singolo colloqui  avvenuti tra i tre maggiori partner (Russia, Cina e India) in sede dell’organismo intergovernativo fondato il 14 giugno 2001.

“Partiamo dal fatto che la maggior parte dei costi per la ricostruzione postbellica dell’Afghanistan dovrebbero essere sostenuti dagli Stati Uniti e dai paesi della NATO, che – questo è un punto ovvio – sono direttamente responsabili delle terribili conseguenze della loro presenza nel Paese”, ha dichiarato il presidente russo.

Ha anche affermato che il governo formato dal movimento talebano non è inclusivo, ma poiché attualmente sono loro responsabili del futuro dell’Afghanistan, altre nazioni dovrebbero collaborare con esso.

“Il Paese è in uno stato di completa devastazione economica e sociale. Molti afgani fuggono dalla loro patria per disperazione. Speriamo non ci sarà nessun esodo di massa, nessun esodo di milioni di persone, ma è un dato di fatto: molte persone stanno provando a lasciare il Paese e trasferirsi negli Stati confinanti“, ha aggiunto Putin.

Oltre a questo, gli incontri in seno all’O.C.S., hanno avuto il merito di coinvolgere direttamente l’India nell’attuale sfera di interesse russa, ovvero l’Afghanistan. Infatti, i due governi,  hanno deciso di formare un canale bilaterale permanente per le consultazioni sull’Afghanistan e sul terrore con base in Afghanistan. Il meccanismo sarà formato a livello ministeriale come riporta Economic Times.

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