SICUREZZA INFORMATICA: L’ULTIMA DISPUTA FRA LITUANIA E CINA

Nell’ultimo anno la Lituania ha preso sempre più le distanze dalla Cina, assumendo una posizione critica nei confronti del Dragone. 

Questa settimana numerosi specialisti di sicurezza informatica lituani hanno sollecito le agenzie governative del Paese a non utilizzare smartphone cinesi.

Il National Cyber ​​Security Center lituano ha infatti dichiarato di aver rilevato diversi rischi per la sicurezza informatica nei dispositivi realizzati da Huawei e Xiaomi, fra cui due relativi a delle app preinstallate e uno connesso alla perdita di dati personali. 

Il vice ministro della Difesa Margiris Abukevicius ha dichiarato: “Raccomandiamo vivamente che le istituzioni statali e pubbliche non utilizzino tali dispositivi e prevediamo di avviare una legislazione che regoli l’acquisizione di determinati dispositivi per i ministeri e le varie agenzie statali”.

Già lo scorso anno Forbes aveva individuato un “buco” nel sistema operativo che filtrava dati personali non anonimizzati dai telefoni Xiaomi e li spediva successivamente in Cina. A gennaio 2021 il governo americano ha invece definito l’azienda “di proprietà o sotto il controllo” dell’Esercito cinese.

La questione sui dispositivi informatici cinesi è solo uno dei tanti avvenimenti che stanno causando una rottura fra i due Paesi. 

Recentemente la Lituania ha autorizzato l’apertura dell’Ufficio di rappresentanza taiwanese nella capitale del Paese ed ha espresso la volontà ad aprire un ufficio a Taipei entro la fine dell’anno. 

L’ufficio che verrà aperto a Vilnius porterà il nome di Taiwan anziché Taipei Cinese e questo ha scatenato l’ira da parte della Cina che ha esortato la nazione baltica a “rettificare immediatamente la sua decisione”. 

Come se non bastasse, a maggio 2021 la Lituania ha deciso di ritirarsi dall’accordo di cooperazione 17+1 fra la Cina e i Paesi dell’Europa centrale e orientale definendolo come “divisivo”.

La disputa fra questi due Paesi potrebbe essere vista come un questione di scarsa rilevanza ma in realtà può avere dei risvolti molto importanti. Urge dunque una politica comune dei Paesi europei e membri della NATO in risposta alla Cina, in modo da proseguire le relazioni transatlantiche su basi più solide. 

Alice Rossi

Classe 1998, ottiene una laurea triennale in Sviluppo e Cooperazione Internazionale presso l'Università di Bologna. Nel corso della triennale si specializza principalmente nel project management e in tutto ciò che concerne lo sviluppo sostenibile, grazie soprattuto al suo attivismo nell'ambito dell'associazionismo.
A seguito di un periodo di studio trascorso in Svezia, durante il quale ha potuto approfondire temi relativi al security risk management, decide di approfondire questo interesse con un Master in International Security Studies presso la Charles University di Praga, optando per una specializzazione in ambito tecnologico.
Attualmente, oltre a frequentare il Master, sta lavorando come consulente presso un'agenzia di consulenze manageriale italiana occupandosi principalmente di risk management e sviluppo sostenibile.

Membro della redazione dello IARI, scrive per l'area "Difesa e Sicurezza".

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