ATENE E IL VERTICE EUMED 2021

Nove Stati del Sud Europa si sono riuniti ad Atene, l’acropoli e il Partenone hanno fatto da cornice al vertice internazionale EuMed 2021. Gli Stati del blocco Mediterraneo stanno ricoprendo un ruolo sempre più attivo e centrale nell’Ue, l’Europa post covid-19 sarà quella a trazione Mediterranea?

Su invito del Primo ministro greco Kyriakos Mītsotakīs, gli Stati del sud Europa, si sono riuniti venerdì 17 settembre. Si tratta del vertice conosciuto come: EuMed 9 (European Mediterranean) un meeting, ormai a cadenza annuale, che viene organizzato a turno da uno degli Stati Ue appartenenti all’area mediterranea. Lo scorso settembre 2020 è stato organizzato in Corsica, dal Presidente Francese Emmanuel Macron. Questa volta l’EuMed si è svolto nella storica cornice della città di Atene.

A partecipare sono stati i capi di Stato e di governo di Cipro, Francia, Grecia, Italia, Malta, Portogallo e Spagna,tutti Paesi appartenenti geograficamente alla sponda sud dell’Europa. Va rilevato che questo, come altri vertici europei a carattere regionale, sono ormai sempre più frequenti.

Negli ultimi anni, e in alcune circostanze, soprattutto quando sorgono crisi internazionali, l’Unione Europea si muove a più velocità, ovvero, divisa per macro aree geografiche: gli Stati del nord Europa, quelli del Sud, dell’Est e di recente bisogna aggiungere anche l’Europa balcanica, infatti, per la prima volta a questo summit hanno partecipato anche Croazia e Slovenia, a dimostrazione dell’importanza riservata a questi paesi della costa balcanica, proprio per il ruolo strutturale che ormai ricoprono, all’interno dell’Ue.  

Durante i vari round table, sono stati discussi alcuni dossier che preoccupano, ma che allo stesso tempo, offrono un terreno comune per i paesi mediterranei, ovvero il tema della sicurezza, migrazioni specie dopo la crisi in Afghanistan, approvvigionamenti energetici e lotta al cambiamento climatico. Anche la Presidente della Commissione Ursula Von der Leyen, era presente all’EuMed di Atene. 

In quanto Stati posti al centro del Mediterraneo, Italia e Grecia hanno molti interessi in comune, per esempio sul tema dell’energia, va rilevato che in questo settore Italgas sta per aggiudicarsi proprio in Grecia, una importante commessa nella distribuzione del gas, anche grazie al controllo che detiene dei tre principali operatori ellenici, EDA thess, EDA Attikis e DEDA. l’Italia vanta una posizione di leadership in termini di valore delle esportazioni greche totali, con una costante tendenza al rialzo negli ultimi cinque anni. Roma è tra i partner commerciali più importanti della Grecia. 

Il Presidente del Consiglio Italiano, Mario Draghi, anche in questa occasione, non ha fatto mancare il proprio sostegno alla Commissione europea, ribadendo il ruolo che l’Ue deve ricoprire sugli scenari internazionali, attraverso la costruzione di una difesa comune, che risulta propedeutica al rafforzamento della sovranità e autonomia europea.

 Il Presidente Draghi ha parlato anche di transizione ecologica, chiamando in causa ancora l’Ue e la Commissione, riconoscendo il ruolo centrale di quest’ultima e il suo potere d’acquisto negli approvvigionamenti energetici, per cui i paesi dell’area mediterranea dipendono in percentuali maggiori dagli idrocarburi, rispetti ai paesi del nord Europa.

Gli Stati membri del Sud Europa, sono stati inoltre concordi nel riconoscere alla Commissione presieduta dalla Von der Leyen, un ruolo centrale e determinante nella campagna di negoziazione e acquisto dei vaccini, una esperienza positiva, che potrebbe conferire alla Commissione il ruolo di acquirente unico anche in altri settori strategici per gli Stati Ue.  

Altro dato che va sottolineato e l’unanimità dei paesi del mediterraneo nella lotta al cambiamento climatico e nell’attuazione dell’accordo di Parigi, i nove Stati hanno ribadito che il cambiamento climatico impone pericoli comuni; dunque, la risposta europea deve essere comune, da nord a sud, da est a ovest.

Infine, il premier greco Mītsotakīs sul cambiamento climatico ha sottolineato l’impatto devastante, che hanno avuto gli incendi estivi sul territorio di Grecia, l’Italia, la Spagna e Cipro. E allo stesso tempo in Europa settentrionale numerose inondazioni hanno devastato molte città.

Gli Stati dell’Europa Mediterranea in questo vertice internazionale, hanno affrontato e discusso di temi molto importanti, che non riguardano solo la loro sfera d’influenza o di interesse nazionale, ma riguardano il futuro di tutta l’Unione Europea.

Forse che dopo Brexit, dopo la pandemia globale e con le imminenti elezioni in Germania, l’Europa post covid-19 sarà quella a trazione Mediterranea? Staremo a vedere, quello che possiamo rilevare fin qui, è che il blocco degli Stati del sud Europa, inizia a ricoprire un ruolo sempre più centrale all’interno dell’Ue. 

Gabriele La Spina

Gabriele La Spina, attualmente Capo Redattore e analista geopolitico per gli Affari Europei in IARI. Nato a Catania nel 1991, ha conseguito la laurea triennale in Politica e Relazioni Internazionali presso l’Università degli Studi di Catania, ha proseguito gli studi a Milano, conseguendo il Diploma in Affari Europei presso l’Istituto per gli Studi di Politica Internazionale (ISPI). Infine ha continuato con la laurea magistrale in Internazionalizzazione delle Relazioni Commerciali sempre presso l’Ateneo di Catania.

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