ISOLE ALEUTINE: DOVE LE NAVI MILITARI CINESI VARCANO LA ZONA ECONOMICA ESCLUSIVA DEGLI STATI UNITI

Fonte immagine: https://www.japantimes.co.jp/news/2019/05/03/asia-pacific/pentagon-warns-risk-chinese-submarines-arctic/

Tra agosto e settembre delle navi militari cinesi si sono avvicinate alle coste delle Isole Aleutine in Alaska, come mai prima d’ora. L’unico precedente è del 2015, ma non erano mai arrivate così vicino. Gli Stati Uniti in merito vengono allo scoperto con una linea posata. Nessuna reazione apparente.

Qualche settimana fa, alcune navi da guerra cinesi sono state avvistate nei pressi delle Isole Aleutine, arcipelago dell’Alaska. L’avvistamento è stato possibile grazie alle imbarcazioni della guardia costiera statunitense presente nei paraggi per un monitoraggio nello stretto di Bering.

Lo ha fatto sapere la stessa guardia costiera degli Stati Uniti, mediante un comunicato stampa, in cui si afferma che le navi della Marina Militare cinese, stavano operando nell’ambito della Zona Economica Esclusiva (ZEE) degli Stati Uniti. Tuttavia, il comunicato assume toni tranquilli, in quanto si sottolinea il fatto che le suddette imbarcazioni non hanno varcato le acque territoriali del paese.

Si evince quindi, che le navi militari di Pechino sono rimaste oltre le 12 miglia nautiche dalle coste americane. Pericolo scongiurato, sempre ammesso che di pericolo si sia trattato. Restano poco chiari i motivi della presenza cinese in zona

Sino ad ora, la Marina cinese non si era mai avvicinata a meno di 46 miglia dall’arcipelago delle Isole Aleutine; il recente avvenimento genera un nuovo precedente. Questo particolare induce ad una riflessione doverosa. Bisogna considerare che le Isole Aleutine rappresentano un confine meridionale statunitense, verso il Mare di Bering, e parte delle suddette isole appartengono all’Alaska, mentre le vicine Isole del Commodoro, sono a tutti gli effetti territorio russo.

Una zona che, politicamente ha molto significato; per questo motivo ci si chiede cosa ci facessero un incrociatore missilistico guidato, un cacciatorpediniere e una nave dell’intelligence militare cinese, nei pressi delle isole. Ufficialmente le operazioni compiute dal contingente cinese sono da ritenersi di semplice pattugliamento; da tempo infatti, imbarcazioni simili pattugliano lo Stretto di Bering e tutti i dintorni, senza mai spingersi oltre come quanto accaduto nel caso in oggetto.

La posizione di Washington in merito a questo sforamento è praticamente immutata. Le autorità marittime statunitensi si sono semplicemente limitate a diffondere la notizia  a mezzo stampa e comunicare le motivazioni di tale posizione. Secondo agenzie di stampa americane, d’altronde, non è la prima volta che le navi cinesi varcano la ZEE americana nei dintorni dell’Alaska.

È successo molti anni fa, con un altro clima ed un altro tipo di tensioni geopolitiche in atto. Oggi la cosa è diversa. Tuttavia gli Stati Uniti hanno reagito in maniera molto posata, e non sembra ci possano essere ripercussioni a riguardo, almeno per il momento. 

Basti pensare che, dagli Stati Uniti non è arrivato nemmeno qualche sparuto tentativo di speculazione in merito alla visita delle navi da guerra di Pechino. A cosa è dovuta tanta pacatezza da parte di Washington? C’è una reale convinzione che, il fatto non costituisca un pericolo, o un semplice laissez faire in attesa di comprendere meglio la situazione? 

Domenico Modola

Vive a Brusciano (NA) ed è ha una laurea Magistrale in Studi Internazionali presso L’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale” con una tesi in Geografia Politica delle Relazioni Internazionali, incentrata sulla geopolitica del Mar Glaciale Artico. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Campania, collabora da pubblicista con la rivista online, tra cui “Grande Campania”, e gestisce la rivista online “Impronte Sociali” nel ruolo di direttore editoriale. Contestualmente svolge l’attività di Content Manager & editor presso la casa editrice “Edizioni Melagrana”. Nell’ottobre 2019 entra a far parte dello IARI, mettendo a frutto quelle che sono le competenze acquisite durante gli studi universitari. Scrive di Affari Artici, approfondendo gli aspetti geopolitici e strategici dei territori interessati. Ha un diploma IFTS come Social Media Manager conseguito a maggio 2021, grazie al quale gestisce account social di alcune attività del territorio. Da sempre attivo in associazioni che mirano alla promozione socio-culturale e politica, è componente del Nucleo di Valutazione presso il Comune di Brusciano.

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