DIALOGO MADRID – BARCELLONA: QUALI PRIORITÀ?

Fonte immagine: https://www.reuters.com/world/europe/spain-catalonia-still-far-apart-independence-talks-resume-2021-09-15/

Dopo il primo colloquio ufficiale di fine giugno tra Pedro Sánchez e Pere Aragonès, il 15 settembre si è tenuto il primo tavolo di dialogo tra i due governi per riprendere i negoziati bruscamente interrotti in seguito al referendum sull’indipendenza catalana del 2017.

Il nuovo governo di Barcellona, formatosi lo scorso maggio da una coalizione tra Esquerra Republicana de Catalunya (Erc) e Junts per Catalunya (JxCat), presieduto da Pere Aragonès, per quanto si collochi nella sfera indipendentista, si è mostrata aperta al dialogo con Madrid.

Aragonès insiste ancora sull’amnistia e sulla possibilità di un referendum di autodeterminazione, Sánchez, dal canto suo, attenendosi al dettato costituzionale, propone invece maggiore autonomia nonché fondi monetari. Cruciale è stato infatti il confronto sull’investimento di 1,7 miliardi di euro che riguarderebbe l’aeroporto di Barcelona e il suo ampliamento, ragione di tensioni nelle ultime settimane per la mancanza di un’intesa definitiva.

D’altra parte, una questione decennale risulta impossibile da risolvere in pochi giorni e, apparentemente, il sogno indipendentista sembra ormai essersi sciupato: i sondaggi mostrano che l’indipendenza della Catalogna è ancora un’ambizione di molti, ma non più della parte maggioritaria della popolazione.

Di questo anche l’ERC ne è consapevole, ma è costretto a scontrarsi con la posizione del suo alleato di governo, sempre più su posizioni intransigenti. Le tensioni interne al governo catalano si sono manifestate anche in questa sede di incontro bilaterale: Aragonès si è infatti presentato, oltre che con la vicepremier Yolanda Díaz e tre ministri, solo con due assessori che fanno parte del suo stesso partito.

La ragione di tale composizione della delegazione catalana risiede nella proposta di Junts per Catalunya che avrebbe voluto tre candidati estranei alla formazione di governo, chiaramente inaccettabile perché “il tavolo dei negoziati con lo Stato deve essere tra governi”.

Dunque, se un punto d’incontro sembra ancora distante, ciò che emerge è la volontà di trovare una soluzione di comune accordo: riconoscendo altre priorità, quali il completamento della campagna vaccinale e il piano di ripresa economica, i due leader si sono detti disposti a lavorare senza fretta ma senza sosta, programmando un calendario di lavoro per i prossimi mesi.

Prima del prossimo vertice di delegazione è previsto un incontro a due Sánchez-Aragonès, ma sugli esiti dei negoziati regna ancora grande incertezza: ad oggi c’è solo la consapevolezza che una soluzione politica potrebbe essere possibile. 

Mariagrazia Sulfaro

Classe 1999, ha conseguito una laurea triennale con lode in Scienze Politiche e delle Relazioni Internazionali presso l’Università degli Studi di Messina, dove ha presentato una tesi in diritto internazionale relativa alla Successione degli Stati nei Trattati, con un’analisi specifica dello smembramento della Cecoslovacchia.
Dopo un periodo di mobilità internazionale per studio e ricerca tesi alla Česká Zemědělská Univerzita V Praze, in Repubblica Ceca, ha svolto un tirocinio in International Relations a Madrid, attraverso il quale si è approcciata al settore delle relazioni commerciali internazionali.
Sta attualmente svolgendo un Master in Global Marketing, Comunicazione e Made in Italy, mentre prosegue gli studi del corso magistrale in Relazioni Internazionali presso l’Ateneo messinese.
Membro della redazione diritto IARI, scrive di fatti e dinamiche governati dal diritto internazionale.

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