ELEZIONI ED INGERENZE – STAVOLTA GLI USA SOTTO ACCUSA

Silhouette of hacker typing code hacking on his laptop with USA American flag in background. The person is wearing black hoodie and is unrecognizable. The scene is situated in a studio photo/video studio environment in front of a green screen background. The footage is shot with Panasonic GH5 camera.

Dal 17 al 19 settembre 2021 si sono tenute nel territorio della Federazione Russa le elezioni parlamentari, per l’elezione dei 450 deputati alla Duma di Stato, camera bassa dell’Assemblea Federale Russa e del Primo Ministro. Gli USA accusati di ingerenza

Attualmente, Russia Unita è il partito al governo dopo aver vinto le elezioni del 2016 con il 54,2% dei voti, prendendo 343 seggi.  Visti i risvolti della pandemia globale del Covid – 19 , le elezioni generali che si sono svolte in Russia, hanno avuto come ausilio strutture predisposte per il voto telematico; questo al fine di ridurre le code e consentire un migliore distanziamento sociale nei seggi elettorali in mezzo alla pandemia di COVID-19. 

Tuttavia, prima che iniziassero le operazioni di voto su larga scala in tutto il territorio, le autorità russe hanno riferito di attività di ingerenza elettorale da parte degli Stati Uniti e hanno chiesto a Washington di cessarle immediatamente.

Per questo motivo, il ministero degli Esteri russo ha convocato l’ambasciatore americano John J. Sullivan per opporsi ufficialmente ai tentativi di ingerenza, presentando le prove che dimostrerebbero tale intromissione.

Il ministero russo ha anche chiesto che ai maggiori editori dell’informazione online statunitense, di rispettare le leggi russe e di eliminare tutti quei contenuti ritenuti illegali da Mosca, compresi quelli che potrebbero influire sulle elezioni.

Essendo stato questo il primo banco di prova per la digitalizzazione del voto a livello nazionale per l’intero territorio russo, si sta ancora testando la tecnologia per il voto online, con due sistemi basati su blockchain utilizzati in prove in sei regioni nell’oblast di Mosca.

I sistemi utilizzano diversi metodi di crittografia e verifica blockchain e uno di questi consente a un elettore di riformulare il proprio voto se cambia la propria scelta. Secondo il Ministero dello sviluppo digitale, circa il 10% degli elettori online registrati ha già espresso il proprio voto alle 10:30 GMTdel 17 settembre.

Secondo le autorità russe però, sembrerebbe che vi siano stati diversi tentativi di accesso forzato alla piattaforma che gestisce il voto online, tanto che il capo del comitato investigativo russo, Alexander Bastrykin, ha ordinato un’indagine sugli attacchi informatici provenienti dall’estero diretti all’infrastruttura del sistema di voto elettronico russo.

Allo stesso tempo, la sede pubblica per l’osservazione delle elezioni a Mosca ha riferito che il sistema di monitoraggio elettorale ha subito piccoli ritardi a causa degli attacchi DDoS, ma ha sottolineato che non hanno alcun effetto sui risultati delle votazioni e che tutte le schede vengono registrate con successo sul piattaforma blockchain.

Diversi report governativi del resto avevano già  mostrato come dal 17 settembre il sistema di voto online in Russia avesse subito attacchi denial-of-service (DDoS) provenienti da indirizzi IP registrati negli Stati Uniti, in Germania e in Ucraina , ha dichiarato il Ministero russo per lo sviluppo digitale, le comunicazioni e i mass media. Gli attacchi sono arrivati ​​mentre in Russia sono iniziate le votazioni per le elezioni generali sia di persona che online.

Il ministero ha affermato che si sono verificate due ondate di attacchi: la prima ha preso di mira il sistema di monitoraggio elettorale ed è stata lanciata alle 8:00 ora locale (5:00 GMT), mentre la seconda ha preso di mira il sistema di autenticazione del voto ed è stata avvistata alle 10:36 am ora locale (7:36 GMT).

Oltre il 50% delle richieste di massa utilizzate negli attacchi DDoS per disattivare i servizi online sovraccaricando la loro capacità di elaborarli, proveniva da IP statunitensi . Oltre il 25% proveniva da IP tedeschi e il 5% in più dall’Ucraina. Il ministero non ha rivelato altre fonti dietro gli attacchi DDoS, ma ha affermato che erano decisamente organizzati e miravano a contrastare lo svolgimento delle elezioni in Russia.

Più volte abbiamo assistito ad una narrazione che voleva come protagonisti “hacker russi” come deus ex machina che avrebbero influito nell’esito delle elezioni statunitensi – da ultime quelle che hanno visto Trump come vincitore – adesso bisogna capire se si è disposti ad accettare una narrazione dove i protagonisti, in negativo, siano hacker occidentali.

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