AFGHANISTAN: COSA NE PENSANO GLI ELETTORI SWING

Negli Stati Uniti esiste una vasta fetta di elettori cosiddetti “swing”, ovvero non dichiaratamente democratici o repubblicani. Cosa pensano questi elettori del ritiro dall’Afghanistan?

Il centro studi Engagious, in collaborazione con il Schlesinger Group, da marzo 2019 promuove una ricerca sulle opinioni di contesto degli elettori swing residenti nelle principali contee degli Stati Uniti. Esse sono state selezionate tra quelle che hanno registrato un numero incredibilmente alto di votanti altalenanti tra il 2012 e il 2016. 

Recentemente, lo studio è stato ampliato all’analisi della percezione della crisi afgana. Alcuni elettori hanno espresso profonda delusione per l’esito del ritiro dall’Afghanistan, anche se molti di loro sono altresì convinti che Trump avrebbe gestito ugualmente la crisi. In ogni caso, a differenza di molti sondaggi che sembrano porre la questione afgana in testa alle preoccupazioni della popolazione, per il 100% degli elettori swing la priorità politica resta la gestione della pandemia. 

In particolare queste sessioni di studio, che sono state svolte il 14 settembre, si sono concentrate  su alcuni gruppi di elettori che avevano sostenuto Trump nel 2016, per poi passare, nel 2020, a votare Biden. I focus group hanno l’obiettivo di dimostrare come le idee di alcuni elettori, rivelatisi cruciali per l’esito delle ultime elezioni presidenziali, stanno variando con il passare del tempo.

La recente crisi afgana, e le immagini e i commenti diffusi da ogni politico ed opinionista statunitense, hanno contribuito a modificare la percezione dell’amministrazione Biden tra gli elettori swing. La domanda che molti si pongono, in queste convulse settimane, è quale sarà l’effetto del ritiro dall’Afghanistan, nel medio-breve periodo, per il Presidente e per il partito democratico, in particolare in vista delle elezioni di midterm del 2022.

Il focus group ha rivelato che il 90% degli intervistati si è dimostrato pienamente d’accordo con il ritiro. Contemporaneamente, però, essi hanno espresso profondo scontento per come tale decisione sia poi, effettivamente, stata messa in pratica. Il 70% reputa che il caos scoppiato in Afghanistan sarebbe stato evitabile grazie ad una più attenta gestione della situazione. In generale, la fiducia di questi elettori nei confronti di Biden ha subito un drastico calo.

Il risultato più inedito, rispetto alle precedenti ricerche, è quello che descrive un elettorato generalmente più propenso ad informarsi sulle questione di ordine internazionale, reputate, fino ad oggi, non di primario interesse dalla maggior parte di essi. Gli statunitensi inizieranno quindi ad informarsi di più sulla politica internazionale?

Costanza Spera

Costanza Spera, classe 1994, nata e cresciuta a Perugia. Laureata magistrale con lode in Relazioni Internazionali all’Università degli Studi di Perugia, ha presentato una tesi mirata all’evoluzione del concetto di sicurezza interna, dalla Linea Maginot all’US Patriot Act. Sin dalla laurea triennale, conseguita anch’essa con lode a Perugia, nutre un profondo interesse per la politica statunitense.
Ha svolto un Master presso la SIOI di Roma in “Protezione strategica del Sistema Paese, Cyber Intelligence, Big Data e Sicurezza delle Infrastrutture Critiche”, per il quale ha realizzato una tesi sull’evoluzione del terrorismo suprematista bianco e di estrema destra grazie ad un’analisi di Open Source Intelligence. Svolge, da gennaio 2021, un tirocinio presso la CONFITARMA di Roma.
Ha un diploma in programmazione informatica in linguaggio Python, si è occupata di cooperazione internazionale ed è da sempre attiva nel mondo dell’associazionismo, della politica e del teatro ed ha anche lavorato presso case circondariali umbre come tutor per gli studenti detenuti iscritti all’università.
Membro della redazione geopolitica IARI, scrive per l’area “USA e Canada”.

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