SEMPRE (PIÙ) CARA MI FU QUESTA ENERGIA. IL SOGNO DELLA NEUTRALITÀ CLIMATICA INCONTRA LA REALTÀ DELLA BOLLETTA

Il Parlamento Europeo si è riunito per discutere del piano “Fit For 55”, esaminando le terrificanti previsioni del sesto rapporto sul cambiamento climatico dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) e i lugubri pronostici sull’aumento del costo dell’energia per i costi europei.

Impatto sociale o ambientale?

Martedì 14 settembre il Parlamento Europeo si è riunito a Strasburgo per discutere del piano “Fit For 55”disegnato dalla Commissione Europea. Il nome di questo pacchetto di politiche, reso pubblico a luglio 2021, richiama l’obiettivo di ridurre le emissioni di gas ad effetto serra del 55% entro il 2030. 

Questo impegno si inserisce nel contesto più ampio del Green Deal europeo, che mira a trasformare l’Ue in un attore capofila nella risposta politica ed economica alla crisi climatica globale. Tanto è onorevole questa ambizione, tuttavia, tanto sono complesse le problematiche sociali che solleva la sua applicazione. 

Per esempio, le bollette energetiche dell’inverno 2021 si prospettano molto pesanti per le tasche dei cittadini europei. Il forte rincaro dell’energia elettrica, principalmente fornita dall’industria dei combustibili fossili, è una delle esternalità causate dalla riduzione dei sussidi comunitari a favore di quest’ultima. 

L’inverno sta arrivando

La diminuzione degli aiuti comunitari al settore dei combustibili fossili espone quest’ultimo ai costi elevati dell’Emission Trading System (ETS)Quest’ultimo è un sistema di scambio delle emissioni di gas serra, che si basa sul fatto che ogni soggetto, come le imprese produttrici di energia, detiene una certa quota di emissioni che può produrre nel corso di un anno. 

Se un ente risulta più virtuoso e non usa tutte le emissioni a sua disposizione, può riservare quelle rimanenti per un momento futuro o decidere di venderle a un altro soggetto che ha esaurito le proprie, che vengono gonfiate a caro prezzo. Al termine di ogni anno, tutti gli enti sono tenuti a pagare il corrispettivo delle loro emissioni, la quantità massima delle quali diminuisce ogni anno. 

Se un ente risulta non adempiente, è tenuto a pagare pesanti multe. A settembre 2021, la volontà politica di aumentare il costo delle emissioni si è congiunta all’incremento della domanda energetica di Asia e Europa, alla bassa disponibilità di rinnovabili e all’incertezza legata al progetto Nord Stream II. Come risultato, a metà settembre il prezzo della singola emissione è salito a 62, 70 euro per tonnellata: la domanda di energia è superiore all’offerta.

Un tetto gemmato

Se la questione energetica morderà i portafogli degli europei a breve, c’è un secondo aspetto da tenere in considerazione nel medio periodo. Secondo Marta Myers, attivista per la giustizia climatica e membro di Friends of Earth Europel’intenzione della Commissione di estendere il sistema ETS agli edifici e ai trasporti è la via verso l’oppressione economica dei ceti sociali più bassi. 

Se, infatti, una famiglia vive in una casa vecchia, e dunque inefficiente dal punto di vista energetico, pagherà in bolletta la sorte di non potersi permettere un edificio più sostenibile. Secondo la Myers, questa ipotesi toglierebbe qualsiasi credibilità alla promessa di una transizione energetica inclusiva. Unita all’aumento del costo dell’energia elettrica, questa eventualità rischierebbe di minare la credibilità sociale interna dell’Ue.

L’elefante (nucleare) nella stanza

La nocività dei combustibili fossili, ma anche la poca affidabilità delle energie rinnovabili, pongono l’interrogativo di come sostenere un’economia compatibile con il clima globale. L’energia nucleare, quasi abbandonata dalla maggior parte degli stati europei, potrebbe rappresentare una risorsa per abbattere le emissioni di gas serra ed evitare che le fratture sociali si allarghino.

Oltre a non emettere agenti inquinanti, le centrali nucleari avrebbero di garantire una capacità di produzione costante ed economica. Questo potrebbeeliminare la dipendenza di cui l’Ue soffre nei confronti della Russia, e allo stesso tempo renderla un esempio illuminato, efficiente e inclusivo di come affrontare la transizione energetica. Alla luce di questi fattori, appare difficile non approvare l’inscrizione del nucleare all’interno della lista delle energie sostenibili stilato dalla Commissione.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Latest from EUROPA