LA FUSIONE MILITARE FRA RUSSIA E BIELORUSSA AL CONFINE ORIENTALE DELLA NATO

Se in passato la relazione fra il Presidente Alexander Lukashenko e Vladimir Putin è sempre stata caratterizzata da alti e bassi, in questi ultimi mesi la collaborazione fra i due Presidenti sembra essere più forte che mai.

In questi mesi l’integrazione fra le due ex Repubbliche sovietiche hanno avviato nuove politiche macroeconomiche, fiscali e doganali congiunte che si aggiungono alla creazione di un mercato del gas e del petrolio comune. 

Nelle ultime settimane i due leader si sono incontrati e, oltre ad aver approvato un programma di 28 punti per rafforzare l’Unione Russia-Bielorussia risalente al 1996, hanno dato il via all’esercitazione militare Zapad-2021 sul confine orientale.

 Esercitazioni strategiche di questo tipo sono eventi di addestramento chiave per l’esercito russo e ruotano ogni anno tra zapad (ovest), vostok (est), tsentr (centro) e Kavkaz (Caucaso). Di conseguenza, Zapad si svolge ogni quattro anni e mescola addestramento militare per guerre regionali o su larga scala, dimostrazioni di capacità e segnali politici.

Nonostante le rassicurazioni da parte della Bielorussia e della Russia che tale esercitazione sia di natura puramente difensiva, la Polonia ha dichiarato lo stato d’emergenza al confine orientale per la prima volta dopo la caduta del comunismo.

Il Primo Ministro polacco Morawiecki ha sottolineato come “esercitazioni militari di tale portata, che coinvolgono un numero così grande di soldati, possono essere associate a numerose provocazioni”.  A ciò si aggiunge il fatto che il Presidente Lukashenko ha recentemente annunciato l’acquisto di armi russe da 1 miliardo di dollari entro il 2025. 

Contrariamente a quanto accaduto durante Zapad-2017, quando la Bielorussia non si dimostrò bendisposta a tale esercitazione, nel 2021 è nell’interesse di Lukashenko sostenere il governo russo. Gli altri vicini europei hanno infatti sostenuto l’opposizione del Presidente bielorusso e fortemente criticato la risposta repressiva alle proteste civili da parte del governo, non lasciando dunque altra scelta a Lukashenko che quella di radicarsi ulteriormente nella sfera di influenza russia.

É dunque evidente come gli ultimi accordi fra i due Paesi abbiano due principali obiettivi: da un lato rinvigorire la reputazione bielorussa, dall’altro consolidare la posizione russa in un’area che funge da cuscinetto con gli Stati membri della NATO.

Alice Rossi

Classe 1998, ottiene una laurea triennale in Sviluppo e Cooperazione Internazionale presso l'Università di Bologna. Nel corso della triennale si specializza principalmente nel project management e in tutto ciò che concerne lo sviluppo sostenibile, grazie soprattuto al suo attivismo nell'ambito dell'associazionismo.
A seguito di un periodo di studio trascorso in Svezia, durante il quale ha potuto approfondire temi relativi al security risk management, decide di approfondire questo interesse con un Master in International Security Studies presso la Charles University di Praga, optando per una specializzazione in ambito tecnologico.
Attualmente, oltre a frequentare il Master, sta lavorando come consulente presso un'agenzia di consulenze manageriale italiana occupandosi principalmente di risk management e sviluppo sostenibile.

Membro della redazione dello IARI, scrive per l'area "Difesa e Sicurezza".

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