L’FBI HA DESECRETATO IL PRIMO DOCUMENTO RELATIVO AGLI ATTENTATI DELL’11 SETTEMBRE 2001

Fonte Foto: https://abcnews.go.com/Politics/read-declassifed-28-pages-911-attack/story?id=40616690

Tramite un ordine esecutivo emanato dal presidente degli Stati Uniti d’America Joe Biden, il Federal Bureau of Investigation (FBI) ha rilasciato il primo di una serie di documenti in merito al coinvolgimento di due dei dirottatori sauditi, Nawaf al-Hazmi e Khalid al-Midhar, nel periodo precedente agli attentati terroristici dell’11/9. 

Il documento in questione rappresenta il primo atto investigativo ad essere reso noto da quando il presidente Joe Biden, sollecitato anche dalle famiglie delle vittime degli attentati che nel corso degli anni hanno richiesto delle prove per quanto accaduto, ha dato disposizioni di esaminare la declassificazione e il rilascio di documentazioni che per lunghi anni sono rimaste oscure alla popolazione.

Composto da 16 pagine e risalente all’anno 2016, tale documento è stato pubblicato qualche ora dopo che il presidente americano aveva preso parte alle cerimonie di commemorazione per le vittime dell’11 settembre in Virginia del nord, in Pennsylvania e a New York.

Esso riguarda l’indagine sugli attentati contro le Torri Gemelle e sul presunto supporto da parte del governo dell’Arabia Saudita ai terroristi, rivelando dei dettagli concernenti dei precisi contatti avuti tra gli attentatori ed alcuni individui sauditi.

In particolare, secondo ciò che emerge dal documento, vi sono elementi che secondo l’FBI ricondurrebbero i sospetti a Fahad al-Thumairy, un ex funzionario del consolato dell’Arabia Saudita negli Stati Uniti, e Omar al-Bayoumi, all’epoca dei fatti uno studente arabo che risiedeva a Los Angeles e sospettato di essere un membro dell’intelligence del governo saudita. Sulla base di alcune testimonianze, essi avrebbero aiutato i dirottatori in merito ad alloggi, finanziamenti e assistenza di viaggio.

Il motivo per cui il governo saudita fosse sospettato di essere implicato negli attentati è nato dal fatto che la quasi totalità degli attentatori era di origine saudita. Anche la famiglia dell’allora leader di Al Qaeda, Osama Bin Laden, proveniva da quel regno. Tuttavia, il governo saudita ha categoricamente respinto ogni forma di coinvolgimento.

A Washington, l’ambasciata saudita ha persino affermato di aver appoggiato il governo americano in modo che ogni documento possa essere declassificato e che essa non debba più essere ingiustamente accusata.

Dalle indagini passate, tra cui le cosiddette “28 Pagine”, un resoconto del 2002 su presunti sostegni esteri negli attentati, e dagli elementi fino ad ora esaminati, non tuttavia è emersa alcuna prova certa che il governo saudita sia implicato nel caso.

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