FRANCIA, CONTRACCEZIONE FEMMINILE GRATUITA FINO AI 25 ANNI: È SOLO UNA QUESTIONE ECONOMICA?

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Il Ministro della Salute francese, Olivier Véran, ha annunciato che a partire dal 1° gennaio 2022 la contraccezione gratuita sarà estesa alle giovani donne fino ai 25 anni di età: cosa c’è oltre le ragioni economiche?

Giovedì scorso, durante un’intervista all’emittente France 2, il Ministro della Salute francese Olivier Véran ha annunciato che sarà innalzata l’età massima entro cui lo Stato garantirà alle giovani donne la gratuità delle spese relative alla contraccezione ormonale. Ad oggi, la Francia riserva questa misura alle ragazze fino al compimento dei 18 anni ma dal prossimo anno sarà garantita fino ai 25 anni compiuti. Si stima che il presente provvedimento costerà allo Stato circa 21 milioni di euro all’anno.

Il motivo che ha spinto il governo francese ad ampliare la fascia d’età femminile è dovuto principalmente al fatto che, secondo il Ministro, si tratta di «un’età che corrisponde in termini economici, sociali e di reddito al raggiungimento di una maggiore autonomia» ed inoltre «coincide con il momento in cui i giovani lasceranno definitivamente l’assicurazione sanitaria complementare della famiglia d’origine».

Le spese di cui si farà carico lo Stato comprenderanno anche la valutazione biologica, la consultazione della prescrizione e tutte le cure relative alla contraccezione. In questo modo, le ragazze saranno sgravate delle spese sanitarie e sarà incentivato un sistema che aiuterà i giovani e giovanissimi ad adottare uno stile di vita sessuale più consapevole e sicuro che, in alcune fasce d’età, risulta ancora un tabù. Basti pensare che l’esecutivo ha rilevato che «quasi mille ragazze dai 12 ai 14 anni, ogni anno, restano incinte» e che «tra queste, circa 770 terminano con un interruzione volontaria di gravidanza».

Il Ministro ha dichiarato che secondo alcuni sondaggi compiuti dal governo, la motivazione principale del calo nell’uso della contraccezione tra le giovani donne è legato all’aspetto finanziario.

«È insopportabile che le donne non possano proteggersi e non possano avere la contraccezione, quando ovviamente scelgono di farlo, perché costa loro troppo nel loro budget», ha lamentato.

Ad incentivare l’avvio del programma sono stati sicuramente i risultati ottenuti con i provvedimenti entrati in vigore a partire dal 2013, quando erano state concesse gratuità sulla contraccezione per la fascia d’età 15-18 anni, estesasi ai minori di 15 anni a partire dall’agosto 2020. Il tasso di ricorso all’interruzione volontaria aveva subìto già un notevole calo (da 9,5 a 6 per 1000 tra il 2012 e il 2018).

Il dibattito ha acceso i riflettori su diverse questioni trasversali che non riguardano soltanto l’aspetto economico. In Francia, come in altri paesi europei tra cui l’Italia, esistono grandi difficoltà per quel che concerne l’accesso all’informazione sui metodi contraccettivi da parte dei teenager e i consultori (planning familial) non sono riusciti ad affermarsi appieno come punti di informazione nei vari territori.

Pertanto la sensibilizzazione in merito alle tematiche legate all’educazione sessuale non è ancora del tutto permeata nella cultura degli adolescenti.

Un altro elemento su cui porre l’accento riguarda i destinatari del provvedimento: le ragazze. Pare essere ancora presente un sistema culturale diffuso in molti paesi europei, non solo in Francia, basato sull’idea che la responsabilità di eventuali “incidenti di percorso” ricada in gran parte sulle donne.

Sicuramente a questo provvedimento, così generoso nei confronti delle giovani donne francesi, il governo dovrà anche affiancare una grande campagna di informazione nazionale relativa alla contraccezione (maschile e femminile, s’intende) e adottare una politica più proattiva di educazione sessuale.

Chissà che questo non possa essere visto anche da altri paesi europei, posizionati ai fanalini di coda per contraccezione ormonale e relative cure gratuite, come una fonte di ulteriore ispirazione e imitazione.

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