ESTREMISTI DI QANON E TALEBANI: COME COMUNICANO?

Fonte Foto: key4biz.it

I gruppi di estrema destra, come Qanon (Q) e i talebani hanno in comune la capacità innata di imporsi sulla scena mondiale arrivando alle persone in modo diretto e semplice. Sanno comunicare.

Non molte organizzazioni terroristiche e/o criminali possiedono questa capacità che i due gruppi presi in considerazione hanno. Queste organizzazioni hanno imparato, col tempo, ad individuare quali sono i mezzi di comunicazione migliori per veicolare i loro messaggi ma soprattutto come arrivare alle persone, riuscendo a influenzare i loro giudizi, le loro opinioni, i loro pensieri.

Inizialmente i membri di Q utilizzavano piattaforme criptate per riuscire a comunicare tra loro, nascondendosi alle masse, mentre i talebani usavano per comunicare video con una bassa risoluzione per lo più diretti ad una audience locale. Dal 2020 in particolare, anno in cui si è assistito alla grande affermazione di Q nel mondo,  si è visto come il modo di comunicare si sia evoluto nella forma, nei modi, nei messaggi. 

Vent’anni fa sarebbe stato impensabile che una organizzazione come quella di talebani di oggi potesse realmente usare Twitter per mantenere aggiornato il mondo sulle sue ultime notizie, invece è proprio quello che succede.

Twitter si è rivelato essere il mezzo di comunicazione perfetto per i talebani perchè ha un algoritmo ben diverso da quello di Facebook: un tweet può diventare virale in poche ore, permettendo chi scrive di raggiungere milioni di account in tutto il mondo, cosa che richiede più tempo con un social come Facebook. 

Se Twitter si sta rivelando essere un mezzo di comunicazione vincente per i talebani non lo è altrettanto per i membri di Q. Questi ultimi infatti prediligono i gruppi Facebook, in cui possono scambiarsi opinioni, parlare delle teorie cospirazioniste e fare propaganda cercando di coinvolgere nuove persone. Solo su Facebook si contano più di 100 gruppi con un totale di quasi 3 milioni di membri. 

Queste organizzazioni riescono ad influenzare gli interlocutori perchè hanno maturato la capacità di raccontare una storia, razionalizzando le loro credenze e i loro comportamenti in modo da risultare logici e lineari. Il ruolo dei social in questo caso non è altro che quello di amplificare la portata dei loro messaggi, facendoli arrivare come echi in ogni parte del mondo. 

La strategia da seguire per limitare la portata della propaganda comunicativa di questi gruppi è quella di ricordarsi di non limitarsi a combattere queste organizzazioni solamente da un punto di vista militare, ma di occuparsi anche di attuare delle campagne di contropropaganda efficaci e tempestive. 

Caterina Anni

Caterina Anni è laureata in Sicurezza Internazionale con una specializzazione in Analisi e Intelligence. Si avvicina allo studio dei gruppi estremisti Far- right con l'internship presso The Counterterrorism Group di Washingon D.C., con cui collabora per 7 mesi. Scrive per Analytica for Intelligence and security studies e lo IARI per l'area di Difesa e Sicurezza.

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