L’UCCISIONE DELLE FORZE ARMATE STATUNITENSI IN AFGHANISTAN: IL MOMENTO PIU’ BUIO DELLA PRESIDENZA BIDEN

Fonte Foto: https://www.theguardian.com/us-news/2021/aug/29/joe-biden-13-us-troops-killed-kabul-dover-airforce-base-afghanistan-taliban-islamic-state-drone-strikes

Negli attentati diretti all’aeroporto internazionale di Hamid Karzai, a Kabul, sono rimasti uccisi 10 Marines americani, 2 militari e un medico dell’esercito. Ad oggi, esso rappresenta il numero più alto di cittadini americani che hanno perso la vita in Afghanistan in un solo giorno dall’agosto del 2011. Così si sancisce la fine della guerra più lunga degli Stati Uniti d’America.

Il 26 agosto 2021 verrà ricordato come uno dei giorni emotivamente più difficili per l’America di Joe Biden. Durante il suo discorso nella East Room, il presidente statunitense ha giurato di volersi vendicare per quanto accaduto e che i responsabili non rimarranno impuniti, esprimendo grande dispiacere per le vittime.

Il duplice attentato suicida che ha causato la morte dei soldati americani e il ferimento di altri militari è avvenuto per mano dell’ISKP (Islamic State Khorasan Province), un gruppo terroristico la cui regione, il Khorasan appunto, include l’Afghanistan del nord, il Turkmenistan del sud e il nordest dell’Iran. L’ISKP è un gruppo rivale dei talebani, numericamente inferiore ma abbastanza pericoloso per la sicurezza del territorio afghano.

Il presidente Biden ha affermato che questo non rappresenterà l’unico atto terroristico e che l’esercito americano si sta equipaggiando per far fronte ad ulteriori attacchi. Gli Stati Uniti, insieme con le forze alleate, si stanno infatti preparando per lasciare l’Afghanistan entro il 31 agosto e, come affermato dall’amministrazione statunitense, le operazioni di evacuazione continueranno senza sosta.

Il segretario di Stato americano Anthony Blinken ha stimato che vi sono ancora centinaia di cittadini americani bloccati nel territorio afghano e che saranno impiegati tutti i mezzi necessari per aiutarli a raggiungere l’aeroporto e a mettersi in salvo.

Joe Biden ha mostrato per lungo tempo il suo scetticismo in merito alla presenza militare americana in Afghanistan, sostenendo che il motivo principale che giustificava l’intervento degli Stati Uniti nel territorio afghano era stato raggiunto: estirpare i combattenti di Al Qaeda ed evitare un altro attentato contro l’America.

Gli Stati Uniti avevano sovvertito il governo talebano islamista, accusato di aver aiutato la mente degli attentati terroristici dell’11 settembre 2001 contro le Torri Gemelle, ovvero il leader di Al Qaeda Osama Bin Laden, ucciso poi dalle forze militari statunitensi in Pakistan nel 2011.

In tale contesto, Biden era stato un sostenitore degli impegni umanitari e militari per la ricostruzione dell’Afghanistan. Nell’ultima conferenza stampa, Biden ha affermato che non lascerà che un’altra generazione di americani rischi la propria vitasenza avere alcuna certezza che si abbiano esiti differenti da questo.

Il ritiro delle forze americane aveva già preannunciato un attacco imminente. Qualche giorno prima degli attentati, il presidente americano Bidened i funzionari della Casa Bianca avevano parlato apertamente su una possibile minaccia terroristica che avrebbe colpito l’aeroporto.

Alle critiche che gli sono state mosse sul precipitoso ritiro dei militari americani dopo la presa di Kabul per mano dei talebani in un solo giorno, Biden ha affermato che salvare le vite dell’esercito statunitense rappresenta la priorità assoluta. La paura di possibili ripercussioni gravi sui militari americani presenti sul territorio afghano da parte dello Stato Islamico è uno dei principali motivi per cui Biden è sempre stato fermamente convinto di non voler estendere la missione militare oltre la data del 31 agosto.

Stando a quanto riferito da alcuni dirigenti americani, anche i massimi funzionari del Pentagono erano già a conoscenza di un possibile attacco qualche ora prima dell’esplosione in aeroporto. La mattina dell’attentato, Lloyd Austin, il segretario alla Difesa degli Stati Uniti d’America, aveva disposto di prepararsi per un imminente evento che avrebbe causato un cospicuo numero di vittime.

I comandanti ordinarono infatti di chiudere Abbey Gate quel giovedì pomeriggio stesso. Tale ordine fu tuttavia ignorato dalle truppe americane, le quali decisero di non lasciare il passaggio chiuso in modo tale da consentire l’evacuazione di quanti più alleati britannici possibili presso il vicino Baron Hotel.

Nelle esplosioni, tuttavia, hanno perso la vita anche molti civili afghani che stanno tentando in ogni modo di fuggire dall’incessante stato di guerra in cui si trova adesso l’Afghanistan. Solo nel 2021, lo Stato Islamico della Provincia Khorasan ha commesso quasi 80 attentati e causato migliaia di morti, dimostrando come il problema del terrorismo rappresenti la prima causa di instabilità del Paese.

L’occupazione della città di Kabul, conquistata soltanto in un giorno, dimostra come la presenza ventennale americana in Afghanistan sia stata inefficace nell’assicurare una situazione di sicurezza nel paese. Si apre così una nuova e successiva fase nel territorio afghano, caratterizzata da tumulti e incertezze, così come per Biden comincia una fase di timori per eventuali attacchi terroristici contro l’America.

Alla luce dell’ormai imminente ritiro delle truppe statunitensi dal territorio afghano, la storia si conclude pressoché come era cominciata: a quasi vent’anni dall’attacco terroristico alle Torri Gemelle, la fine è sancita da un attentato terroristico e decine di vite perdute. 

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