FORUM STRATEGICO DI BLED SUL FUTURO DELL’EUROPA: SI TORNA A PARLARE DI ALLARGAMENTO UE AI BALCANI OCCIDENTALI

In occasione dell’annuale forum strategico di Bled, dedicato quest’anno al “Futuro dell’Europa”, si è tornati a parlare dell’allargamento dell’Unione ai Balcani Occidentali. Sia i rappresentanti dell’Unione che molti rappresentanti degli stati balcanici hanno espresso l’impellente necessità di velocizzare l’ingresso, ma la strada è ancora lunghi e segnali concreti faticano ad arrivare.

L’1 e 2 Settembre si è tenuto in Slovenia il forum strategico di Bled; consueto panel di discussione avviato dallo stato sloveno e ormai giunto alla sua sedicesima edizione. 

La conferenza di questo anno si è concentrata sul “futuro dell’Europa”; tra i temi trattati, in un’ottica di resilienza della regione europea, ci sono stati: la ripresa economica e sociale post covid, la transizione ecologica e digitale, il turismo; ma anche questioni di “politica estera”, in particolare i possibili scenari che si aprono per un’Europa sempre più in apprensione per la situazione Afghana e la conseguente pressione migratoria attesa nei prossimi mesi. 

Tema centrale, non sorprendentemente, è stato l’allargamento dell’UE ai paesi dei Balcani Occidentali; una questione che ormai da mesi è tornata alla ribalta nei dibattiti dell’Unione così come nelle dinamiche interne ai Balcani e particolarmente cara alla Slovenia che, in questa occasione, oltre ad ospitare il forum, deteneva anche turno di presidenza in seno al Consiglio Europeo. 

Tante sono state le parole spese sulla necessità di un ingresso repentino dei paesi della regione nell’Unione: il Presidente del Consiglio Europeo Charles Michel, ha sottolineato l’impossibilità di immaginare per l’Unione Europea un futuro senza i Balcani Occidentali, mettendo l’accento sul fatto che l’opportunità dell’allargamento rappresenti una necessità tanto per i Balcani quanto per l’Europa stessa.

Anche il presidente del Parlamento Europeo, David Sassoli ha parlato di un nuovo slancio necessario da parte dell’Unione Europea sulla tematica dell’allargamento, ormai diventato tema cardine dell’Agenda politica. 

Della stessa idea si sono dimostrati i rappresentanti del governo sloveno, che hanno espresso la necessità, da parte dei Balcani Occidentali, di diventare più appetibili per la controparte Europea. 

La discussione sull’allargamento dell’Unione in occasione del forum di Bled rappresenta un’altra delle innumerevoli iniziative diplomatiche, panel di discussione e incontri di alto livello che da mesi si stanno susseguendo tra vertici UE e rappresentanti degli Stati dei Balcani Occidentali; l’impressione che trapela rimane però la stessa: molte parole, pochi fatti.

Agli sforzi diplomatici non corrispondono infatti strategie realistiche che spianino la strada verso l’ingresso, soprattutto nell’ ambito della cooperazione tra i Balcani Occidentali. I paesi, infatti, sembrano continuare a mettersi i bastoni fra le ruote: tra i blocchi della Bulgaria nei confronti della Macedonia del Nord, l’annosa questione del Kosovo che non sembra trovare soluzioni percorribili e, non da ultimo, la rumorosa assenza del membro serbo della presidenza tripartita della Bosnia ed Erzegovina, Dodik, al forum di Bled. 

La strada è ancora lunga e indubbiamente tortuosa, ma la speranza è che il costante interesse dell’Unione nei confronti dei Balcani faccia recuperare a Bruxelles la fiducia persa negli ultimi anni, spingendo i paesi Balcanici a mettere da parte i dissapori interni al fine di entrare in UE. 

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