L’ITALIA, LA FRANCIA E IL PATTO DI MARSIGLIA

Con una cena a Marsiglia, il Presidente Emmanuel Macron e Mario Draghi, cercano di costruire un’azione comune, Parigi e Roma intendono avviare una cooperazione rafforzata per conferire sulla scena internazionale, un ruolo maggiore all’Ue.

Dopo 15 anni di stabilità politica, garantiti magistralmente dalla Cancelliera Angela Merkel, la Germania entra nel vivo della campagna elettorale, questo ciclo si concluderà con il voto federale del 26 settembre 2021, quando si saprà con certezza dopo la conta dei voti, chi sarà il successore di Fraü Merkel.

Quindi, per motivi di politica interna, la Germania è fuori dai giochi europei, ma nessuno si illuda che questo possa durare a lungo, inoltre, nessuno pensi al fatto che con la fine dell’era Merkel possa avvenire un qualche cambio dei rapporti di forza in Europa, la Germania è l’Europa. 

La situazione tedesca combinata alla Brexit, per cui il Regno Unito è uscito definitivamente di scena dall’Ue, pone in prima linea Francia e Italia, tocca a questi due paesi portare avanti e difendere gli interessi degli Stati europei.

Piaccia o non piaccia, Parigi e Roma dovranno necessariamente cooperare fianco a fianco, possibilmente con una voce sola nei mesi avvenire, non solo per quanto riguarda le questioni interne all’Ue, ma soprattutto in politica estera e di sicurezza europea, Italia e Francia, saranno entrambe i veri interlocutori europei con il resto del mondo. 

Lo scorso 5 luglio, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, è andato in visita di Stato in Francia, si è trattato del primo viaggio del Presidente dopo la pandemia. Il Presidente Mattarella è impegnato in prima persona e con lui tutta la presidenza della Repubblica, per giungere ad una cooperazione rafforzata con la Francia, tramite un accordo bilaterale chiamato “Trattato del Quirinale”. 

I Presidenti Macron e Mattarella hanno voluto ribadire l’importanza delle relazioni italo-francesi, lanciando un progetto concreto, come quello del servizio civile congiunto tra i Italia e Francia, che partirà non appena verranno definiti gli ultimi dettagli dell’accordo, dalla commissione mista italo-francese.  

Con lo stesso spirito di grande amicizia e convergenza tra Parigi e Roma, il Presidente del Consiglio Mario Draghi si è recato a Marsiglia il 2 settembre, per una cena in riviera con il Presidente Emmanuel Macron. Durante l’incontro sono stati toccati numerosi punti e dossier sui quali Francia e Italia sembrano avere una visione e interessi comuni.

Il Premier Draghi ha ricevuto l’appoggio di Macron, sul G20 che l’Italia preside riguardo l’attuale situazione in Afghanistan, il vertice avverrà verosimilmente dopo l’assemblea delle Nazioni Unite indetta per lo stesso motivo. L’Italia sulla vicenda in Afghanistan intende appoggiare la posizione Franco-Inglese, ovvero quella di avviare una Safe zone intorno all’aeroporto di Kabul. 

Sempre la recente vicenda sull’Afghanistan, con la conseguente ritirata, ha messo l’Ue e gli Stati europei di fronte al fatto di essere totalmente dipendenti dalla Nato in tutti gli scenari internazionali in cui le forze atlantiche operano, e quindi dalla volontà politica della Casa Bianca. L’Italia e la Francia, in questo senso intendono proporre un cambio di passo sulla difesa comune europea, non si tratta di sostituire o abbandonare la Nato, nessun esercito europeo potrebbe sostituire l’esercito americano, ma la proposta è quella di attivare un combat group formato da 5 mila soldati, provenienti da tutti gli Stati europei, si tratta diuna forza leggera pronta ad intervenire in situazioni di crisi future, conferendo più autonomia strategica e militare all’Ue.

Durante la cena a Marsiglia, è stato affrontato il dossier sulla Libia, per cui sembrano ormai appartenere al passato la divergenza Italo-Francese. Tra il Presidente Macron e Draghi c’è stata sintonia, entrambi condividono gli stessi obiettivi per la stabilizzazione della Libia, con una conseguente politica comune europea di migrazione ed asilo. 

Infine, si è discusso sul futuro dell’Unione Europea, Francia e Italia sono dunque interessate a guidare l’Europa in questa fase, che potremmo definire di transizione, Roma e Parigi intendono lavorare insieme, anche su eventuali proposte per una riforma dei trattati Ue, un primo banco di prova potrebbe essere la presidenza di turno che la Francia assumerà nel Consiglio a partire da gennaio 2022. 

Gabriele La Spina

Gabriele La Spina, attualmente Capo Redattore e analista geopolitico per gli Affari Europei in IARI. Nato a Catania nel 1991, ha conseguito la laurea triennale in Politica e Relazioni Internazionali presso l’Università degli Studi di Catania, ha proseguito gli studi a Milano, conseguendo il Diploma in Affari Europei presso l’Istituto per gli Studi di Politica Internazionale (ISPI). Infine ha continuato con la laurea magistrale in Internazionalizzazione delle Relazioni Commerciali sempre presso l’Ateneo di Catania.

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