INDIA E AFGHANISTAN: UN RAPPORTO DA RIDEFINIRE

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L’avvento al potere dei Talebani in Afghanistan ha segnato una battuta d’arresto nei rapporti diplomatici e commerciali con l’India di Modi. Quale futuro si prospetta tra i due Paesi?

L’ascesa al potere dei talebani in Afghanistan ha messo in dubbio i rapporti diplomatici tra questo paese e l’India. Le principali preoccupazioni indiane deriverebbero da due motivi: l’influenza che i talebani potrebbero avere sul mantenimento della pace e della sicurezza in Pakistan, vista la loro vicinanza ai movimenti militari anti-indiani e, in secondo luogo, dei rapporti storicamente difficili tra l’India e gli stessi talebani, a causa di tutta una serie di attentati di cui l’India e i suoi cittadini sono stati vittime negli anni ’90.

Ragion per cui, anche l’India si è impegnata nel portare in salvo tutto il suo corpo diplomatico, staff annesso, da quando il controllo di Kabul è passato sotto i talebani, e ancora non si è espressa sul riconoscimento internazionale del nuovo governo afgano. 

Dall’analisi dei rapporti tra i due Paesi emergerebbe anche una terza tipologia di motivazione: quella economica/commerciale. Dal 2011, da quando è stato firmato il SAP, il partenariato strategico tra i due Paesi, l’India ha investito in Afghanistan circa 3 milioni di dollari in progetti di varia natura, dall’agricoltura, allo sviluppo rurale ed infrastrutturale (Diga di Salma), dall’istruzione alla salute.

Progetti che, adesso, sembrano essere molto difficili nella loro realizzazione, in quanto l’Afghanistan ha già provveduto a bloccare il corridoio commerciale con l’India, che passa direttamente dal Pakistan, fermando un commercio che nel solo anno 2019/2020 ha fruttato ben 1,5 miliardi di dollari e facendo andare in sofferenza tutto il sistema bancario afgano.

Questa situazione ha spaventato gli investitori indiani, allarmati dal non vedere i frutti di tutti il loro lavoro. Di questa problematica se ne è occupato anche il Ministro degli Esteri indiano Subrahmanyam Jaishankar e dalle sue parole pronunciate di fronte al Parlamento si è evinta tutta la preoccupazione e la solidarietà possibile verso la condizione del popolo afgano e la volontà di accogliere quanti più rifugiati possibili. 

Un modo per sbloccare questo empasse sarebbe quello probabilmente di mitigare le posizioni di entrambi i Paesi. Da un lato, il nuovo governo afgano dovrebbe prendere consapevolezza del fatto che la popolazione civile ha sempre visto di buon occhio gli investimenti indiani e che quest’ultimi potrebbe incentivare uno sviluppo di tutto l’Afghanistan e, dall’altro, quello indiano dovrebbe capire che instaurare un dialogo con i talebani è necessario per far ripartire i proprio investimenti e, soprattutto, per gestire più da vicino la questione della sicurezza legata al Pakistan, nel quale le cellule terroristiche legate ad Al-Quaeda potremmo risvegliarsi e creare instabilità lungo i confini.

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