IL RUOLO DEL QATAR NELLA CRISI AFGHANA

Fonte Foto: France24

L’accordo di Doha del 2020 ha facilitato la riconquista di Kabul da parte dei Talebani dopo vent’anni. Considerati i recenti sviluppi, qual è il ruolo del piccolo stato del golfo nella crisi afghana? 

Ciò che sta succedendo in Afghanistan è sotto gli occhi di tutti. L’organizzazione dei Talebani, gruppo armato di ispirazione salafita (corrente radicale dell’Islam), è riuscita dopo vent’anni a riconquistare la capitale afghana Kabul annunciando l’inizio di una nuova era per il paese.

Come siamo arrivati a questo punto? Il progressivo ritiro delle truppe americane a partire dallo scorso anno, deciso dall’amministrazione Trump, ha creato un security vacuum che ha permesso all’organizzazione dei Talebani di conquistare gran parte del paese in poche settimane. D’altra parte, ciò non sarebbe stato possibile senza l’Accordo di Doha, firmato dagli Stati Uniti e dai Talebani il 29 febbraio 2020 per mediazione del Qatar. Tale accordo aveva riconosciuto ai Talebani una serie di concessioni a detrimento del debole fronte interno afghano.

Da qualche anno a questa parte il Qatar gioca un ruolo chiave all’interno della crisi afghana. Nel 2011 l’amministrazione Obama avevo permesso a un gruppo di funzionari talebani di trasferirsi in Qatar, dove sarebbero stati incaricati di porre le basi per i negoziati con l’allora presidente afghano Hamid Karzai.

Nel 2013 è stato ufficialmente aperto un ufficio dei talebani a Doha. Ed è qui che è stato firmato il famigerato accordo tripartito Doha-Washington-Talebani che ha permesso al piccolo stato del Golfo di porsi come mediatore facilitatore dei dialoghi tra il fronte interno afghano, i Talebani e Washington desideroso di ritirare le sue truppe dall’Afghanistan il prima possibile.

Oggi Doha si conferma essere un attore di grande importanza in Medio Oriente. Lo dimostra la resilienza economica di questi anni a fronte del blocco imposto dalle petromonarchie del Golfo e l’Egitto nel 2017 e il suo attivismo diplomatico. Questi elementi gli permettono di ottenere credibilità in qualità di sostenitore dell’Islam politico: dal fronte islamista di Tripoli ai gruppi ribelli in Siria fino ad arrivare ad Hamas nella Striscia di Gaza.

In questo quadro si inserisce l’Afghanistan dove i Talebani hanno promesso un nuovo corso politico per il paese basato sulla legge islamica (la shari’a) nella interpretazione hanafita e salafita data dall’organizzazione. 

Nei prossimi mesi il Qatar continuerà a giocare un ruolo fondamentale nella crisi afghana. In merito a questo dossier gli altri paesi della regione – Arabia Saudita, Iran, Turchia – si pongono anch’essi come facilitatori dei dialoghi, ognuno facendo leva sulla propria retorica.

Più forte quella dell’Iran – l’attuale presidente parla del fallimento dell’Occidente in Afghanistan – più cauta quella della Turchia che mantiene una presenza militare considerevole all’aeroporto di Kabul. Fatto sta che il paese che più potere e credibilità per influenzare il corso degli eventi in Afghanistan resta Doha.

Nicki Anastasio

Sono Nicki Anastasio, ho 23 anni e studio presso la facoltà di relazioni e istituzioni dell’Asia e dell’Africa presso l’Orientale. Da quasi cinque anni vivo a Napoli, per studio e lavoro, ma sono originario della Costiera Amalfitana. Negli ultimi tre anni, ho fatto due esperienze studio in Marocco e in Egitto che mi hanno permesso di approfondire lo studio della lingua araba e della cultura dei paesi arabo-islamici, di cui sono affascinato sin da piccolo. Dopo aver conseguito la laurea triennale in mediazione linguistica e culturale, ho ritenuto che analizzare le complesse dinamiche geo-politiche che caratterizzano i paesi della macro area medio-orientale fosse il proseguimento più naturale e spontaneo dei miei studi. Ritengo che per comprendere le ragioni alla base della perenne instabilità dell’area più calda del mondo sia necessario costruire una genealogia della crisi di legittimità che caratterizza gran parte dei suoi stati, considerando le specificità storico-culturali e socio-economiche di ogni contesto nazionale. Sono molto fiero di far parte dello IARI, una comunità di analisti unica nel suo genere.

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