ESTATE NELL’ARTICO SENZA GHIACCIO: LA STAGIONE DELLE GRANDI OPPORTUNITÀ

Fonte foto: https://www.marinelink.com/news/arctic-shipping-creates-insurance-482759

 I ghiacciai che si sciolgono rappresentano un bacino di nuove opportunità per i paesi artici. Un mare più navigabile è da pattugliare secondo la Norvegia; la Cina ci farà ricerche scientifiche, mentre la Russia fa progressi nel settore energetico.

Secondo gli esperti, quella attuale è una delle stagioni estive più torride di sempre. Gli effetti del cambiamento climatico si sentono e si vedono. Nell’Artico poi, questa percezione è ancora più acuta, dato che gli effetti del riscaldamento globale portano allo scioglimento dei ghiacciai. Mai come quest’anno le rotte artiche risultano libere dai grossi blocchi di ghiaccio che le caratterizzavano negli scorsi anni.

Questo aspetto è allettante per gli stati artici e la Cina: a vario titolo, gli stati rivieraschi e Pechino, portano avanti progetti specifici per sfruttare al meglio le nuove opportunità di navigare lungo i passaggi artici a Nord-Est e Nord-Ovest. Più i mari diventano navigabili, più crescono le opportunità, le responsabilità e gli interessi dei singoli paesi. In precedenza abbiamo visto che già gli Stati Uniti e la Russia si stanno portando avanti con il lavoro, predisponendo navi rompighiaccio ed effettuando pattugliamenti nella acque artiche. Tuttavia, Mosca e Washington, sono destinate a non essere le sole in questa lunga corsa.

Norvegia: più mare e più responsabilità

Le acque intorno alle Isole Svalbard e Jon Mayen sono sempre più privi di ghiaccio? Questo per Oslo vuol dire solo una cosa: più zone da pattugliare, più responsabilità. Per questo motivo la Norvegia sta mettendo a punto nuove navi rompighiaccio, una flotta che sarà totalmente pronta entro il 2024.

Si tratta di tre navi, al momento in costruzione in Romania ma di bandiera norvegese, che porteranno i nomi delle isole artiche appartenenti alla corona (Jan Mayen, Bjørnøya, Hopen); la cosa non è affatto casuale, infatti le navi saranno destinate a pattugliare le acque circostanti le isole di cui portano il nome.

Nello specifico queste imbarcazioni ispezioneranno le attività di pesca, di search and rescue, e pattuglieranno il territorio. Inoltre saranno incaricate di dare l’allarme in caso di perdite di petrolio. La Norvegia tuttavia si muove spesso con delle operazioni che in realtà sono volte a celare dell’altro.

Si sa, con la scomparsa dei ghiacci marini nei dintorni dell’arcipelago delle Svalbard, ci si attende un incremento considerevole del traffico commerciale marittimo. Questo costituisce una sfida per la Guardia Costiera norvegese, che dovrà pattugliare le acque nazionali; tuttavia il nuovo traffico marittimo è una sfida per la Norvegia tutta, in termini strategici. Il paese vanta quasi 2 milioni di km² di acque territoriali, sette volte in più delle dimensioni della terraferma. È ovvio che Oslo quindi, abbia interesse a non diventare zona di passaggio senza poter dire la propria. 

La rompighiaccio della Cina: progetti di un paese “quasi artico”

In questi giorni, una rompighiaccio cinese sta viaggiando nel Mar Glaciale Artico. Il motivo? Pattugliamento ambientale, ricerca scientifica, perlopiù. La nave Xue Long 2 (Snow Dragon 2) sta esplorando l’Artico per condurre ricerche scientifiche lungo 15.000 miglia nautiche.

A bordo, oltre all’equipaggio ci sono ricercatori impegnati nel monitoraggio dell’atmosfera e del mare, per raccogliere dati sulle microplastiche e l’acidificazione degli oceani. Bisogna tener presente però che il viaggio della Xue Long 2 è il primo a carattere scientifico previsto dal nuovo piano quinquennale della Cina (2021-2025).

Tra le isole siberiane ed il mare di Groenlandia, sino alle Svalbard, queste sono le tappe dell’imbarcazione. Un viaggio che non è unico nel suo genere: la Cina infatti, ne ha compiuti già circa 10 negli anni scorsi, ma c’è da sostenere che la traversata possa servire a fornire dati preziosi, non solo sullo stato dell’aria e del mare, ma anche sull’effettiva navigabilità completa lungo le rotte artiche.

Le precedenti missioni cinesi infatti, dopo aver navigato per l’Artico centrale, si sono poi dirette lungo il passaggio a Nord-Ovest, attraversando quindi le acque canadesi. Non è da escludere che anche Snow Dragon 2 compia la stessa rotta, per poi riferire a Pechino sulla condizione di navigabilità.

D’altronde la Cina si ritiene uno stato “quasi artico”; lo ha affermato il capo dell’amministrazione statale oceanica, il quale, nel ribadire l’importanza della protezione dell’ambiente artico, ha annoverato il suo paese come realtà attiva per la protezione dell’ambiente. Nulla di nuovo, in realtà.

La Cina, ha adottato, già dal 2018, un documento politico sull’Artico. Nel documento è dato ampio spazio a quelli che sono gli interessi strategici ed economici della Cina nell’Artico. Inoltre, si parla di sforzi congiunti, di sviluppo e cooperazione con gli altri player della regione, ma si sottolinea anche la volontà di partecipare alla governance dell’Artico per avere pieno titolo nel controllo dei propri affari.

La Russia e il GNL: i nuovi accordi per il trasbordo 

In Russia, dalle parti di Murmansk, il discorso marittimo è sicuramente più avanti rispetto ad altri competitor. Qui infatti, a tenere banco è l’accordo tra Rosatomflot e Arctic Perevalka LLC, azienda sussidiaria di Novatek PJSC, per il trasbordo di GNL.  

Le due compagnie hanno firmato un accordo per creare una flotta portuale per la fornitura di servizi di rimorchio presso il complesso di trasbordo marino di GNL nell’Oblast di Murmansk. Il terminal garantirà un trasporto efficiente di gas naturale liquefatto sostenendo Arctic LNG 2 e gli altri progetti di Novatek, garantendo anche l’organizzazione e la ricarica delle navi cisterna per la raccolta del GNL di classe Arc7.   

Per Mosca quindi, si parla già di una comprovata esperienza, di una flotta portuale già avviata e di progetti ampiamente consolidati. Il tutto però, restando comunque all’interno dei propri confini. Questo gioca sicuramente un ruolo di vantaggio per il paese che, come annunciato in precedenza, arriverà a sfruttare pienamente le rotte artiche per il trasporto delle risorse energetiche estratte, ottimizzando la vendita ed i tempi per il trasporto. Una condizione di vantaggio che non è accessibile a tutti. 

Realtà diverse ai nastri di partenza

Se l’obiettivo ultimo, quello consistente nel ricavare la fetta più sostanziosa dell’Artico, sembra essere comune ai tre paesi in esame, lo stesso non si può dire degli obiettivi specifici del caso. E ad ogni modo, è diversa anche la posizione con cui, Russia, Cina e Norvegia, si presentano ai nastri di partenza. Ciò che caratterizza gli ultimi risvolti artici, riguarda lo scioglimento dei ghiacciai e le maggiori opportunità di navigare lungo l’Artico centrale, passando per il Canada o per le coste siberiane.

Su questa realtà, tutti gli stati puntano gli occhi, ma è su questi tre che cade il peso maggiore. La Cina ha interessi economici ventennali nell’Artico, riscontrabili in decine di infrastrutture e progetti ben avviati; per questo motivo, navigare lungo le rotte artiche e quindi, abbreviare alcune tratte, potrebbe significare progetti più veloci e maggiore presenza cinese nella regione.

Per quanto riguarda la Russia invece, ci sono da definire solo i dettagli. Il paese è molto avanti in termini di flotta navale, sia militare che civile, ed è solo questione di tempo che, la tanto paventata navigabilità dell’Artico, per fini commerciali, diventi una realtà solida. Per quanto riguarda la Norvegia invece, il discorso è puramente territoriale: Oslo vuole proteggere le sue acque, i suoi arcipelaghi da un traffico marittimo che si preannuncia massiccio.

Tuttavia, la Norvegia non accetterebbe comunque, il ruolo di semplice “paese semaforo”, ma potrebbe sfruttare il pattugliamento delle proprie acque per ribadire la centralità della propria posizione nello scacchiere artico. Una posizione tutto sommato rilevante, per un paese che, per dimensioni non può competere con giganti come Stati Uniti e Russia. 

Domenico Modola

Vive a Brusciano (NA) ed è ha una laurea Magistrale in Studi Internazionali presso L’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale” con una tesi in Geografia Politica delle Relazioni Internazionali, incentrata sulla geopolitica del Mar Glaciale Artico. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Campania, collabora da pubblicista con la rivista online, tra cui “Grande Campania”, e gestisce la rivista online “Impronte Sociali” nel ruolo di direttore editoriale. Contestualmente svolge l’attività di Content Manager & editor presso la casa editrice “Edizioni Melagrana”. Nell’ottobre 2019 entra a far parte dello IARI, mettendo a frutto quelle che sono le competenze acquisite durante gli studi universitari. Scrive di Affari Artici, approfondendo gli aspetti geopolitici e strategici dei territori interessati. Ha un diploma IFTS come Social Media Manager conseguito a maggio 2021, grazie al quale gestisce account social di alcune attività del territorio. Da sempre attivo in associazioni che mirano alla promozione socio-culturale e politica, è componente del Nucleo di Valutazione presso il Comune di Brusciano.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Latest from ARTICO