IL DIALOGO FRA MOSCA E I TALEBANI

In queste ore si susseguono le notizie sull’avanzata dei talebani in Afghanistan subito dopo l’inizio del ritiro occidentale, che ha sorpreso tutti per la sua rapidità, ma non manca chi vede in questo nuove opportunità.

“Positivo e costruttivo”, così Dmitry Zhirnov ambasciatore russo in Afghanistan, ha definito l’incontro tenuto con colui che di fatto detiene il potere nella città di Kabul.

Aggiungendo che sono impegnati nel riportare ordine nella città, anche se non si negano alcuni comportamenti violenti, ma che il diplomatico definisce inferiori al cosiddetto “bagno di sangue” dei media occidentali.

Nel frattempo anche il ministro degli esteri di Mosca é intervenuto nella vicenda, giudicando in modo positivo le dichiarazioni talebane su possibili colloqui con tutte le parti per riportare stabilità nel paese.

La contraddizione della posizione russa, sta tutta nella duplice veste che agli occhi di Mosca vestono I talebani: gruppo terroristico in casa, preziosa opportunità all’estero.

Non stupisce, quindi, che sebbene siano considerati allo stesso livello dell’Isis, Mosca abbia intrapreso un dialogo con i nuovi “governanti” preparando il terreno anche grazie all’uso di notizie come la presunta fuga con “sacchi di denaro” da parte dell’ ormai ex presidente, notizia che circolava già da giorni, ma che con le dichiarazioni russe acquisisce una certa autorevolezza e rende contenti i talebani, che da sempre denunciano la corruzione dell’ex governo.

Uno degli obiettivi di Mosca, potrebbe essere evitare che l’instabilità afgana si propaghi anche nei territori ex sovietici, in cui Mosca gioca un ruolo importante; un altro obiettivo potrebbe essere quello di inserirsi in un ulteriore contesto e consolidare la rete di relazioni che in medio oriente legano il Cremlino a diversi attori dell’area.

La nuova fase dell’Afghanistan, ha più incognite che risposte, quello che é certo, é che con il ritiro occidentale, non mancano altri attori internazionali pronti a prenderne il suo posto.

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