FIT FOR 55: IL NUOVO PACCHETTO DELLA COMMISSIONE EUROPEA PER REALIZZARE IL GREEN DEAL EUROPEO

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Lo scorso 14 luglio, la Commissione europea ha approvato “Fit for 55”, il pacchetto legislativo contenente una serie di proposte finalizzate a ridurre le emissioni di gas serra del 55% entro il 2030. Con queste misure, la Commissione intende dare maggior concretezza al Green Deal europeo, con l’ambizioso obiettivo di raggiungere la carbon neutrality entro il 2050, rendendo così l’Europa il primo continente ad impatto climatico zero.

Da quando la Commissione guidata da Ursula von der Leyen si è insediata nel 2019, la necessità di realizzare un’autentica transizione verde ed ecologica è stata il fil rouge di tutte le proposte relative alle politiche energetiche e climatiche dell’Unione europea.

Fin da subito, la Commissione si è impegnata a dare priorità alla realizzazione del Green Deal europeo, il piano d’azione strategico  dell’Unione per contrastare il cambiamento climatico e rifondare l’economia e le società su basi sostenibili.

Definito da Von der Leyen come “il momento ‘uomo sulla luna’ per l’Europa”, il Green Deal rappresenta un’ambiziosa strategia di crescita che intende scardinare il modello basato sullo sfruttamento intensivo delle risorse e sui combustibili fossili a favore di un modello basato sull’energia pulita e rinnovabile e sull’economia circolare.

Tre sono i principali obiettivi del Patto Verde: raggiungere la neutralità climatica entro il 2050, dissociare la crescita economica dall’utilizzo delle risorse, non trascurare in questo processo nessun luogo e nessuna persona. Per finanziare la transizione verde saranno mobilitati circa 1000 miliardi di euro di investimenti sia pubblici, provenienti cioè dal bilancio Ue, sia privati. Con il pacchetto “Fit for 55”, presentato la scorsa settimana, la Commissione ha definito una serie di misure pratiche per cominciare ad attuare il cambiamento prefissato dal Green Deal. 

La Commissione punta a trasformare economia e società

Già il nome del pacchetto, “Fit for 55”, racchiude un preciso intento: arrivare entro il 2030 a ridurre le emissioni di gas serra di almeno il 55% rispetto ai livelli del 1990. “Fit for 55” è costituito da una serie di proposte interconnesse, che mirano tutte allo stesso obiettivo di garantire una transizione equa, competitiva e verde entro il 2030 e oltre.

Nel complesso, il pacchetto rafforza otto atti legislativi già esistenti e presenta cinque nuove iniziative legislative in vari settori politici ed economici: clima, energia e carburanti, trasporti, edifici, uso del suolo e foreste. La Commissione europea, attraverso questo pacchetto, intende dunque consolidare la leadership dell’Unione nella lotta al cambiamento climatico, tenendo comunque a mente che le sole azioni dell’Unione non sono sufficienti a realizzare la riduzione globale delle emissioni di cui il mondo ha bisogno; per questo, l’Unione collaborerà sempre con i partner internazionali per realizzare una transizione verde equa e sostenibile.

Collaborazione, condivisione e solidarietà sono dunque i principi alla base dell’approccio di “Fit for 55”, dal momento che “per raggiungere la neutralità climatica saranno necessari un senso condiviso dello scopo, ingenti sforzi collettivi e il riconoscimento di diversi punti di partenza e di diverse sfide”. Il pacchetto inciderà direttamente sugli stili di vita e le abitudini dei cittadini europei, pertanto sarà necessario condividere gli oneri e non lasciare indietro chi è più vulnerabile a questo tipo di cambiamenti.

Le principali novità su clima ed energia introdotte con “Fit for 55”

Tra le novità introdotte dal pacchetto, spicca la riforma del Sistema per lo scambio di quote di emissione, conosciuto anche come EU ETS. Tale sistema, istituito nel 2005, fissa un tetto massimo alla quantità totale di gas serra che può essere emesso dagli impianti operanti nel settore dell’energia elettrica, dell’industria manifatturiera e del trasporto aereo. 

Brevemente, la Commissione vuole diminuire suddetto tetto ed estendere il sistema delle quote anche al trasporto marittimo, al trasporto su strada  e agli edifici. Agli edifici, poi, viene riservata un’ulteriore misura. Ogni anno, gli Stati dell’Ue dovranno ristrutturare almeno il 3% di tutti gli edifici pubblici, cosicché vengano impiegate energie rinnovabili.

La Commissione ha già fissato una cifra: entro il 2030 dovrà essere impiegato il 49% di energie rinnovabili negli edifici. “Fit for 55” tocca da vicino anche le scelte di consumo dei cittadini europei, dal momento che fissa a zero le emissioni prodotte dalle automobili nuove entro il 2035. Ciò significa che le automobili alimentate a diesel e benzina molto probabilmente scompariranno dal mercato dal 2035.

Altra novità è costituita dal Carbon Border Adjustment Mechanism, uno “strumento di azione per il clima” che introduce una  vera e propria tassa sul carbonio alle frontiere. Attraverso questa misura, la Commissione intende introdurre una sorta di sovrapprezzo o prelievo per i prodotti importati nell’Ue quali  ferro, acciaio, cemento, fertilizzanti, alluminio e generazione di energia elettrica. Il CBAM, di fatto, è stato istituito per assicurarsi che “gli obiettivi climatici dell’UE non siano compromessi dalla delocalizzazione della produzione verso paesi con politiche meno ambiziose”.

Infine, degna di nota è la revisione della Direttiva Ue sulle energie rinnovabili, che fissa il nuovo obiettivo di aumentare al 40% la quota di produzione di energia da fonti rinnovabili. 

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