FARM TO FORK: STRATEGIA EUROPEA INTERNA AL GREEN DEAL

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Il Green Deal europeo è la risposta comunitaria alle sfide ambientali, climatiche e anche alimentari, che stiamo affrontando oggi. La strategia Farm to Fork è parte integrante di questo cambiamento ‘‘verde’’ e sostenibile.

Panoramica

Il Green Deal europeo, presentato dalla Commissione al Parlamento Europeo, al Consiglio, al Comitato Economico e Sociale europeo e al Comitato delle Regioni nel 2019, ha evidenziato importanti obiettivi che devono essere raggiunti come comunità. L’ambizioso progetto, difatti, mira a realizzare un’Unione carbon free entro il 2050, riducendo notevolmente le emissioni di gas serra all’interno della zona comunitaria e assicurando lo stesso livello di coinvolgimento, nel raggiungimento e perseguimento dell’obiettivo, da parte di tutti gli Stati Membri.

Come espressamente dichiarato, ciò che il Green Deal mira a garantire è l’implementazione di una ‘‘nuova strategia di crescita sostenibile e inclusiva per rilanciare l’economia, migliorare la salute e la qualità della vita delle persone, prendendosi cura della natura, non lasciando indietro nessuno.’’

L’importanza di un progetto simile e l’urgenza di agire affinché le responsabilità siano equamente condivise, in modo tale da garantire un futuro alle prossime generazioni in materia di qualità della vita, risorse ambientali e alimentari, così come protezione della flora e della fauna, è riscontrabile anche e soprattutto dai recenti finanziamenti stanziati. Nello specifico, un terzo dei 1800 miliardi di euro del piano del NextGenerationEU e il bilancio settennale dell’UE, finanzieranno il Green Deal europeo.

Farm to Fork (F2F): dal produttore al consumatore

Questa strategia è stata definita comprensiva, poiché l’approccio su cui si basa non riguarda soltanto la filiera alimentare ma tutto ciò che è connesso alla sostenibilità nella produzione degli alimenti, al delivery, ovvero alla distribuzione, concentrandosi, anche e soprattutto, sulla tutela dei diritti dell’ambiente.

Nello specifico, la F2F strategy ha fissato burning points che saranno al centro dell’implementazione di politiche comunitarie. Quest’ultimi possono essere così individuati nel: garantire equo accesso a cibi e alimenti sostenibili a tutti i paesi europei; affrontare il cambiamento climatico anche attraverso il monitoraggio di fenomeni climatici, cercando di prevenire disastri così come provvedere a garantire soluzioni efficienti; proteggere l’ambiente; preservare la biodiversità ed, infine, incrementare la produzione di alimenti biologici.

Il raggiungimento di questi scopi è incentivato anche da un approccio bottom-up, dove, i principali attori responsabili di questo cambiamento sono proprio gli agricoltori, pescatori e tutti i produttori, i quali renderanno possibile la transizione.

Definiti, all’interno della strategia, come ‘‘key actors’’, a loro  spetterà il compito di ridurre l’uso di pesticidi chimici e fertilizzanti, sviluppando tecniche di produzione alimentare sostenibile e rispettosa dell’ambiente e del suo ecosistema. Nel supportare gli agricoltori e i produttori nell’adozione di queste tecniche, che garantiscono una produzione sostenibile e diritti tutelati, entra in gioco la Common Agricultural Policy (CAP) dell’U.E.

Quest’ultima presentata nel 1962, è stata di volta in volta aggiornata per adattarla alle esigenze attuali. Dall’ultimo aggiornamento risalente allo scorso 25 giugno, infatti, si prevede che la Common Agricultural Policy sarà allineata al Green Deal europeo. 

La nuova politica agricola sarà implementata a partire dal 2023 e sarà incentrata su un miglioramento nell’assistenza e nella distribuzione di politiche più eque per le piccole e medie aziende agricole, rispettando, in tal senso, anche i diritti dei lavoratori. Una CAP ‹‹più giusta, più green e più flessibile››› è stata ideata dal Parlamento europeo e dal Consiglio per favorire l’attuazione di una strategia politica, che andava necessariamente revisionata in virtù delle emergenze climatiche in corso e degli obiettivi fissati dal Green Deal europeo.

L’obiettivo finale, quindi, in seno alla Farm to Fork strategy è la realizzazione di un’economia circolareovvero un’economia in grado di assicurare un ciclo di coltivazione, produzione, distribuzione e vendita che diminuisca la distanza tra produttori e consumatori, da questi elementi è interpretabile la scelta del nome dato alla strategia ‘‘Farm to Fork,’’ ovvero ‘‘dalla coltivazione alla forchetta.’’

Questa circolarità, tuttavia, non è finalizzata solo al garantire una prossimità che tende ad un riscontro economico, essa è altresì rivolta a responsabilizzare anche i cittadini degli Stati Membri e a sensibilizzare la popolazione europea sull’importanza di creare una sostenibilità alimentare.

Si cerca infatti, attraverso la strategia, di rendere i cittadini europei consapevoli, informati e coinvolti nelle scelte che riguardano una consumazione alimentare sana, che evita gli sprechi e la sovrapproduzione alimentare. Questi e molti altri sono i risultati attesi dall’attuazione della F2F strategy e, certamente, le priorità sono tutte incentrate sulla riduzione dell’impatto ambientale e climatico nella produzione garantendo, al contempo, un ritorno economico equo per i produttori.

Conclusioni

La tutela dell’ambiente congiunta alla tutela dei diritti dei lavoratori guideranno il processo di concretizzazione del piano strategico F2F, il quale sarà supportato anche da un attento studio dei fenomeni climatici, affiancato da una solida organizzazione relativa alla ricerca delle informazioni e dei data, alla consulenza e condivisione del sapere, all’innovazione e ad importanti investimenti che accompagneranno questa transizione innovativa e sostenibile verso abitudini alimentari più sane.

 La strategia, inoltre, richiede anche un forte impegno da parte della  Commissione per un’iniziativa di tipo legislativo a supporto dei sistemi alimentari sostenibili, affinché essa possa essere di aiuto agli Stati Membri, in sede di attuazione di tutte le misure necessarie ad ottenere questo tipo di sicurezza alimentare e questi livelli di sostenibilità.

La strutturazione di un sistema di sicurezza alimentare solido, insieme ad un incremento della percezione diffusa della responsabilità comuni nel concepire l’alimentazione, l’ambiente e la sostenibilità come valori da proteggere per raggiungere alti standard di vivibilità, è l’imperativo da seguire. La Farm to Fork strategy, infine, mette in luce sia complementarietà sia l’interdipendenza di molte politiche europee, che tendono al raggiungimento di uno scopo comunitario fondamentale e imprescindibile per il nostro benessere e per quello delle generazioni future.

Federica Gargano

Federica Gargano, classe 1994, dopo aver conseguito una laurea triennale in Scienze Politiche e delle Relazioni Internazionali ha proseguito il suo percorso accademico ottenendo una laurea magistrale in International Relations con curriculum in International Studies, un corso di studi interamente tenuto in lingua inglese e conseguito con il massimo dei voti presso l’Università degli Studi di Palermo, con una tesi incentrata sul diritto penale internazionale e la crisi dei Rohingya. Scrive per un giornale online ed è attualmente Capo Redattore della redazione di Diritto Internazionale dello I.A.R.I, dove nello specifico tratta argomenti relativi al diritto penale internazionale, diritto internazionale, diritti umani e rifugiati.

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