ITALIA E KAZAKHSTAN: SI RAFFORZANO LE RELAZIONI BILATERALI

L’inizio del periodo estivo ha segnato un nuovo traguardo per quanto riguarda le relazioni bilaterali tra Italia e Kazakhstan, in particolar modo in relazione ai rapporti commerciali tra i due paesi. 

L’Italia è infatti il terzo partner commerciale del Kazakhstan, soprattutto grazie alla collaborazione e agli scambi nel settore energetico, in quello estrattivo, dell’edilizia e dei trasporti, dell’agricoltura e dei servizi di consulenza. In particolare, molto rilevanti sono gli investimenti italiani sul territorio kazako nel settore petrolchimico.

Il 9 giugno 2021 si è tenuto il Business Forum Italia – Kazahstan, promosso e organizzato dal Ministero degli Affari Esteri e la Cooperazione Internazionale italiano e quello kazako, in collaborazione con Confindustria, l’ICE (agenzia per la promozione all’estero e internazionalizzazione delle imprese italiane), l’Ambasciata italiana in Kazakhstan, l’ITA (Italian Trade Agency), Kazakh Invest e Atameken, associazione nazionale degli imprenditori della repubblica kazaka.

Tra i numerosi interventi che hanno avuto luogo durante la giornata, possiamo menzionare quello del Ministro degli Affari Esteri Italiano Luigi Di Maio e della controparte kazaka Mukhtar Tleuberdi. I principali temi affrontati sono stati quelli delle energie rinnovabili, l’agribusiness e il processo di industrializzazione dei due paesi, supportati da testimonianze e casi studio scelti. Infine, è stato possibile effettuare un incontro B2B attraverso la piattaforma online dedicata. 

Come confermato anche dall’amministratore delegato di SACE Pierfrancesco Latini, l’importanza di questo tipo di iniziative risiede non solo nell’ampliare la visibilità del Made in Italy in nuovi mercati, ma anche e soprattutto nel comunicare alle imprese italiane le possibilità di business strategico che si celano in destinazioni poco conosciute, per le quali i modelli di internazionalizzazione tradizionale non risultano sufficienti.

Il trasferimento della conoscenza e delle buone pratiche, l’export del famoso ‘know how’ italiano, diventa quindi il valore che, trasferito, supporta lo sviluppo di buone pratiche e stimola il rafforzamento dei rapporti commerciali tra paesi diversi. 

Gli strumenti digitali, anche le più banali piattaforme di comunicazione a distanza, supportano lo sviluppo di questo processo, fornendo nuovi strumenti semplici e poco impegnativi anche alle imprese di più modeste dimensioni, che comunque costituiscono quasi il 99% del tessuto imprenditoriale sia italiano che kazako.

La rilevanza del Kazakhstan come partner commerciale dell’Italia e l’intenzione di consolidare maggiormente questo legame è confermata anche dal sempre maggior numero di imprese italiane che hanno intrapreso un processo di internazionalizzazione nel più grande paese al mondo senza sbocco sul mare.

Un esempio tra i più recenti è Sdf, azienda bergamasca leader nella produzione di macchine agricole e trattori. Una delle presenze più storiche nel paese invece, presente addirittura sin da poco prima dell’indipendenza della repubblica kazaka, è quella dell’Eni. Il rapporto tra questa azienda e il territorio kazako si è talmente consolidato, che nel 2018 durante il Summit di Wind Europe ad Amburgo, l’Eni in partnership con l’azienda francese GE Renewable Energy ha firmato un accordo alla presenza dell’allora Ministro dell’Energia kazako Kanat Bozumbayev, per la costruzione di un enorme parco eolico in Kazakhstan.

Tale progetto, denominato Badamsha, è situato nel Kazakhstan settentrionale, nella regione della città di Aktobe, e “rappresenta per entrambe le aziende europee coinvolte il primo investimento eolico su larga scala nel paese”.

Questo trend positivo di relazioni con i paesi dell’Asia Centrale era già stato confermato alla fine del 2019, quando il governo italiano ha organizzato una conferenza internazionale con alcuni delegati politici di alto rango a rappresentanza delle repubbliche centroasiatiche. Infatti, durante l’anno precedente il commercio italiano con la regione dell’Asia Centrale aveva dimostrato un pattern di crescita estremamente positivo, correlato ad un rafforzamento del dialogo multilaterale e della cooperazione internazionale dell’Italia con i cinque ‘stan’.  

La crisi pandemica Covid-19 e la conseguente crisi economica hanno, come ben noto, comportato un rallentamento all’economia in termini globali e a livello interno di ciascuna nazione, causando un forte calo dei prezzi del petrolio, principale voce del PIL kazako. Il governo, anticipando le azioni previste dal piano di sviluppo nazionale “Kazakhstan 2025”, ha investito moltissimo in termini di differenziazione economica, promuovendo la nascita e lo sviluppo dell’industria.

Come affermato da Yerbolat Sembayev, ambasciatore kazako in Italia, “Nel 2020, la quo­ta della trasformazione sul volu­me totale della produzione indu­striale è passata dal 39,4% al 48,8%. […] Sono aumentate le esportazioni di prodotti lavorati e finiti.  Altri settori non legati alle materie prime sono diventati un motore della crescita degli inve­stimenti nel capitale principale”.

Nel quadro generale di calo degli investimenti, questi dati positivi relativi allo sviluppo delle industrie e della diversificazione del portafoglio di settori kazaki sono sicuramente un segnale di ripresa molto positivo, che potrebbe aiutare il paese nello svincolarsi dalla dipendenza relativa al settore estrattivo e petrolifero.

L’Italia, con la presenza di importanti imprese, ha un ruolo fondamentale nello sviluppo della debole economia del paese. La presenza di esperti e tecnici italiani in loco, tramite il trasferimento di capacità e conoscenze ai corrispettivi centroasiatici, può avere infatti un ruolo decisivo nell’ottica di uno sviluppo socioeconomico di tutto il Kazakhstan. 

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