LA NUOVA STRATEGIA DI SICUREZZA NAZIONALE DELLA RUSSIA

Lo scorso 3 luglio, Vladimir Putin ha sottoscritto il testo della nuova strategia di sicurezza nazionale, nella quale figurano gli interessi nazionali e strategici del paese.

Il testo si apre con una considerazione sullo stato della comunità internazionale, descritta in uno stato di crescente instabilità, con un aumento di sentimenti radicali ed estremisti.

In questo contesto, si propone, un ruolo per la federazione che consista da garante della sicurezza e della stabilità, attraverso l’uso delle organizzazioni internazionali oggi esistenti.

Uno sguardo viene dato alla situazione interna, in cui si descrive una società russa sempre più coesa, e che ha dimostrato la stabilità della sua economia e della capacità di resistenza alle sanzioni, inoltre viene indicato come obiettivo quello di ridurre le importazioni.  Nell’miglioramento dell’istruzione viene vista la chiave per la ristrutturazione dell’economia.

Viene preso atto della crisi demografica che sta attraversando il paese, indicando l’adozione di misure per il superamento dell’andamento negativo, ma non solo, infatti vengono indicate misure per il superamento dei problemi nella sanità, per la povertà e stratificazione sociale, e misure a protezione dell’ambiente.

Il livello di sicurezza viene considerato ad un livello adeguato, dunque, viene garantita l’integrità nazionale, e il livello dell’attività terroristica viene considerato come “significativamente ridotto”.

Al contempo, però, si parla di un gruppo di stati che esercitano una pressione politica alla Russia e ai suoi partner, sfruttando la condizione di stagnazione e recessione e diminuzione di stabilità del sistema monetario mondiale.

La lotta al cambiamento climatico viene accusata di essere un pretesto per limitare il potere di esportazione delle aziende russe, e di rallentarne l’industria, oltre che minacciare il ruolo del paese nell’artico.

Alla luce di ciò, e di quello che viene definito l’indebolimento del diritto internazionale, si considera aumentato il rischio di escalation locali in cui potrebbero partecipare potenze nucleari.

Viene puntato il dito verso quel numero di paesi non meglio definiti, ma facilmente intuibili, che vengono accusati di volte smantellare la comunità degli stati indipendenti (CSI), sorta dopo la caduta dell’unione sovietica.

Questi stati vorrebbero, secondo il decreto, isolare la Russia, ostacolando la cooperazione multilaterale in aree importante del mondo, diventando, si legge, un ostacolo alla lotta al terrorismo, all’estremismo e via dicendo.

Da qui si prosegue, dipingendo un paese che viene ingiustamente attaccata, cercando di “riscrivere la storia” per ridurre il ruolo di Mosca, la creazione di campagne di diffamazioni che accusano Mosca di violazioni del diritto internazionale, di attacchi informatici e ingerenza negli affari interni di altri stati. Sfruttando le problematiche socioeconomiche al fine di minare l’unità interna del paese e dividerlo.

Dopo aver finito di “puntare il dito” contro i cattivi paesi (occidentali) che vogliono “distruggere la Russia”, si contrappone invece un immagine del paese quasi idilliaca, un amministrazione pubblica definita efficiente, l’efficacia dell’adattamento economico alle nuove tecnologie, che funzionerebbero da biglietto da visita della federazione in grado di aumentare il prestigio e l’attrattiva per la cooperazione nei confronti degli altri stati, contribuendo in questo modo a conservare l’identità russa. 

La federazione, inoltre, viene definita favorevole all’espansione della cooperazione internazionale, equa, al fine di ridurre le tensioni globali, livellando lo sviluppo socioeconomico dei paesi.

Alla luce della situazione descritta, vengono indicati quali sono le priorità strategiche della federazione: salvare il popolo russo (dalla crisi demografica),  tutela dell’ordine costituzionale e della integrità ed indipendenza della federazione; mantenere la pace e l’armonia del paese (in particolare dopo le tensioni e proteste degli ultimi mesi); sviluppo sostenibile della Russia, e tutela dell’ambiente (che è uno dei paesi in cui il cambiamento climatico potrebbe avere gli effetti peggiori); difesa dell’identità russa e del ruolo del paese in politica estera.

Un ampio spazio viene dedicato alle misure per “salvare il popolo russo e sviluppare il potenziale umano”, misure, che girano intorno a incentivi per la famiglia, in modo da stimolare l’aumento delle nascite, miglioramento della condizione economica, migliorare la qualità dell’istruzione e aumento della vita media. 

Al fine di proteggere la federazione dall’incremento dell’instabilità internazionale, vengono indicate diverse misure come il mantenimento degli armamenti nucleari “ad un livello sufficiente”, mantenimento delle forze armate in uno stato che permetta un loro immediato dispiegamento in caso di necessità, garantendone una crescita equilibrata fra le varie specialità, e mantenendone alto il morale e l’equipaggiamento moderno e operativo.

Inoltre, viene indicata la volontà di difendere gli interessi dei cittadini russi non solo in patria ma anche all’estero, diventando in questo modo, un pretesto per eventuali ingerenze in affari interni di altri stati.

Il testo prosegue parlando delle misure atte a garantire la sicurezza pubblica, quindi certezza delle pene, creazione di un clima di “intolleranza” verso attività illegali, prendendo atto del fatto che in alcune aree il tasso di criminalità rimane elevato.

Si dedica spazio anche alle sfide poste dalla rete, parlando delle accuse, definite infondate, di attacchi che da Mosca colpiscono altri paesi, al contrario, si parla della necessità della difesa dello spazio virtuale, aumentando la sicurezza dei sistemi militari, ma anche l’adozione di un sistema di prevenzione di attacchi informatici, anche della diffusione di informazioni definite false nonché la fuga di documenti riservati.

La strategia di sicurezza nazionale russa, come si può leggere tocca diversi aspetti della società e della politica, interna e internazionale, della Russia, vengono indicate diverse priorità, ma ciò che salta immediatamente all’occhio, è l’importanza che viene data alle misure per ridurre il calo della popolazione che rischia di avere effetti dirompenti sulla società, alla quale è dedicato un intera sezione, che parla della difesa delle tradizioni e dell’identità, indicando in alcuni casi come responsabili le tensioni geopolitiche, che in tutto il testo rimangono il fattore più importante, facendo pensare più a una strategia di politica internazionale che una di sicurezza nazionale.

Si dedica ampio spazio nella descrizione di una Russia decisamente diversa da quella che abbiamo imparato, a torto o a ragione, negli ultimi anni, facendola passare come un paese che viene sistematicamente attaccato da altri paesi che non vengono mai menzionati (se non gli usa, quando si parla del loro ritiro dagli accordi sugli armamenti) ma che sono facilmente intuibili ed identificabili nell’occidente e per esteso in tutti i paesi della nato, che viene a sua volta accusata di portare avanti azioni ostili alle frontiere della federazione.

In un passo si parla della difesa della popolazione russa anche all’estero, che qualche paragrafo prima, veniva dipinta come oggetto di discriminazione, affermando che Mosca avrebbe difeso la sicurezza dei propri cittadini anche all’estero, questa affermazione suona più come una giustificazione di eventuali ingerenze in affari interni di altri stati, come ad esempio in Ucraina, dove Mosca sostiene le due autoproclamate repubbliche nel Donbass.

Si dedica un accenno alla Comunità degli stati indipendenti, che viene definita come sotto attacco da un gruppo di paesi che mirano alla sua dissoluzione.

Altri temi toccati sono l’economia, che è riuscita a reggere l’urto del virus, tornando a crescere, anche se persistono i fattori di rischio e la sistematica stagnazione figlia, anche, delle sanzioni occidentali.

Tema presente in tutto il testo è la difesa dell’identità russa, descritta come in pericolo, trovando parte della responsabilità nelle tensioni geopolitiche, ed indicando una serie di misure per alleviare le tensioni sociali e culturali nella federazione.

Infine, si parla della volontà di Mosca di collaborazione in ambito internazionale, nel rispetto del diritto.

Il testo si conclude con un’affermazione solenne: “L’attuazione di questa strategia contribuirà a salvare il popolo russo, sviluppare il potenziale umano, migliorare la qualità della vita e il benessere dei cittadini, rafforzare la capacità di difesa del paese, l’unità e la coesione della società russa, raggiungere gli obiettivi di sviluppo nazionale, aumentare la competitività e il prestigio internazionale della Federazione Russa.” 

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