LA TURCHIA PRONTA ALL’AZIONE NEL EAST-MED?

La richiesta formale della compagnia statale Turkish Petroleum Corporation (TPAO) per l’ottenimento di nuove licenze di esplorazione nell’area del Mediterraneo orientale riaccende i timori di Grecia, Cipro ed Unione Europea. 

Se ne aveva sentore da maggio 2021, ma ora è certo: la Turkish Petroleum Corporation (TPAO) ha formalmente richiesto nuove licenze per procedere all’esplorazione di idrocarburi in tre specifiche zone del Mar Mediterraneo orientale. 

Tali aree includono tre zone offshoredue ricadenti in acque territoriali turche (Silifke e Mersin) ed una area significativa rientrante nella zona economica esclusiva a nord di Cipro, sulla quale verte ancora un’aspra disputa, a causa della divisione interna dell’isola. 

Le preoccupazioni di Grecia e Cipro sono molte, nonostante Nikos Dendias, Ministro degli Esteri greco, non sia rimasto sorpreso dalla nuova iniziativa turca. 

La mossa di Ankara arriva a seguito delle dichiarazioni di Erdoğan riguardo la volontà di continuare le attività di esplorazione ed anticipa la visita che lo stesso presidente turco effettuerà il 20 luglio a Varosha.

Elementi chiave, per poter comprendere quale scintilla abbia innescato la reattività turca, sono i numerosi summit europei e colloqui fra l’UE ed alcuni paesi membri e la Turchia. In particolare, sembra che Ankara sia rimasta fortemente delusa dai risultati dell’ultimo Consiglio europeo, svoltosi il 24-25 giugno: la Turchia, infatti, da pronostico, si aspettava posizioni più concrete da parte dell’Unione, soprattutto rispetto l’aggiornamento dell’unione doganale. 

In aggiunta, v’è la questione cipriota. Facendo scudo delle diverse Risoluzioni Onu in materia, il Consiglio europeo, diplomaticamente, ha messo un blocco alle pretese turche: fin tanto che non si raggiungerà una soluzione comune – che non comprende la soluzione a due stati -, l’UE non tollererà alcuna ingerenza turca nel Mediterraneo orientale

E qui riparte il braccio di ferro, lì dove si era, per un istante, arrestato. 

Per il momento, Ankara si limiterà a stuzzicare i nervi scoperti dell’Unione Europeache, dopo un anno tremendo, si prepara ad affrontare una nuova fase di transizione, non certo semplice: l’UE sta faticosamente cercando di ritagliarsi il proprio posto nel mondo, con un Joe Biden, Presidente USA, che ha fatto ben intendere di volere un alleato maturo, e, da non sottovalutare, con la prossima uscita di scena della Cancelliera Angela Merkel.

Dopotutto, la Turchia non può fare di piùla pandemia ha messo a dura prova un’economia già abbastanza fragile – e i numerosi cambiamenti alla Banca Centrale turca non hanno aiutato – ed anche il cambiamento generazionale, in Turchia, fa sentire il suo peso sui sondaggi politici, che vedono Erdoğan in difficoltà.

Maria Nicola Buonocore

Sono Maria Nicola Buonocore, classe 1996. Ho conseguito il titolo triennale in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali nel 2018 all’Università di Napoli “l’Orientale”, con tesi in Storia Sociale, cercando i collegamenti e le divergenze fra la “rivoluzione intellettuale” di Don Lorenzo Milani e i moti sessantottini. Ora frequento l’ultimo anno di Corso in Specialistica in Relazioni Internazionali ed Analisi di Scenario alla Federico II, con indirizzo in Geopolitica economica. Dato il grande interesse umanistico e per sensibilità religiosa, ho seguito diversi corsi presso la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale, oltre che ad aver approfondito da autodidatta altre due importanti religioni: ebraismo ed Islam.

Ho incontrato lo IARI per caso, alla ricerca di analisi web su determinate tematiche geopolitiche ed ho deciso di mettermi in gioco come analista. Scrivere è sempre stata una mia grande passione, congiuntamente al grande interesse per la politica e lo studio. Lo IARI mi ha dato la grande opportunità di crescere nella professionalità e nell’accuratezza stilistica e di osservazione, grazie alla profonda fiducia infusaci. Da dicembre 2019 faccio parte della Redazione. È un progetto nuovo, fresco, motivante: giovani laureati, pronti a dare il proprio contributo al mondo!

La macro-area di cui mi occupo all’interno dello IARI è la regione Euro-Mediterranea. Sono rimasta affasciata dalla Storia delle Relazioni Euro-Mediterranee, affrontate durante il percorso di studi. Per questa grande passione sto svolgendo un tirocinio di lavoro presso l’Assemblea Parlamentare del Mediterraneo. Questa nuova esperienza mi ha aperto un modo di possibilità, prospettive e riflessioni. Il Mediterraneo, oggi e da sempre, è teatro culturale fondamentale nello scenario internazionale: è qui che si gioca la battaglia culturale!

Essere analista per me significa poter dare un contributo intellettuale importante al mondo e alla nostra società particolare. Ed è un impegno che parte dallo studio approfondito degli eventi passati e presenti. Lo IARI in questo dà molto supporto!

Ho una passione innata per la storia, la filosofia, la letteratura e la teologia. Tra i miei autori preferiti (tra romanzi e saggi) rientrano Joseph E. Stiglitz, Jacques Le Goff, Fëdor Dostoevskij, Charles Dickens e Gilbert K. Chesterton. Un altro hobby è la musica: strimpello sia chitarra che pianoforte e nutro un grande amore per il jazz e tutte le sue forme.

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