LA BAFFINLAND IRON MINES ASCOLTA L’APPELLO DELLA COMUNITÀ DI POND INLET: NON CI SARÀ ALCUNA ATTIVITÀ DI ICE BREAKING AD ECLIPSE SOUND

Dopo un accorato appello della piccola comunità di Pond Inlet, la Baffinland Iron Mines ha deciso di rimandare le attività di rottura del ghiaccio per preservare la caccia dei narvali.

Non ci sarà alcun intervento di rottura del ghiaccio nelle prossime settimane nell’area di Eclipse Sound, nel Nunavut canadese, giusto di fronte al porto di Pond Inlet. La decisione arriva direttamente dalla Baffinland Iron Mines Corporation che nelle parole del CEO Brian Penney dichiara: “This decision is based on direct response to Inuit input and the recognition of an important community-based project occurring which overlaps with the planned start of the Baffinland shipping season. Baffinland understands the importance of narwhal, and also the importance of the construction of the Small Craft Harbour in Pond Inlet continuing this year”.

La decisione infatti arriva dopo un appello della comunità di Pond Inlet di non procedere con le attività di rottura del ghiaccio perchè ritenute dannose per la migrazione dei narvali provenienti dalla Baffin area.

La Mittimatalik Hunters and Trappers Organization sostiene che la causa principale del calo della popolazione di narvali nell’area è collegato alle operazioni di commercio della Baffinland Iron Mines. Infatti il numero di narvali ad Eclipse Sound tra il 2019 ed il 2020, si è quasi dimezzato, passando da 9.931 a 5.019 unità, secondo le ricerche della Golder Associates Ltd.

La decisione arriva comunque con la consapevolezza del rischio di ritardare la stagione delle spedizioni di circa due settimane, ma asseconda le esigenze di una comunità estremamente dipendente dalla fauna locale.

Per quanto la notizia possa far piacere alla comunità di Pond Inlet, ciò che preoccupa resta il piano di espansione della produzione avviato dalla compagnia stessa che prevede quasi il raddoppiamento della produzione ed il conseguente raddoppiamento delle spedizioni. Entrambe le associazioni Qikiqtani Inuit Association e Nunavut Tunngavik Inc. che vantano diritti minerari sul sito di Mary River si dichiarano comunque aperte alle negoziazioni.       

Marco Volpe

Ciao a tutti, sono Marco Volpe, analista dello Iari per la regione artica. La mia passione per l’estremo Nord viene da lontano. Mi piace considerarla come il punto di arrivo che ho inseguito per tanto tempo, raggiunto attraverso un percorso iniziato con lo studio del cinese alla Sapienza di Roma, poi alla Beijing Language and Culture University di Pechino e all’Istituto Confucio di Leòn. Gli studi di relazioni internazionali condotti alla University of Leeds mi hanno dato gli strumenti per poi interpetare l’ascesa inarrestabile cinese nell’ordine globale. A quel punto era diventato imprescindibile approfondire il rapporto della Cina con l’ambiente, e il mio sguardo si è allora posato su quell’area remota del mondo ancora apparentemente fuori dai giochi internazionali e dai grandi investimenti, dove la cura per l’ambiente conta più di tutto. Un’area che ovviamente aveva già attirato le attenzioni della lungimirante leadership cinese. E così, tornato a Roma, ho frequentato un master sulla geopolitica artica e sviluppo sostenibile presso la Sioi, focalizzando la mia attenzione sulle mire cinesi nell’area. Il risultato è un pò il punto di arrivo di cui parlavo: collaborare e far parte di think tanks, tra cui lo Iari e l’Arctic Institute, che mi permettono di avere un confronto maturo, professionale ed appasionato sulle vicende internazionali che scandiscono il ritmo delle geopolitica odierna. Un punto di arrivo che è, ovviamente, un nuovo punto di partenza.
Mi sono appassionato alla fotografia quando, durante il mio primo viaggio in Cina, mi trovavo di fronte delle scene e dei volti che non potevo non immortalare. Ciò di cui non posso fare a meno è sicuramente la musica, soprattutto nella sua dimensione live e di festival. Radiohead, Mumford and Sons e National gli artisti che non posso non ascoltare prima di andare a letto.

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