IL COMPLETAMENTO DEL NORD STREAM 2

Matthias Waning, AD di Nord stream AG, il consorzio che si occupa della costruzione del gasdotto, ha dichiarato che il progetto sarà completato entro il mese di Agosto.

Il progetto, iniziato nel 2015,  ha visto puntati su di se i riflettori di Washington che a più riprese ha provato a mettere i bastoni fra le ruote, finché Biden non ha preso atto della impossibilità di annullare il progetto.

Il Gasdotto, si aggiunge ad altri due che portano il gas Russo in Europa, ovvero il Nord Stream e il Turkstream a sud. 

A dire il vero, il Nord Stream, inaugurato nel 2011, e il Nord stream 2 condividono gran parte del percorso, ad eccezione del punto di partenza che per il primo è Vyborg, a Nord di San Pietroburgo e per il secondo è Ust-Luga, un po’ più a sud.

Guardando ai tracciati degli oleodotti, è chiara l’intenzione di aggirare l’Ucraina e ridurre l’importanza del gasdotto che passa attraverso il suo territorio, non è un caso che Kiev faccia parte di quel gruppo di paesi principalmente dell’est Europa che non vedono con favore l’aumento del gas in arrivo in Europa.

A confermare l’importanza del tema, ci pensa Angela Merkel che volerà a Washington dal presidente Biden, dedicando l’ultima sua visita nel paese come cancelliera anche all’oleodotto che è un Dossier particolarmente importante per tutte le parti coinvolte, non si tratta solamente di un progetto economico, ma anche politico aumentando la quantità di gas che dalla Russia arriverà in Europa rischiando di aumentare la dipendenza energetica europea da Mosca.

Inoltre, questo permetterà di mantenere i contatti con Mosca in un momento storico non particolarmente favorevole ai rapporti fra i due paesi. 

La storia del Nord Stream 2, è stata lunga e travagliata, ma alla fine nonostante le difficoltà sembra essere arrivato il momento del completamento, il quale aumenta i timori di alcuni paesi sulla capacità dell’Europa di non essere influenzata dagli interessi economici. Dopo la cancellazione del South Stream che sarebbe dovuto passare nei Balcani per arrivare in Italia e Austria, nel 2014, a causa delle tensioni in Ucraina, anche Mosca era intenzionata a portare al termine la costruzione di questa nuova pipeline, anche solo per una questione di credibilità.

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