AL VIA LA NUOVA STRATEGIA DI SICUREZZA NAZIONALE RUSSA: C’È ANCHE IL CAMBIAMENTO CLIMATICO

Fonte foto: https://thebarentsobserver.com/en/climate-crisis/2020/10/behind-putins-new-arctic-strategy-lies-rude-quest-natural-resources

La Russia parla di cambiamento climatico nella sua nuova strategia per la sicurezza nazionale: una lotta da vincere tutti insieme, ma stop alla strumentalizzazione politica.

Il cambiamento climatico ha ottenuto la propria voce in capitolo anche in Russia. La nuova strategia di sicurezza nazionale messa a punto dal Cremlino, pone tra i vari punti in oggetto, anche questo aspetto, finora marginale.

La Russia avrebbe quindi deciso di impegnarsi sul fronte ambientale, ma allo stesso tempo, mette in guardia i paesi stranieri, i quali sono accusati da Mosca di voler politicizzare eccessivamente la tematica del riscaldamento globale. Un aspetto che interessa molto la Russia, in quanto, la lotta al cambiamento climatico è una questione che pone molti interrogativi in merito all’azione russa nell’Artico. 

La nuova strategia per la sicurezza nazionale ha preso il via ufficialmente il 2 luglio, con la firma sul documento da parte del presidente Vladimir Putin. La strategia è un aggiornamento del medesimo documento, messo a punto nel 2015, ma rinnovato e aggiornato in più punti.

D’altronde, le cose per Mosca e la sua situazione all’estero, sono cambiate molto. L’intervento militare, zone come l’Artico, non sono viste più come una semplice possibilità, ma come un vero e proprio progetto da perseguire per fronteggiare le altre potenze artiche. L’impegno russo, in termini di investimento nelle forze armate è ormai una solida realtà, mentre altrettanto solidi si fanno, i progetti infrastrutturali che riguardano gli idrocarburi, nella parte nord del paese

L’Artico è una regione prioritaria per la Russia, ma nonostante ciò, la regione figura in maniera marginale nella nuova strategia di sicurezza nazionale. Questo va in controtendenza rispetto ai grandi sforzi compiuti e gli investimenti effettuati nell’area.

Non sembrano esserci menzioni, nemmeno alla famigerata rotta del Mare del Nord, altro argomento caldo. La considerazione marginale dell’artico nel documento strategico e la mancata menzione della rotta artica, crea non poche perplessità, su quelle che saranno le reali intenzioni strategiche del Cremlino.

Altrettanto nuova, è la già citata presenza del riscaldamento globale nella strategia. Nel documento si parla del cambiamento climatico come emergenza ambientale e come causa principale di incendi, inondazioni e nuove malattie. Putin ha poi dichiarato in separata sede che, lo scioglimento dei ghiacciai e del permafrost, porterà a gravi conseguenze sociali ed economiche per la Russia.

In pratica, la nuova strategia per la sicurezza nazionale russa, spinge sul cambiamento climatico come argomento in cui sviluppare una solida cooperazione nazionale, ma al tempo stesso, prende le dovute misure di distanza dalla politicizzazione dell’argomento che, secondo il punto di vista russo, verrebbe fatta da paesi come gli Stati Uniti.

Secondo questo approccio, il cambiamento climatico sarebbe divenuto un pretesto per vincolare la Russia e limitare l’accesso delle sue aziende al mercato delle esportazioni, contenerne lo sviluppo industriale e controllarne le rotte. Una pressione politica ed economica che gli altri player artici starebbero esercitando su Mosca, che ovviamente non potrebbe accettare un simile contesto. 

La Russia aveva già dimostrato la volontà di fare un cambio di passo, pur restando ferma a quelli che sono i suoi valori. Durante il discorso di insediamento per il biennio di presidenza al Consiglio Artico, il Ministro degli Esteri russo Lavrov aveva parlato dell’importanza della lotta al cambiamento climatico, pur citando l’importanza della cooperazione militare e dell’implemento delle forze di sicurezza.

Tuttavia, più concretamente, è possibile proprio che la Russia, voglia tenere banco su questo argomento che, a conti fatti interessa molto l’opinione pubblica. D’altro canto, è evidente anche l’approccio di un rivale storico come Washington che, nel perseguire la lotta al cambiamento climatico sta attuando la sua strategia artica, cercando di dirottare altrove gli interessi cruciali e le tensioni. Per la Russia questo, è un nuovo strumento di deterrenza, ma a differenza delle questioni militari, su questo si può ingraziare maggiori favori, specie in termini di considerazione internazionale.

Domenico Modola

Vivo a Brusciano (NA) ed ho una laurea Magistrale in Scienze Politiche Studi Internazionali presso L’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale” con una tesi in Geografia Politica delle Relazioni Internazionali.
La macroarea di cui mi occupo è l’Artico. Scrivo di tutti gli aspetti relativi alla geopolitica di quei territori.
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