L’ESTREMISMO DI DESTRA IN GERMANIA

Quando ci si ritrova ad affrontare più minacce nello stesso momento può succedere di focalizzarsi sulla risoluzione di quella che si percepisce essere la minaccia più grave, con l’impatto potenzialmente più grave nella società, lasciando le altre minacce, benché monitorate, in disparte. 

E’ il caso della ricomparsa dell’Islamic State in West Africa Province (ISWAP) che negli ultimi mesi è stato capace di accrescere il suo potere e la sua influenza sul territorio africano, ponendosi in definitiva come una delle minacce maggiori con cui confrontarsi a livello globale. Tuttavia, lo Stato Islamico non è l’unico tipo di estremismo a livello globale che deve preoccupare in questo particolare momento storico, ne è un esempio l’estremismo far-right, ovvero di estrema destra. 

La diffusione di quest’ultimo tipo di estremismo è ancora presa poco in considerazione, forse perché si considera un problema lontano da noi europei, più presente in America e in Canada piuttosto che in Italia, in Germania o in Francia.

In realtà l’estremismo di estrema destra è già presente da molto tempo in Europa e ha causato, in particolare a partire dal 2019, molti danni a cose, persone e istituzioni. 

In Germania l’estremismo di estrema destra è da considerarsi un tasto dolente nella storia del paese, che non permette alla Germania e ai tedeschi di sganciarsi completamente dai fantasmi del passato. A settembre la Germania deve votare alle elezioni federali e i movimenti di estrema destra si stanno già muovendo per riuscire ad avere nuovamente una voce nella politica tedesca, cercando di proporre una visione di una Germania “normale”, pre globalizzazione, pre pandemia, pre ondate di rifugiati. 

Se questa retorica sembra familiare è perchè effettivamente il credo e la dottrina propagandistica di questi movimenti estremisti far-right poco cambia nel tempo e da paese a paese. Il centro nevralgico di questi movimenti si incentra sulla capacità di proporre una situazione “nel passato” in cui il proprio paese era forte e libero dalla presenza di “stranieri”, un paese sicuro che poteva contare su se stesso per sopravvivere senza grandi aiuti esterni.

Ancora, se queste parole non suonano nuove è perché anche il presidente americano Donald Trump durante la sua presidenza ha puntato a sviluppare una politica di isolazionismo dell’America rispetto al resto del mondo, in cui si preferivano i prodotti e i servizi americani piuttosto che quelli importati dagli altri paesi. 

La caratteristica della chiusura nei confronti degli altri paesi è sicuramente quindi un elemento sempre presente e fortemente caratterizzante questa retorica. 

In Germania i movimenti far-right si vogliono presentare alla popolazione con il partito Alternative for Germany(AfG), e con lo slogan “Germany. But normal.” (tradotto sarebbe “La Germania. Ma normale”), questo slogan vuole far prendere coscienza alle persone del fatto che la Germania non è più come era una volta, non è più tradizionale e che si è discostata troppo dagli ideali e dal modus vivendi tedesco, sancendo il dovere di tornare “alla normalità”.

I delegati dell’ AfG si propongono di incoraggiare la fuoriuscita della Germania dall’Unione Europea e di proibire il ricongiungimento familiare alle famiglie dei rifugiati, implementare un sistema di entrata nel paese attraverso l’immigrazione più duro e selettivo prendendo libera ispirazione dal duro sistema di regolamentazione dell’immigrazione giapponese. 

Il partito con la sua retorica cerca di attrarre “il centro” ma con un programma come quello appena delineato riusciranno ad interessare in modo particolare solo l’estrema destra. Le elezioni di settembre rappresenteranno un momento critico per la Germania e per l’Europa intera perchè dopo 16 anni di comando affidato ad Angela Merkel, ora si decideranno i nuovi leader della popolazione tedesca, si vedrà se e come la società sarà cambiata in questi anni. L’obiettivo è di superare, o almeno eguagliare, i risultati elettorali del 2017.

Questa forte volontà di imposizione dei movimenti di estrema destra  ha anche dei risvolti nella società: a partire dal 2020 i casi di attacchi ai danni di immigrati e più in generale nei confronti delle diverse etnie è duplicato.[1]

I crimini politicamente motivati hanno infatti raggiunto il massimo record dal 2001, anno in cui la polizia tedesca ha iniziato a tenerne nota, registrando un aumento del 20% con 11 casi registrati di omicidio e 13 di tentato omicidio.  Il fattore preoccupante di questi dati è che i numeri sono sempre in crescita e, con la situazione politica partitica sopra menzionata, si prevede che la situazione e l’aumento della violenza saranno critiche. 

Molti danni sono da attribuire anche alla pandemia che ha fatto sì che all’interno della popolazione si venisse a creare una sorta di polarizzazione politica che ha evidenziato fortemente la ripartizione della società. Questo è avvenuto in molti paesi tra cui l’America e il Canada, non solo in Germania. Uno degli obiettivi di questi gruppi far-right è quello di minare la sicurezza e le istituzioni del paese, viste come le fautrici del male dopo le misure restrittive della libertà, come il lockdown, prese a causa proprio del l’imperversare della pandemia. 


[1] https://www.reuters.com/world/europe/germany-arrests-suspect-over-hate-mail-using-neo-nazi-acronym-2021-05-04/?utm_source=iterable&utm_medium=email&utm_campaign=2300437_

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