LA GUERRA DELLO CHAMPAGNE FRA RUSSIA E FRANCIA

Lo scorso 2 luglio, il presidente Putin ha firmato una legge che consente l’uso della denominazione champagne, solo agli spumanti prodotti in Russia.

La controversa legge, ha già fatto discutere attirando le critiche dei produttori francesi, con il presidente del comitato interprofessionale del vino francese che ha dichiarato: ” non é champagne se non viene dalla Champagne,” ovvero la regione francese da cui il famoso spumante prende il nome.

Le motivazioni rimangono tuttora ignote, considerando che il shampanskoye, che con la legge sarà l’unico in Russia a mantenere il nome, viene prodotto in modo diverso rispetto al vino spumante francese.

Di recente, il Hoet Hennessy, importante produttore, ha dichiarato che le esportazioni nella federazione riprenderanno, dopo essere state sospese a seguito dell’ approvazione della legge, accettando quindi di adeguarsi e vendere lo Champagne con la denominazione ” vino Spumante”.

Sulla questione potrebbe pensare anche una motivazione geopolitica, infatti, lo Shampanskoye, viene prodotto in Crimea la regione annessa alla Russia nel 2014 e proverbiale pomo della discordia fra la federazione e i paesi occidentali.

Inoltre, c’è chi vede nella decisione Russa una risposta alle sanzioni imposte di recente a seguito delle nuovi tensioni, un po’ come era successo nel 2014 quando, a seguito della annessione della Crimea, il governo aveva vietato l’importazione di formaggi e altri prodotti dai paesi europei riuscendo a Dare un impulso all’acquisto dei formaggi russi 

La scelta del governo, non ha attirato solo le critiche dei francesi, anche in Russia numerose persone si sono interrogate sul perché, arrivando a commentare sarcasticamente se bisognerà cambiare nome al whisky.

Dunque, diverse potrebbero essere gli obiettivi che Putin spera di raggiungere con questa mossa, da un lato “punire” i paesi europei per le sanzioni colpendo un prodotto particolarmente importante per la Francia, dall’altro cercare di aumentare i consumi dei prodotti autoctoni, oltre che lanciare un importante messaggio: la Crimea é russa e lo rimarrà.

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