BORIS JOHNSON INVITA XI JINPING E VLADIMIR PUTIN ALLA COP26 DI GLASGOW

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Rinviato a causa dell’epidemia da coronavirus, l’evento mondiale sul clima mira a rafforzare gli sforzi collettivi, in particolare delle grandi potenze, verso azioni più concrete ed efficaci in soccorso del pianeta.

Il Primo ministro britannico Boris Johnson ha invitato i leader Vladimir Putin e Xi Jinping a partecipare al vertice sul cambiamento climatico che si terrà le prime due settimane di novembre presso lo Scottish Event Campus (SEC) di Glasgow, in Scozia.

Putin potrebbe ritornare in Gran Bretagna per la prima volta dal 2013, dopo una lunga assenza di otto anni. Lo stesso il presidente cinese Xi Jinping, che manca dal Paese dal 2015, il quale non si è ancora espresso riguardo la propria partecipazione.

La COP26 sarà il più grande raduno di leader mondiali dall’inizio della pandemia da Covid-19, ed è anche il più grande summit che il Regno Unito abbia mai ospitato. Le aspettative sono tante, così come tante sono le preoccupazioni riguardo un possibile nuovo slittamento dell’evento se i contagi dovessero ritornare alti a causa del rapido diffondersi delle nuove varianti.

Tuttavia, il presidente della COP26, Alok Sharma, ha dichiarato di voler vedere una maggiore e più rapida operatività in particolare da parte della Cina nel rispettare le proprie promesse fatte sul clima in vista della Conferenza. Infatti, come dichiarato già molte volte in passato, la Cina punta a portare le sue emissioni ad un picco prima del 2030 e a raggiungere la carbon neutrality entro il 2060.

Pertanto, Sharma ha affermato di voler condurre personalmente i negoziati con le parti del vertice per aggiungere uno slancio politico al processo di negoziazione al fine di ottenere i risultati migliori alla fine del tanto atteso evento. Dal momento che la Cina è il Paese che più emette sostanze inquinanti al mondo, il suo impegno è visto come cruciale se la Conferenza vuole avere qualche possibilità di raggiungere il suo obiettivo di limitare il riscaldamento globale a 1.5°C, così come in più occasioni suggerito dall’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC).

Attualmente ricopro il ruolo di Junior Political Researcher presso la Parliamentary Assembly of the Mediterranean. Sono laureata in Relazioni Internazionali ed Analisi di Scenario con menzione alla carriera presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II, con una tesi in Politica ed Economia dell’Ambiente e correlazione in Geopolitica Economica sul futuro delle risorse idriche legate al caso studio della Grand Ethiopian Renaissance Dam. Con IARI, collaboro con l’associazione inglese “Cop26 and beyond” analizzando nelle mie analisi gli impatti del cambiamento climatico su ambiente e società. La curiosità e la ricerca scientifica sono state determinanti nello sviluppo del mio forte interesse per la geopolitica dell’ambiente e delle risorse energetiche. Tra le mie passioni rientrano la geografia, lo studio delle civiltà antiche, prime su tutte l’antico Egitto e l’antica Grecia, e la degustazione di birre artigianali in giro per il mondo.

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