TENSIONI NEL MAR NERO: I SECOLI PASSANO, MA LE INIMICIZIE RESTANO

I paesi della Nato e l’Ucraina si esercitano congiuntamente nel Mar Nero, tanto basta a far scattare ancora una volta il nervosismo della Russia, in Crimea.  

Correva l’anno 1855, quando Cavour decise di inviare circa 18.000 soldati, appartenenti al Regno di Sardegna-Piemonte, a sostegno delle truppe franco-inglesi nella guerra di Crimea, contro la Russia zarista. I soldati piemontesi guidati dal Generale Alfonso La Marmora, si distinsero particolarmente nella sanguinosa battaglia di Cernaia, facendo conseguire la vittoria a Francia e Regno Unito, contro la Russia. 

I secoli passano, ma le inimicizie restano. Dal 28 giugno al 10 luglio 2021, nelle acque prospicenti la Crimea, verrà effettuata un’esercitazione militare dell’alleanza atlantica, dal nome in codice “Sea Breeze 2021”. Dalla Nato fanno sapere che verranno coinvolti 5 mila militari, 32 unità navali, 40 velivoli e 18 reparti speciali, provenienti dagli Stati membri dell’alleanza, ma non solo, prenderanno parte anche alcune unità dell’ Argentina, Brasile, Australia e Giappone. Anche l’Italia è coinvolta, grazie alla presenza della fregata missilistica Virginio Fasan, il cui impiego non è stato autorizzato questa volta da Cavour, ma dalla marina  militare italiana d’intesa con l’attuale governo italiano. 

Alcuni analisti russi hanno rilevato il fatto che non erano mai state condotte da parte Nato, delle esercitazioni così imponenti, nelle acque del Mar Nero. Pertanto, rimane alto lo stato di allerta della Marina Russa, il cui centro di controllo e difesa nazionale ha annunciato che sta monitorando i movimenti della fregata italiana, Virginio Fasan.

L’obiettivo della Nato con questa esercitazione è quello di permettere all’Ucraina di interagire con l’alleanza atlantica, nonostante Kiev non sia ancora membro Nato, rappresenta senza dubbio un partner strategico. 

Le manovre navali della Nato, nella regione del Mar Nero, possono essere intese anche come una risposta all’episodio accaduto in Crimea, alcune settimane fa, dove il cacciatorpediniere Defenderdella Royal Navy, ha effettuato un passaggio di routine attraverso un corridoio di acqua, riconosciuto come internazionale.

Tuttavia, Mosca percepisce da sempre, la presenza di unità navali Nato, come un’aperta violazione della propria sfera d’influenza e sovranità territoriale, l’unità navale inglese a detta delle autorità russe, avrebbe quindi violato di 3 miglia nautiche le acque territoriali russe.

Ma il Regno Unito, come la maggior parte della comunità internazionale, reputa quelle acque ancora come territorio Ucraino, non riconoscendo di fatto, l’annessione della Crimea alla Russia, avvenuta il 16 marzo 2014. Per il governo di Boris Jhonson, il fatto non sussiste, e nemmeno la violazione territoriale.

La Casa Bianca del Presidente Biden, con l’esercitazione “Sea Breeze 2021”, intende sottolineare la presenza e vicinanza statunitense nei confronti di un alleato storico, come il Regno Unito, ma anche verso tutti gli altri Stati Europei, ritornati al centro degli interessi americani, dopo il distaccamento della precedente amministrazione, quella di Trump.   

Allo stesso tempo, la Russia ha tutta l’intenzione di ribadire la propria egemonia, sulle acque del Mar Nero, una zona da sempre strategica per Mosca, dato che quelle acque sono di fatto la porta di accesso al Mediterraneo, al Mar Rosso e quindi all’oceano Atlantico e Indiano.

La Russia ha sempre sofferto la questione degli stretti e del suo accesso al mare, da questo punto di vista si sente altamente vulnerabile, ecco spiegato uno dei motivi della sua vicinanza politico-diplomatica alla Turchia, la quale controlla l’accesso agli stretti, così come da trattati internazionali. 

Alla luce di quanto analizzato, sembra che assai breve sia stato l’effetto dell’incontro bilaterale a Ginevra, tra il Presidente Joe Biden e Vladimir Putin, durante il quale era stato toccato anche il dossier sull’Ucraina, per cercare di creare una distensione tra Stati Uniti e Russia. L’esercitazione Nato, ha contribuito ad infervorare gli animi della Russia post covid-19. 

Gabriele La Spina

Gabriele La Spina, attualmente Capo Redattore e analista geopolitico per gli Affari Europei in IARI. Nato a Catania nel 1991, ha conseguito la laurea triennale in Politica e Relazioni Internazionali presso l’Università degli Studi di Catania, ha proseguito gli studi a Milano, conseguendo il Diploma in Affari Europei presso l’Istituto per gli Studi di Politica Internazionale (ISPI). Infine ha continuato con la laurea magistrale in Internazionalizzazione delle Relazioni Commerciali sempre presso l’Ateneo di Catania.

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