SE L’ITALIA SI RISCOPRE ATLANTICA

Con il rinnovato impegno internazionale della nuova amministrazione statunitense, targata Biden, l’Italia, che aveva anch’essa – così pare – smarrito il proprio atlantismo, ha la possibilità di rispolverare la vecchia alleanza. In chiave nuova. 

Il Segretario di Stato statunitenseAntony Blinken, si è recato domenica 27 giugno 2021 a Roma, per una serie di incontri e vertici importanti, fra i quali il summit G20 dei ministri degli Esteri e il vertice intergovernativo contro l’ISIS. Fra le altre cose, vi sono stati colloqui sia con il Ministro degli Esteri italiano, Luigi Di Maio, che con il Premier italiano, Mario Draghi, e il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. 

Dai colloqui sono emerse preoccupazioni e prospettive comuni su un ventaglio di questioni internazionali, fra le quali le condizioni sociopolitiche dell’area Sud MediterraneaL’Italia, in tali questioni, resta alleato cruciale per gli Stati Uniti, che vogliono scongiurare qualsiasi ulteriore penetrazione russa e cinese nelle acque calde del Mare di Mezzo. E per farlo, v’è necessariamente bisogno di un maggiore impegno italiano

Le parole non si sono fatte attendere: prima con Draghi, e la volontà di riesaminare il memorandum firmato con Pechino, e poi con Di Maio, e le non paragonabili relazioni che l’Italia intrattiene da una parte con la Cina e dall’altra con gli US, l’Italia prosegue nel cammino di progressivo distaccamento – dalle mire cinesi – e riallineamento – con Washington. In fondo, per Biden – e lo era anche per Trump e in misura ridotta per Obama -, la volontà di far crescere e diventare adulti i propri alleati non passa attraverso mosse e passi strategici capaci, nel lungo periodo, di modificare gli equilibri mondiali.  

Ad ogni modo, l’Italia si riscopre, oggi, atlanticaMa deve prestare attenzione

Il rinnovato impegno dell’amministrazione di Biden non è un colpo di spugna alla politica estera di Trump: i toni sono certamente cambiati, ma gli scenari internazionali e le priorità d’agenda noIl Mediterraneo resta, per gli States, un teatro di deterrenza nei confronti della Russia e della Cina – in misura molto minore della Turchiaper l’Italiail Mediterraneo è, geograficamente, il cortile di casa, che, se non curato adeguatamente e secondo le priorità interne al Mediterraneo stesso, rischia di diventare – o lo è già – una bomba ad orologeria, sotto molteplici punti di vista. 

L’ombrello statunitense è importante averlo, aperto o chiuso che sia, sempre saldo fra le mani. All’Italia la saggezza di saperlo usare.

Maria Nicola Buonocore

Sono Maria Nicola Buonocore, classe 1996. Ho conseguito il titolo triennale in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali nel 2018 all’Università di Napoli “l’Orientale”, con tesi in Storia Sociale, cercando i collegamenti e le divergenze fra la “rivoluzione intellettuale” di Don Lorenzo Milani e i moti sessantottini. Ora frequento l’ultimo anno di Corso in Specialistica in Relazioni Internazionali ed Analisi di Scenario alla Federico II, con indirizzo in Geopolitica economica. Dato il grande interesse umanistico e per sensibilità religiosa, ho seguito diversi corsi presso la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale, oltre che ad aver approfondito da autodidatta altre due importanti religioni: ebraismo ed Islam.

Ho incontrato lo IARI per caso, alla ricerca di analisi web su determinate tematiche geopolitiche ed ho deciso di mettermi in gioco come analista. Scrivere è sempre stata una mia grande passione, congiuntamente al grande interesse per la politica e lo studio. Lo IARI mi ha dato la grande opportunità di crescere nella professionalità e nell’accuratezza stilistica e di osservazione, grazie alla profonda fiducia infusaci. Da dicembre 2019 faccio parte della Redazione. È un progetto nuovo, fresco, motivante: giovani laureati, pronti a dare il proprio contributo al mondo!

La macro-area di cui mi occupo all’interno dello IARI è la regione Euro-Mediterranea. Sono rimasta affasciata dalla Storia delle Relazioni Euro-Mediterranee, affrontate durante il percorso di studi. Per questa grande passione sto svolgendo un tirocinio di lavoro presso l’Assemblea Parlamentare del Mediterraneo. Questa nuova esperienza mi ha aperto un modo di possibilità, prospettive e riflessioni. Il Mediterraneo, oggi e da sempre, è teatro culturale fondamentale nello scenario internazionale: è qui che si gioca la battaglia culturale!

Essere analista per me significa poter dare un contributo intellettuale importante al mondo e alla nostra società particolare. Ed è un impegno che parte dallo studio approfondito degli eventi passati e presenti. Lo IARI in questo dà molto supporto!

Ho una passione innata per la storia, la filosofia, la letteratura e la teologia. Tra i miei autori preferiti (tra romanzi e saggi) rientrano Joseph E. Stiglitz, Jacques Le Goff, Fëdor Dostoevskij, Charles Dickens e Gilbert K. Chesterton. Un altro hobby è la musica: strimpello sia chitarra che pianoforte e nutro un grande amore per il jazz e tutte le sue forme.

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