SUMMIT DI GINEVRA, NUOVA SVOLTA NELLE RELAZIONI USA-RUSSIA

Le relazioni tra Stati Uniti e Russia sono instabili e dopo la crisi diplomatica scoppiata a marzo, ad oggi si è verificata una distensione grazie al Summit di Ginevra

Con il Summit tenutosi a Ginevra il 16 giugno 2021 tra Joe Biden e Vladimir Putin le relazioni tra Washington e Mosca hanno subito una distensione, dopo la crisi diplomatica scoppiata a marzo 2021 dovuta ad un’intervista rilasciata dal leader americano.

In quella occasione, il presidente statunitense, rispondendo alla domanda di George Stephanoupolos se ritenesse Putin un assassino, rispose affermativamente, riferendosi alla vicenda Navalny. Inoltre, Biden accusò pubblicamente la Russia di aver interferito con le scorse elezioni presidenziali e di aver in questo modo esacerbato le tensioni nel paese.

La reazione delle autorità russe è stata pronta: da un lato, il presidente della Duma di Stato Vyacheslav Volodin ha dichiarato che le parole di Biden su Putin erano un attacco alla Russia; dall’altro lato, il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha smentito le conclusioni dell’intelligence americana circa l’interferenza russa nelle elezioni presidenziali.

Inoltre, Mosca e Washington hanno richiamato in patria i rispettivi ambasciatori, Anatoly Antonov e John Sullivan, per consultazioni. La reazione di Putin è stata invece ambivalente, da una parte ha contraccambiato l’appellativo di “assassino” ricordando che “chi lo dice sa di esserlo”, ma dall’altra parte si è dimostrato disponibile ad un colloquio telefonico con la controparte americana, affermando inoltre di essere predisposto a cooperare con Washington sulle tematiche di loro interesse, alle condizioni di Mosca. 

Nella stessa intervista con George Stephanoupolos, Biden aveva dichiarato anche la sua intenzione di lavorare insieme con la Russia, il che contrastava con le accuse rivolte a Putin. A 3 mesi da questa dichiarazione, effettivamente si è aperta una finestra di dialogo tra i 2 presidenti in un summit a porte chiuse tenutosi a Ginevra il 16 giugno.

Questo incontro disteso è stato possibile anche perché Biden, poco prima del faccia a faccia, aveva rimosso le sanzioni sulla società russo-tedesca Nord Stream 2 controllata dalla russa Gazprom, per dimostrare sia l’impegno a ricostruire i rapporti con Berlino compromessi da Trump e sia per dare un segnale positivo a Mosca.

Dopo l’incontro si sono tenute 2 conferenze stampa separate. Putin ha dichiarato che i colloqui sono stati costruttivi e senza ostilità, che c’è stata volontà da ambe le parti di comprensione reciproca. Il presidente russo ha inoltre sottolineato la differenza tra Trump e Biden, ritenendo quest’ultimo più equilibrato e ragionevole.

Il risultato più concreto dell’incontro è stata la decisione di far ritornare i rispettivi ambasciatori John Sullivan a Mosca e Anatoly Antonov a Washington, dopo averli richiamati a marzo. Biden ha dichiarato che i toni del colloquio sono stati positivi e senza tensioni, che sono state trovate delle aree di lavoro comuni su cui i due paesi possono impegnarsi, sottolineando come ha sempre messo sul tavolo del colloquio la questione dei diritti umani, citando anche Navalny. 

Durante l’incontro sono state affrontate molteplici tematiche oggetto di tensione, a partire da Navalny, sul quale Biden ha comunicato a Putin che la sua eventuale morte sarà fonte di una crisi. Circa l’attacco informatico nel quale sono stati rubati dati in cambio di un riscatto alla Colonial Pipeline, il più grande oleodotto americano di carburanti raffinati, i sospettati degli USA sono una gang di pirati criminali russi e Putin ha dichiarato che il suo governo non è coinvolto e non ha responsabilità in merito, ma che saranno avviate con Washington delle consultazioni sulla sicurezza informatica. Si è parlato poi di Ucraina e di un suo eventuale ingresso nella NATO, di disarmo nucleare iraniano, crisi pandemica e cambiamento climatico.

Più nel dettaglio è stato discusso su come ridurre l’incertezza e l’instabilità nelle relazioni tra i 2 paesi, come dialogare sulla stabilità strategica creando un gruppo di esperti e diplomatici per lavorare sulla questione. Questo è un punto importante, bisognerà vedere se questi presupposti di ristabilire le relazioni sulla base di prevedibilità e stabilità saranno portati avanti.

Dopo la crisi diplomatica di marzo, le aspettative circa questo incontro erano basse e seppur l’incontro ha ristabilito un dialogo non ha però rappresentato una grande svolta. Tuttavia, i rapporti sono in bilico e potrebbero verificarsi cambiamenti positivi o negativi a seconda degli sviluppi di varie questioni, come quella di Navalny.

A tal proposito, durante l’incontro tra i due leader, Biden ha comunicato a Putin che la sua eventuale morte sarà considerata responsabilità russa di fronte alla comunità internazionale.

Ci saranno quindi conseguenze se l’oppositore politico di Putin dovesse morire in carcere, e gli USA stanno valutando una serie di misure che eventualmente prenderebbero, senza però anticipare quali. 

Un’altra questione spinosa che potrebbe incidere sulle future relazioni tra Russia e Stati Uniti è quella relativa agli attacchi informatici che gli USA stanno ricevendo, uno tra gli ultimi quello scoperto a dicembre 2020 ai danni della società informatica texana SolarWinds, di cui si è parlato anche nell’incontro a Ginevra.

Secondo gli esperti, l’attacco è stato ordinato dal Servizio di intelligence internazionale russo (SVR), una delle agenzie nate dal KGB di epoca sovietica.

La SolarWinds è uno dei maggiori fornitori di software Orion al mondo, con circa 300 mila clienti, tra cui le Forze armate americane, il Pentagono, la NASA, l’NSA, vari ministeri americani e l’ufficio della presidenza degli Stati Uniti, la maggior parte delle aziende più grandi degli USA, le dieci più grandi compagnie telefoniche americane e centinaia di università ed ospedali in tutto il mondo.

Attaccando SolarWinds, indirettamente si può arrivare a tutti i suoi clienti e rubare i loro dati, per cui parliamo di danni economici e politici enormi, anche se non è ancora chiaro quali di questi clienti sono stati effettivamente violati.

Per Mosca che vuole colmare la disparità di risorse che ha con gli USA, lo spionaggio è un metodo utile in tal senso. Gli Stati Uniti sino ad ora non sono riusciti a prevenire questi attacchi informatici ai loro danni, e la Russia ha sempre negato ogni responsabilità.

Le relazioni tra Mosca e Washington sono molto altalenanti ed instabili, suscettibili ad ogni evento che accade e non siamo in grado di determinare il loro sviluppo futuro, anche se con il Summit di Ginevra i 2 leader hanno dimostrato una volontà quantomeno di dialogare.

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