RUSSIA E UK: AD UN PASSO DALLA GUERRA?

Gran parte dei componenti del mondo dell’informazione sembrano essere rimasti silenti di fronte ad una possibile, per fortuna sfiorata,  catastrofe militare che ha visto coinvolti direttamente Russia e Marina Britannica. Quanto avvenuto mercoledì 23 giugno è stato probabilmente il momento più basso delle relazioni britannico – russe degli ultimi 40 anni. 

Infatti, proprio in quella data, una nave da guerra britannica ha deliberatamente ed apparentemente immotivatamente, navigato in direzione delle acque territoriali russe in prossimità della Crimea; violandone di fatto il confine marittimo.

Secondo un portavoce del  ministero della Difesa di Mosca, una nave di pattuglia della marina russa, prima che la nave da guerra britannica potesse entrare nelle acque territoriali della Federazione Russa, avrebbe avvertito quest’ultima sparando dei colpi di avvertimento, seguiti da un jet che ha tempestivamente sganciato bombe sulla traiettoria dell’HMS Defender, mentre questi, navigava a circa 12 miglia (19 km) al largo della costa della Crimea.

Di contro, il governo del Regno Unito ha respinto il resoconto della Russia sull’incidente e ha negato che siano stati sparati colpi di avvertimento; per di più, un corrispondente della BBC sulla nave da guerra ha affermato che è stata minacciata dai colpi russi ancora prima che si avvicinassero al confine delle acque territoriali, mentre navigavano ancora in acque internazionali.

Si sentivanogli aerei sopra la testa” – erano più di venti ma solo uno ha provveduto a sparare in direzione della nave da guerra britannica – questo è quanto riferisce il  corrispondente della difesa della BBC, Jonathan Beale, mentre si trovava sul ponte dell’HMS Defender che navigava sul Mar Nero in direzione Georgia. “Ho sentito alla radio avvertimenti parecchio ostili da parte delle autorità russe, mentre l’equipaggio della nave da guerra si preparava per un possibile confronto”.

 Ma perché il Regno Unito avrebbe dovuto portare a termine una condotta altamente pericolosa e provocatoria?

Innanzitutto il Regno Unito dagli eventi di piazza Maidan non ha mai riconosciuto l’esito del referendum tenutosi in Crimea, quindi non riconosce quest’ultima come parte del territorio della Federazione Russa. 

Tanto che l’ HMS Defender stava salpando da Odessa, nell’Ucraina meridionale, verso la Georgia. Per arrivarci è passato a sud della penisola di Crimea, che la Russia ha annesso dall’Ucraina nel 2014 con una mossa non riconosciuta a livello internazionale.

Mentre Mosca afferma che la penisola e le sue acque sono territorio russo, il Regno Unito afferma che HMS Defender stava attraversando acque ucraine in una rotta di transito comunemente usata e riconosciuta a livello internazionale.

Una fonte ha detto al corrispondente diplomatico della BBC James Landale che il Defender non era lì per combattere ma per affermare il proprio diritto alla libertà di navigazione in acque internazionali.

Il ministero della Difesa russo ha affermato che le “azioni pericolose” della nave della marina che entra nelle sue acque sono state una “grave violazione” delle leggi marittime della Convenzione delle Nazioni Unite e ha chiesto che l’equipaggio sia indagato.

Inoltre, potrebbe avere voluto sabotare, quanto di costruttivo fosse accaduto durante l’incontro tra Putin e Biden durante l’incontro di Ginevra tenutosi qualche giorno prima.

Quanto appena riportato, non è una semplice congettura, frutto di un’interpretazione alterata della realtà, ma ritrova ampiamente riscontro nelle parole del Premier Britannico, Boris Johnson, il quale ha dichiarato che dopo aver mandato un cacciatorpediniere, il Defender, a testare le acque territoriali della Crimea, manderà anche altre navi in quelle acque anche in futuro, nonostante ci siano i video della guardia costiera russa che mostrano i colpi di avvertimento sparati dalle navi russe verso quella britannica.

Quanto avvenuto, oltre a fare sorgere l’interesse nel volere normalizzare quanto prima la complicata situazione della Crimea, che rende la penisola con annesse acque territoriali oggetto di rivendicazioni arbitrarie o di interpretazioni personali del diritto internazionale, fa anche pensare ad una strategia di più ampio respiro, in ottica anti russa.

Il Cremlino, intuendo che la discrezionalità di Londra nel volere intendere i confini marittimi e quindi più in generale il riconoscimento della Crimea come territorio russo, potrebbero diventare in futuro un possibile terreno di scontro, i ministeri degli Esteri e della Difesa della Federazione hanno convocato i diplomatici britannici a Mosca; informando l’ambasciatrice britannica in Russia che le “eventuali conseguenze di un ulteriore provocazione” come l’incidente di mercoledì che ha coinvolto l’HMS Defender “graveranno interamente dalla parte del Regno Unito”, 

All’ambasciatrice è stata esposta la forte protesta per la violazione del confine della Federazione Russa e le azioni provocatorie e pericolose della nave da guerra della Marina britannica nelle acque territoriali della Federazione Russa, che la parte russa considera come una grave inosservanza della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare del 1982“, 

La provocazione giunge britannica giunge in un momento delicato dei rapporti tra occidente e Russia nell’arena internazionale. L’avvenimento della nave da guerra avviene “casualmente” solamente dopo pochi giorni l’incontro di Ginevra, in cui si sarebbe dovuta inaugurare un rapporto distensivo tra USA e Russia, tanto che uno dei primi effetti dell’incontro è stato quello di fare ritornare i rispettivi ambasciatori, statunitensi e russi, nelle rispettive capitali, Mosca e Washington.  

Oltre a questo primario evento distensivo, l’evento si colloca temporalmente in un momento in cui anche la Germania decide di avviare una nuova fase distensiva con la Russia, così tanto la cancelliera Merkel che il Presidente francese Macron, intendono normalizzare i rapporti con Mosca, tanto da pensare di invitare – nel prossimo futuro – il presidente russo Putin, ad un vertice composto principalmente da leader europei. 

Il Regno Unito intuendo la linea distensiva, che tanto non piace a Londra, dei propri partrner occidentali potrebbe avere pensato di sabotare l’avvicinamento tra est ed ovest, tanto che il premir britannico, BorisJohnson, smarcandosi dalla linea Euro-Statunitense, ha deciso di optare per un’altra via.

La motivazione di questa posizione di forza potrebbe essere presto spiegata, la Gran Bretagna potrebbe pretendere a volere ricoprire il vuoto di potere verificatosi nell’Europa orientale, specialmente in Ucraina, dopo che Unione Europea e NATO hanno fatto intendere a chiare lettere che non interverranno direttamente – e quindi non supporteranno incondizionatamente –  la politica estera di Kiev.

Il Regno Unito post Brexit, sembra così volere ritrovare un proprio posto nello scacchiere internazionale ergendosi nuovamente ad attore globale e per giungere a tale posizione nel minor tempo possibile, probabilmente sta attuando la  migliore strategia,  supportare gli stati russofobi. 

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