MEDIO ORIENTE E SMART CITIES: IL PALCOSCENICO DELL’INNOVAZIONE

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In uno scenario globale sempre più attento allo sviluppo tecnologico, il primato delle smart cities spetta al Medio Oriente.

Sebbene l’area in questione rappresenti una delle regioni più complesse e controverse nell’ambito delle relazioni internazionali, essa sembra ormai destinata a guidare il resto del mondo nella transizione verso realtà urbane intelligenti e sostenibili. Infatti, i Paesi della regione, collettivamente e individualmente, stanno mettendo l’energia rinnovabile al centro dell’agenda di crescita, primeggiando nel settore delle Smart Cities.

È emblematico notare che sono proprio le monarchie del Golfo a porsi come guida nello sviluppo di sistemi che garantiscano la mobilità sostenibile, l’utilizzo di energia pulita e una riduzione di costi e inefficienze. In tale contesto, infatti, è possibile identificare diverse iniziative ambiziose e progetti all’avanguardia.

Le smart cities del Medio Oriente

Di particolare interesse è il progetto avviato sotto l’egida del programma Vision 2030, grazie al quale l’Arabia Saudita sta spingendo i confini del progresso tecnologico con Neom, il paradiso delle smart cities. A partire dal suo annuncio nel 2016, Vision 2030, il piano di diversificazione economica lanciato dal Principe ereditario Mohammad bin Salman, ha stimolato l’interesse degli investitori di tutto il mondo verso la possibilità di stringere accordi infrastrutturali ed energetici nel Paese. Già nel 2017, la visione saudita si era evoluta fino ad includere lo sviluppo di Neom, una mega-città intelligente estesa su 26.500 chilometri quadrati.

Partendo dalle idee di infrastrutture connesse, edifici intelligenti e mobilità sostenibile, il concetto smart city si è trasformato in una soluzione per un’urbanizzazione rapida, capace di migliorare contemporaneamente il potenziale economico e sociale di un intero Paese.

Allineando la trasformazione digitale e la sostenibilità con i piani di Vision 2030, l’Arabia Saudita prevede che Neom genererà 100 miliardi di dollari di PIL totale entro il 2030. Non a caso, inoltre, la smart city per eccellenza sarà alimentata al 100% da energie rinnovabili e sarà governata da un sistema giudiziario indipendente, finalizzato ad incoraggiare gli investimenti verso 16 settori prioritari, tra cui manifattura avanzata, mobilità e biotecnologia.

La costruzione della prima area urbana, Neom Bay, è iniziata nel primo trimestre del 2019. Gli appaltatori nominati includono il gruppo Saudi Binladin e AECOM. Per quanto riguarda invece i preparativi alla fase due, ovvero la costruzione dell’area industriale, risulta che essi siano stati avviati nel 2020. 

Dato che la costa di Neom si estende per 468 km lungo il Golfo di Aqaba e il Mar Rosso, la vasta disponibilità di acqua di mare sarà sfruttata per alimentare la fiorente industria della desalinizzazione dell’Arabia Saudita, attirando a Neom le ultime tecnologie del settore idrico.

Oltre a ciò, Neom proporrà soluzioni dirompenti nel settore dei trasporti, fornendo un ambiente favorevole per la guida automatizzata e l’impiego di droni. Infine, nel giugno 2019 è stato inaugurato l’aeroporto per i voli commerciali Neom Bay, situato nella regione settentrionale di Sharma, il primo aeroporto supportato dalla rete 5G in Medio Oriente.

Un altro caso di particolare rilevanza strategica è quello degli Emirati Arabi Uniti, in quanto il Paese si qualifica come leader globale in termini di connettività, riportando una penetrazione di fibra ottica nelle abitazioni che ammonta al 93,7%. Un’ulteriore istanza di innovazione nell’ambito delle smart cities è Dubai.

Di particolare interesse sono le iniziative in ambito trasporti, come la Dubai Smart Self-Driving Vision, lanciata nel 2016 con l’obiettivo di automatizzare il 25% del trasporto giornaliero della città, e la Dubai Future Foundation, il cui obiettivo è sviluppare una strategia di trasporto autonomo capace di generare più di 6 miliardi di dollari all’anno grazie alla riduzione dei costi di trasporto e delle emissioni di carbone.

Nondimeno, tali iniziative prevedono di aumentare il livello di  produttività dei lavoratori grazie all’abbattimento dei tempi impiegati per effettuare gli spostamenti.

Come si sviluppano le smart cities?

L’approccio smart city è stato a lungo sostenuto in Medio Oriente come mezzo per affrontare rapidamente le sfide della vita urbana di massa e promuovere al contempo vasti benefici economici e sociali. Secondo il report di ABI reasearchsul ruolo delle smart cities per lo sviluppo economico, il valore monetario concreto del concetto di smart city potrebbe potenzialmente aumentare lo sviluppo economico delle città di tutto il mondo di oltre il 5%, offrendo oltre 20 trilioni di dollari di ulteriori benefici economici entro il 2026.

La regione è altresì impegnata nello sviluppo di sistemi intelligenti e sostenibili nel settore delle infrastrutture, della mobilità e dell’edilizia. A ciò si aggiungono poi questioni legate alla digitalizzazione e alle telecomunicazioni. Ad esempio, collaborando con Mastercard, 54 milioni di egiziani – circa il 65% della popolazione – hanno collegato la propria carta d’identità nazionale ai propri conti, contribuendo in modo sicuro all’economia reale.

Sulla stessa linea, il gigante delle telecomunicazioni con sede negli Emirati Arabi Uniti, Etisalat, ha annunciato l’intenzione di investire 1,09 miliardi di dollari nella trasformazione digitale, nelle reti mobili e in fibra. I progetti di sviluppo in tale ambito mirano a combinare le tecnologie di intelligenza artificiale (AI) e Internet of Things (IoT) con reti 5G flessibili e ad alta velocità per dare alle città una connettività intelligente sostenuta da una connessione forte, stabile e ubiqua.

La vita in una smart city promette una serie di vantaggi per lo Stato, per l’ambiente e per i cittadini che vi abitano. L’esistenza di sistemi interconnessi implica comodità e facilità. È sufficiente immaginare di utilizzare un’app per trovare il parcheggio disponibile più vicino, di essere guidato lì e di pagare dal telefono per percepire il valore di tali iniziative.

Lo sviluppo delle smart cities dovrebbe poi portare con sé delle migliorie in termini di sicurezza, in quanto le telecamere potenzialmente hanno la capacità di abbinare istantaneamente il viso di un passante ad un database di volti di cittadini, il che significa che le forze dell’ordine potrebbero trovare e arrestare più rapidamente i criminali.

In termini di ambiente, un migliore monitoraggio e analisi dei dati può mostrare alle città il modo più appropriato per conservare le risorse e limitare l’impatto dei combustibili fossili, ad esempio. L’esame dei dati potrebbe inoltre fornire una tabella di marcia per affrontare la transizione alle fonti rinnovabili oltre a come i sistemi intelligenti potrebbero prevenire l’inutile spreco di energia. 

Controversie sulla privacy

Nonostante i vantaggi sopracitati, emergono numerose problematiche in termini di privacy che le città dovranno affrontare prima di passare all’implementazione di modelli intelligenti. Dal momento che le smart cities si basano proprio sulla gestione dei dati potrebbe sembrare che il più grande costo registrato sia proprio la privacy.

Idealmente, le città intelligenti del futuro saranno costruite con una prospettiva incentrata sulla privacy, raccogliendo dati ed informazioni in maniera impersonale attraverso profilazioni di massa anziché segregate in base ai punti dati o, peggio, vendute a terzi.

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