IN VIRUS VERITAS COME LA COMUNICAZIONE PLASMA LA REALTÀ DELLA PANDEMIA

Il verbo è vita e morte, soprattutto durante una pandemia. Elettrifica le reti sociali, attraversa i continenti, e sfugge ai maldestri tentativi di addomesticamento da parte di governi e istituzioni. Per questo motivo, la comunicazione è un’arma formidabile per qualunque entità che sappia come manipolarla. La raffinata diplomazia delle mascherine di Cina e Russia nel 2020, e la sistematica denigrazione di vaccini e istituzioni occidentali quali AstraZeneca e l’EMA, sono una chiara dimostrazione del carattere strategico della comunicazione nella politica internazionale.

L’Odissea della pandemia e il Cavallo di Troia della disinformazione

“Cantami, o Musa, dell’eroe multiforme che tanto vagò, dopo che distrusse la rocca sacra di Troia…”, recita il proemio dell’Odissea. Secondo i grecisti, le parole alate e la mente agile di Odisseo sono gli attributi di un nuovo e moderno archetipo di eroe: comunica in modo efficace, evita azioni violente e persuade anziché obbligare.

L’inganno è più potente della ferocia, come suggerisce l’apocrifa morte di Achille, il quale contribuisce alla caduta di Troia, ma che, come dichiara Omero fin dall’inizio, non ne è l’annientatore. Odisseo manipola la realtà percepita affinché le sue fattezze siano compatibili con i suoi interessi: i suoi avversari sono indeboliti dalla loro stessa dissociazione rispetto alla realtà, e diventano facili prede. Ciò che conta è l’apparenza, non la sostanza. Negli anni horribiles della pandemia, l’insegnamento di Odisseo è più importante che mai.

Il capro espiatorio perfetto

Nel 2020, quando la morsa del COVID-19 toglieva il fiato al mondo, gli spasmi interni all’UE hanno sottratto ogni credibilità alle sue azioni future, non importa quanto solidali. Il cordone sanitario intorno all’Italia, il blocco da parte degli altri Stati membri alle esportazioni di materiale medico-sanitario, e la mancanza di solidarietà, hanno creato il terreno ideale per gli Odissei ostili a un rafforzamento politico dell’UE.

Sull’onda del trauma politico e sociale causato dall’inerzia politica di Bruxelles, Russia e Cina si sono presentate come i buoni Samaritani della pandemia. Nonostante gli aerei cargo di Pechino contenessero erbe medicinali, e i camion di Mosca strumenti inadeguati alla ventilazione dei pazienti intubati, l’effetto mediatico è stato vincente: il messaggio era che Russia e Cina accorrevano in aiuto dell’Italia, mentre i suoi stessi vicini si voltavano dall’altra parte. Il ritardo, reale e doloroso, dell’UE nel sostenere Roma, è diventato quel frammento di realtà che, manipolato e reiterato, tende a rendere la disinformazione credibile a un’audience di massa.

Allo stesso tempo, la temporanea inazione di Bruxelles ha reso l’opinione pubblica impermeabile a ogni e azione di sostegno da parte dell’UE. Il finanziamento al 90% dell’acquisto di materiali medico-sanitari dal valore complessivo di 50 milioni di euro, per esempio, è passato inosservato, mentre le reti sociali rumoreggiavano di gratitudine per il sostegno di Mosca e Pechino.

Sempre caro mi fu questo vaccino altrui

Nel 2021, lo scetticismo nei confronti dell’UE è salito vertiginosamente. A gennaio e febbraio, la campagna UE va a rilento, mentre il Regno Unito, il figliol prodigo mai ritornato, vaccina migliaia di persone al giorno. Quando il vaccino tutto europeo di AstraZeneca/Oxford, dimostra di essere meno efficace contro la variante Beta, indentificata per la prima volta in Sudafrica, c’è un varco troppo strategico per non essere sfruttato: il vaccino russo Sputnik V è il cavallo di Troia perfetto.

 Non importa che l’istituto Gamaleya e il suo intermediario tedesco non abbiano inviato all’EMA dati sufficienti per procedere alla sua valutazione, la realtà percepita è che l’UE, e la sua propaggine ferruginosa EMA, preferiscano usare vaccini costosi e inefficaci perché sono russo-fobiche. Le tribolazioni di AstraZeneca diventano il vettore ideale: amplificano e diffondono fake news su un vaccino nato male perché più economico degli altri e finito peggio perché coinvolto in una diatriba legale tra l’UE  e la ditta farmaceutica che lo produce. 

Nel rivolgersi al mondo, gli Odissei della situazione sfruttano il deficit comunicativo di AstraZeneca, poco esperta nel parlare di questioni infettivologiche, e traggono dal vantaggio che Oxford usi un approccio accademico nel divulgare lo sviluppo del suo vaccino.

Per esempio, la mancanza di persone anziane nelle fasi iniziali della sperimentazione non è il risultato di una disattenzione. Piuttosto, è il frutto di una forte cautela, che mira a salvaguardare la salute dei partecipanti a tutelare chi potrebbe risentire di conseguenze più gravi a seguito della sperimentazione. 

Nulla si crea, nulla si si distrugge, tutto si trasforma

Adesso, a fine giugno 2021, gli Odissei della pandemia sono a corto di risorse. La campagna vaccinale dell’UE, sostenuta da un portfolio ampio ed economico di vaccini, corre, e le mancanze, vere o presunte di AstraZeneca, sono sopperite da nuovi accordi con Pfizer e Moderna.

Come insegna Omero, tuttavia, Odisseo è un eroe multiforme: il mondo cambia, e il suo genio cambia con esso. Nel mondo della disinformazione, nulla si distrugge, tutto si trasforma.

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