GUERRE STELLARI: CINA E USA NELLA CORSA VERSO MARTE

La guerra fredda tra Cina e Stati Uniti continua imperterrita anche nello spazio. L’obiettivo delle due potenze è confermare la propria supremazia sul pianeta Marte.

Zhurong e i suoi predecessori 

Lanciata dallo spazioporto della città di Wenchang (nell’isola di Hainan, a sud-est della Repubblica Popolare) nel luglio del 2020, Tianwen-1 è la seconda missione spaziale che la CNSA, dopo la sfortunata missione Yinghuo-1, ha inviato su Marte.

Questa missione dispone di un satellite orbitale e di un rover, chiamato Zhurong, che nel febbraio del 2021 è riuscito a inserirsi correttamente nell’orbita di Marte; successivamente, nel maggio del 2021, Zhurong è atterrato sulla distesa di Utopia Planitia, una distesa marziana pianeggiante e uniforme con presenza di rocce originate dai crateri vulcanici nelle vicinanze. 

Nel mese di giugno, diversi video ripresi dal satellite durante la sua permanenza sulla superficie del pianeta rosso sono stati diffusi per il web. Il messaggio è chiaro: la Cina ha piantato la propria bandiera sulla sua superficie rossastra e non intende rimuoverla, trasformando Utopia Planitia in una nuova arena di combattimento con la potenza statunitense.

Utopia Planitia è stato anche il sito di atterraggio della sonda statunitense Viking-2, entrata nell’orbita di Marte il 7 agosto del 1976 e atterrato sulla superficie marziana il 3 settembre dello stesso anno. All’epoca, fu considerato il traguardo più rilevante per la potenza statunitense (insieme all’atterraggio sulla Luna dell’Apollo-11 nel 1969) e le era servito per affermare la sua posizione nella cosiddetta Space Race, o Corsa allo Spazio, contro l’Unione Sovietica.

Quest’ultima, il 12 aprile del 1961, aveva ottenuto un altro record: dal cosmodromo di Bajkonur, decollò il razzo R-7 sovietico. In quell’occasione, la capsula Vostok 1 orbitò intorno alla Terra e, al suo interno, fluttuò il maggiore Jurij Alekseevič Gagarin: fu il primo essere umano nello spazio. La missione prevedeva il completo controllo della navicella da terra e, solo in caso di emergenza, Gagarin avrebbe potuto prenderne il comando. 

Una base permanente entro il 2040 e una stazione spaziale modulare

Il 16 giugno del 2021, durante la Global Space Exploration Conference tenutasi a San Pietroburgo, in Russia, Wang Xiaojing, CEO della China Academy of Launch Vehicle Technology, azienda responsabile della costruzione dei razzi che vengono utilizzati dall’Agenzia nazionale cinese per lo spazio durante le sue missioni, ha annunciato il programma di realizzazione di una base spaziale permanente composta da equipaggio umano sulla superficie marziana.

 Stando alla dichiarazione, questo programma estremamente ambizioso è suddiviso in tre parti: la prima include un insieme di sopralluoghi su Marte per l’individuazione di possibili aree di costruzione della base, unito alla raccolta di campioni dalla superficie; la seconda comprende la prima missione con un equipaggio umano per realizzare l’insediamento spaziale; infine, la terza fase prevede una missione su vasta scala tramite una spedizione di una flotta di cargo, andando a colonizzare il pianeta in modo definitivo. 

Come punto di partenza per il viaggio verso il pianeta rosso, il board della China Academy of Launch Vehicle Technology ha introdotto un sistema di trasporto denominato Sky Ladder

Secondo il progetto illustrato dall’azienda, si tratta di un sistema composto da diverse stazioni spaziali orbitanti, unite letteralmente da una “scala” di nanotubi di carbonio che consentirebbe di trasportare l’equipaggio umano e l’equipaggiamento verso la Luna a basso costo, da dove poi ci sarà la partenza vera e propria verso Marte. 

Per poter trasportare l’uomo su Marte, durante la conferenza è stato annunciato che verrà usata la propulsione nucleare, ma non è stato specificato come questo sistema di trasporto sarà implementato. 

Inoltre, il presidente della GALVT Wang ha annunciato che le ricerche e la pianificazione riguardo alla missione da compiere sono state completate e che le tre fasi della costruzione della base saranno portate a compimento con svariate missioni, il cui lancio è previsto nel 2033, nel 2035, nel 2037, nel 2041 e, infine, nel 2043, anno in cui la base spaziale sarà pronta per contenere l’equipaggio destinato all’occupazione di Marte. 

Ma questi non sono gli unici piani della Repubblica Popolare cinese riguardo alla conquista dello spazio: Wang ha anche specificato che, oltre alla realizzazione della base, l’Agenzia spaziale cinese lancerà missioni robotizzate per estrarre acqua dal sottosuolo marziano ed eseguirà test di utilizzo delle risorse del terreno del nuovo pianeta per provare a generare ossigeno – utile per permettere all’equipaggio umano di trattenersi più a lungo e avere più probabilità di portare a termine le varie missioni con successo. 

Per giunta, nell’aprile del 2021 è iniziata la costruzione della stazione spaziale modulare Tiangong-3 mediante il lancio del core module Tianhe, a cui seguiranno altre dieci missioni per poterne portare la costruzione a termine entro il 2023. 

Perseverance

Perseverance è il nome del rover della missione statunitense della NASA Mars 2020. Il 18 febbraio del 2021, è atterrato nel cratere Jezero, un cratere che, secondo alcune ricerche condotte dalla NASA, conteneva un lago. Essendo un bacino lacustre, quindi, permetterà di portare avanti gli studi riguardanti la presenza di acqua su Marte. 

 Il rover ha svolto e sta svolgendo le proprie attività di analisi utilizzati sette strumenti scientifici differenti; lo scopo di queste analisi condotte sul territorio del pianeta rosso è attestare la presenza di possibili forme di vita e di condurre sopralluoghi per l’individuazione di un punto in cui costruire una pista di lancio dei missili.

Dopo il lancio di Perseverance, sarà la volta dell’elicottero-drone Ingenuity, che testerà la possibilità di far volare dispositivi simili ad esso nell’atmosfera marziana.

C’è gran fermento dietro queste missioni: la gara tra la Repubblica popolare cinese e gli Stati Uniti è sempre più accesa anche al di fuori dei confini terresti e la Cina vuole battere l’aquila americana sul tempo, conquistando un porto sicuro da cui poi espandere la propria potenza. Ancora una volta, non si conosce l’esito di questa Guerra Fredda, ma per Xi Jinping la conquista dello spazio potrebbe rappresentare un ottimo trampolino di lancio per innalzare fino alle stelle il Sogno cinese.

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