CONSIGLIO EUROPEO: RIPRESA ECONOMICA, MIGRAZIONI E RELAZIONE ESTERNE DELL’UE

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I capi di Stato e di governo tornano a parlare di migrazioni, di pressione alle frontiere esterne e di relazioni Ue-Turchia. 

Giovedì 24 giugno i leader dell’Ue si sono riuniti a Bruxelles per il Consiglio europeo. I capi di Stato e di governo dei 27 Stati membri dell’Unione europea hanno discusso di COVID-19, ripresa economica, migrazione e relazioni esterne, con particolare riferimento ai rapporti con la Turchia e la Russia. La giornata di venerdì 25 giugno, invece, è stata dedicata ai lavori dell’Eurogruppo. 

Per quanto riguarda la pandemia, il Consiglio europeo, pur sottolineando la necessità di tenere alta la guardia e di coordinare gli sforzi per fronteggiare la comparsa e la diffusione delle varianti, ritiene che gli accordi raggiunti in merito al green pass europeo possano ridare slancio ai viaggi all’interno dell’Ue e verso l’Ue, rendendo possibili in piena sicurezza gli spostamenti transfrontalieri.

Si tratta di un risultato importante, frutto di un duro lavoro che la presidenza entrante, che vedrà la Slovenia alla guida del Consiglio dell’Ue per i prossimi sei mesi, dovrà portare avanti al fine di garantire il ritorno alla libera circolazione non appena le condizioni lo permetteranno.  

Un altro importante tema, che ricorre da diversi mesi nell’agenda dei leader europei, è la ripresa economica. Dopo aver esaminato lo stato di attuazione del programma Next Generation EU, il Consiglio europeo ha invitato la Commissione e il Consiglio a dare seguito ai lavori per l’approvazione dei Piani nazionali per la ripresa e la resilienza, al fine di consentire agli Stati di utilizzare al meglio le risorse stanziate per la ripresa economica post pandemica. Proprio pochi giorni fa, è stato approvato il PNRR italiano. Ma adesso bisogna portare avanti i lavori per favorire la ripartenza economica dell’UE. 

Anche la questione migratoria continua a rappresentare uno dei temi più importanti e discussi dell’agenda europea. Negli ultimi anni, ed in particolare in seguito all’accordo del 2016 tra Ue e Turchia, il flusso di migranti irregolari si è notevolmente ridotto.

Tuttavia, episodi come quello di Ceuta, i naufragi nel Mediterraneo e la gravità della situazione lungo la rotta balcanica, impongono all’Ue di potenziare i controlli alle frontiere e di intensificare la collaborazione con i Paesi di origine e transito dei migranti attraverso appositi accordi di partenariato e cooperazione.

In tale ambito, il Consiglio europeo “invita la Commissione a utilizzare nel miglior modo possibile almeno il 10% della dotazione finanziaria dell’NDICI” e “condanna e respinge qualsiasi tentativo da parte di paesi terzi di strumentalizzare i migranti a fini politici”. 

A tale proposito, ferme restando le conclusioni del vertice dello scorso marzo, l’Ue ritiene opportuno portare avanti e consolidare relazioni di cooperazione con la Turchia, soprattutto relativamente alla gestione dei migranti. Un contesto stabile e sicuro nel Mediterraneo orientale, infatti, resta per l’Ue un obiettivo strategico fondamentale.

La Turchia, tuttavia, non è l’unico attore esterno a destare l’attenzione dell’Ue. I leader europei, infatti, hanno discusso anche di Libia, Russia, Bielorussia, Sahel ed Etiopia. Si tratta di un segnale importante, da cui si evince il peso sempre maggiore che per l’Unione europea hanno assunto l’azione esterna e le relazioni con i partner di frontiera.  

Vanessa Ioannou

Ha conseguito la laurea magistrale con lode in Studi internazionali presso l'Università "L'Orientale" di Napoli con una tesi sulle relazioni esterne dell'UE. Iscritta all’Albo dei giornalisti pubblicisti, ha collaborato con diverse testate giornalistiche, occupandosi di Politica ed Esteri. In seguito, ha intrapreso il percorso professionale da consulente.
Per lo IARI è caporedattrice della Redazione Europa. In particolare, si occupa di Affari europei ed Euro-Mediterraneo. È profondamente convinta che per comprendere la realtà che ci circonda sia necessario contestualizzare i fenomeni geopolitici, mai isolati e sempre interconnessi tra loro. Collaborare con lo IARI, analizzando temi di respiro europeo e internazionale, le permette di coniugare i suoi più grandi interessi: la scrittura e la politica internazionale.

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