MIGRANTI: UE RICONFERMA ACCORDO CON LA TURCHIA

Credits: https://www.hurriyetdailynews.com/turkey-observes-closely-as-eu-leaders-meet-at-summit-165762

Riconfermare un accordo di miliardi di euro fra UE e Turchia sulla gestione dei rifugiati ha delle chiare implicazioni geopolitiche.

Dopo le parole della Von der Leyen, al Summit Europeo del 24-25 giugno, i leader dell’Unione hanno riconfermatol’accordo con la Turchia sulla gestione dei rifugiati, per 3.5 miliardi di euro, fino al 2024. La proposta della Commissione ammontava ad un totale di circa 6 miliardi: i rimanenti 2.5 miliardi verranno ripartiti fra Giordania, Libano e Siria. 

Ankara ha guardato al Summit con grande attenzione: l’incontro fra i leader europei ha dovuto affrontare i vari e numerosi aspetti delle relazioni con Ankara, dal possibile sbilanciamento europeo nel Mediterraneo – anche e soprattutto a seguito del G7 e del vertice NATO -, al rinnovamento dell’unione doganale.

Nonostante l’insoddisfazione turca sulla carenza di risultati sostanziali, soprattutto riguardo l’unione doganale, i leader europei sono pronti ad un nuovo incontro di alto livello sui temi più importanti e alla base delle relazioni UE-Ankara. 

Tornando alla questione migratoria, l’accordo sugli aiuti finanziari fra UE e Turchia dura dal 2016 e, sebbene abbia ricevuto nel corso degli anni numerose critiche, poco o nulla è stato fatto o detto a livello diplomatico per metterlo in discussione.

Le critiche all’accordo non derivano più tanto dall’ammontare dei fondi o dalla loro destinazione, quanto piuttosto dalle sue implicazioni e conseguenze geopolitiche: Ankara ha più volte, nel corso degli ultimi anni, utilizzato i rifugiati come arma politica contro l’UE, e ciò, in qualche modo, aumenta il suo peso geopolitico nei confronti dell’Unione. In virtù di quest’arma, la Turchia ha potuto, indisturbatamente, procedere a diverse campagne militari al confine – ed oltre – con la Siria e l’Iraq – dove le offensive turche si stanno intensificando

L’obiettivo per l’UE resta bloccare il continuo ed incontrollato afflusso di persone che dalla penisola anatolica si riversano sulle spiagge greche e premono sui confini bulgari.

Dal punto di vista geopolitico, la riconferma dell’accordo implica numerose questioni: anzitutto che l’UE riconosce – e riconoscerà sempre di più – la centralità della Turchia nella definizione delle proprie politiche, nonostante si cerchi di allineare Ankara ai propri standard e alle proprie priorità politiche; in seconda analisi, il rinnovato accordo significa chiaramente che la risoluzione dei conflitti in Medio Oriente è ancora molto lontana, anche e soprattutto alla luce dei risultati elettorali – scontati – in Siria e delle perduranti tensioni al nord della stessa Siria e dell’Iraq – con la Turchia. C’è chi, inoltre, sospetta un possibile “ritorno” forzato – ed illegale – dei alcuni migranti e rifugiati siriani nei territori a nord.Non improbabile, dato che la Turchia pianifica il ritorno dei rifugiati dall’ultimo intervento sul suolo siriano nel 2019. 

Maria Nicola Buonocore

Sono Maria Nicola Buonocore, classe 1996. Ho conseguito il titolo triennale in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali nel 2018 all’Università di Napoli “l’Orientale”, con tesi in Storia Sociale, cercando i collegamenti e le divergenze fra la “rivoluzione intellettuale” di Don Lorenzo Milani e i moti sessantottini. Ora frequento l’ultimo anno di Corso in Specialistica in Relazioni Internazionali ed Analisi di Scenario alla Federico II, con indirizzo in Geopolitica economica. Dato il grande interesse umanistico e per sensibilità religiosa, ho seguito diversi corsi presso la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale, oltre che ad aver approfondito da autodidatta altre due importanti religioni: ebraismo ed Islam.

Ho incontrato lo IARI per caso, alla ricerca di analisi web su determinate tematiche geopolitiche ed ho deciso di mettermi in gioco come analista. Scrivere è sempre stata una mia grande passione, congiuntamente al grande interesse per la politica e lo studio. Lo IARI mi ha dato la grande opportunità di crescere nella professionalità e nell’accuratezza stilistica e di osservazione, grazie alla profonda fiducia infusaci. Da dicembre 2019 faccio parte della Redazione. È un progetto nuovo, fresco, motivante: giovani laureati, pronti a dare il proprio contributo al mondo!

La macro-area di cui mi occupo all’interno dello IARI è la regione Euro-Mediterranea. Sono rimasta affasciata dalla Storia delle Relazioni Euro-Mediterranee, affrontate durante il percorso di studi. Per questa grande passione sto svolgendo un tirocinio di lavoro presso l’Assemblea Parlamentare del Mediterraneo. Questa nuova esperienza mi ha aperto un modo di possibilità, prospettive e riflessioni. Il Mediterraneo, oggi e da sempre, è teatro culturale fondamentale nello scenario internazionale: è qui che si gioca la battaglia culturale!

Essere analista per me significa poter dare un contributo intellettuale importante al mondo e alla nostra società particolare. Ed è un impegno che parte dallo studio approfondito degli eventi passati e presenti. Lo IARI in questo dà molto supporto!

Ho una passione innata per la storia, la filosofia, la letteratura e la teologia. Tra i miei autori preferiti (tra romanzi e saggi) rientrano Joseph E. Stiglitz, Jacques Le Goff, Fëdor Dostoevskij, Charles Dickens e Gilbert K. Chesterton. Un altro hobby è la musica: strimpello sia chitarra che pianoforte e nutro un grande amore per il jazz e tutte le sue forme.

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