LA RUSSIA VIOLA LO SPAZIO AEREO DELLA DANIMARCA: AMBASCIATORE A COLLOQUIO CON IL MINISTRO DEGLI ESTERI

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Degli aerei russi hanno violato lo spazio aereo danese. Copenaghen ha ritenuto inaccettabile e provocatorio questo evento, ed il Ministro degli Esteri ha convocato l’ambasciatore russo. Si tratta di un caso isolato? O di una provocazione? 

Velivoli russi nei cieli della Danimarca, è successo due volte in un solo giorno. Immediata è arrivata la reazione da Copenaghen, con la convocazione dell’ambasciatore russo in Danimarca, per discutere di questo sforamento. Il Ministro degli Esteri danese Jeppe Kofod ha definito “violazioni inaccettabili” le operazioni degli aerei militari russi entro i confini danesi. 

Nello specifico si tratta di due aerei militari SU-30 che l’11 giugno, tra le 11.08 e le 11.42 hanno sorvolato lo spazio aereo danese, nei pressi dell’isola di Christiansø e dell’isola di Bornholm. Per questo motivo il Ministro degli Esteri ha deciso di chiamare in causa l’ambasciatore russo a Copenaghen, il quale dovrà dare conto e spiegazioni, della presenza di questi velivoli nei cieli danesi

Tuttavia, la reazione diplomatica danese, arriva solo successivamente a quella militare. Infatti, nella giornata dell’11 giugno, a seguito dell’ingresso degli aerei militari russi nei confini della Danimarca, gli aerei danesi F-16 sonno immediatamente partiti per “colpire l’aria” nel tentativo di tagliare lo spazio ed impedire agli aerei russi di proseguire oltre. Inoltre i suddetti SU-30 russi, erano stati anche avvertiti più volte dell’avvenuto sforamento, ma non hanno comunque, esitato a proseguire.  

La notizia ha avuto grande risalto in Danimarca, laddove il Ministero degli esteri ha insistito sul fatto che questa russa, costituisse una grandissima violazione di tutte le norme e le regole internazionali, in materia di voli militari e di sovranità dello spazio aereo. Jeppe Kofod, ha anche ribadito, l’importanza di portare quanto avvenuto, a conoscenza degli alleati, con i quali si discuterà dell’eventualità di apportare degli interventi concreti nell’area. 

Sulla stessa linea si pone anche la Ministra della Difesa danese Trine Bramsen, la quale ha sottolineato che, eventi del genere, sono piuttosto rari e che, quindi, una tale ripetitività, sia decisamente preoccupante, oltre che una chiara violazione. 

Bisogna considerare che il tutto accade a pochissimo tempo di distanza dal vertice NATO, a cui avevano partecipato il Ministro degli Esteri ed il Primo Ministro danese; solo 3 giorni prima c’erano state le violazioni dello spazio aereo danese, da parte degli aerei russi. Il tutto è da intendere come un qualcosa di abbastanza nuovo, in quanto gli screzi e le incomprensioni, diplomatiche o militari che siano, non accadono frequentemente. 

La Danimarca ha interpretato, lo sforamento degli aerei russi dello spazio aereo danese, come gesti provocatori, e di questo è stato informato l’ambasciatore del Cremlino a Copenaghen. Il Ministro degli Esteri ha chiesto che questi voli siano soppressi e che, invece, siano applicate le leggi ed i regolamenti internazionali, perché questi sono valevoli per tutti.

Non è dato sapere se, i suddetti voli fossero stati realmente provocatori, tuttavia il tempismo con cui sono stati effettuati, lascia spazio a qualche perplessità. I voli nello spazio aereo danese, sono avvenuti nello stesso momento in cui, la Danimarca, come altri paesi NATO stava conducendo un’esercitazione annuale nel Mar Baltico, con la flotta “Baltops”. Su questo punto, gli esponenti del governo danese non si sono espressi.

L’ipotesi più probabile è che quello russo, sia stato un tentativo di deterrenza, per ricordare la propria vicinanza geografica alla Danimarca, in vista delle esercitazioni e del vertice NATO. Per Copenaghen invece, sembra esserci la volontà di enfatizzare parecchio questo episodio, nonostante lo stesso sia, al momento, un caso isolato. 

Domenico Modola

Vivo a Brusciano (NA) ed ho una laurea Magistrale in Scienze Politiche Studi Internazionali presso L’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale” con una tesi in Geografia Politica delle Relazioni Internazionali.
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