L’INDO-PACIFICO. UN FULCRO DI INTERESSE GEOSTRATEGICO AMERICANO, CINESE ED EUROPEO

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Credits: https://www.geopolitica.info/lo-scontro-tra-stati-uniti-e-cina-potra-essere-uno-stimolo-per-il-continente-europeo/

Si sente sempre più parlare dell’Indo-Pacifico, un’area del mondo estremamente interessante e nucleo di strategie geopolitiche

Che cos’è l’Indo-Pacifico?

Il nome di questo territorio potrebbe suscitare un po’ di confusione, specialmente quando occorre definire l’area geografica che effettivamente ricopre. Eppure, è un termine che può capitare di sentire ripetere spesso in giornali, interviste, o libri. L’attenzione dedicata a quest’area del mondo è legata al fatto che molti Paesi, dagli Stati Uniti d’America agli Stati Membri dell’Unione Europea, stanno riservando un crescente interesse per l’Indo-Pacifico.

L’Asia secondo Donald Trump

In questo breve video, il giornalista della BBC Mat Morrison analizza le parole chiave che sono state utilizzate da (meno) recenti Presidenti degli Stati Uniti d’America durante il loro mandato, in riferimento all’Asia. Morrison riconosce nel termine “Indo-Pacifico” (Indo-Pacific in inglese) uno dei ritornelli preferiti del 45° Presidente Americano, Donald Trump.

Nello stesso video, il giornalista spiega anche come Indo-Pacifico sia il nuovo modo di riferirsi ad un’area che fino a poco tempo fa era chiamata “Asia-Pacifico”. Secondo Morrison, l’utilizzo della parola “Indo” pone un’enfasi su un Paese, l’India, visto come un possibile alleato nel tentativo di contrastare la Cina.

L’attuale Presidente americano, Joe Biden, entrato in carica a gennaio 2021; ha un approccio diplomatico nettamente differente da quello del suo predecessore, come chiaramente dimostrato dal suo motto “America is Back” (“l’America è tornata”) nell’ambito della diplomazia e delle relazioni internazionali. Il suo interesse nei confronti dell’Indo-Pacifico e dell’Asia in generale rimane comunque vivo. Come riportato in un articolo in Asia Society, Biden lo ha dimostrato, tra altre iniziative, nella sua partecipazione nel Summit del QUAD e nella risposta al colpo di stato in Myanmar.

Da Washington, a Bruxelles…

Ma l’Indo-Pacifico non ha di certo destato l’attenzione degli Stati Uniti unicamente. Come Trump enfatizzava il ruolo dell’India, anche l’UE non si è fatta sfuggire l’occasione di entrare in contatto con questo grande Paese. A maggio, si è tenuto un Summit online tra i leaders Europei ed il Primo Ministro Indiano Shri Narenda Modi.

Come riportato nella Joint Statement(“Dichiarazione Congiunta”) rilasciata, le due parti hanno discusso di vari temi: tra questi; multilateralismo, Covid-19, lotta al cambiamento climatico, tecnologia e democrazia. 

Ancora prima del Summit UE-India, ad aprile 2021, l’Unione Europea (UE) ha lanciato una sua Strategia per l’Indo-Pacifico. Come si legge nel sito ufficiale del Servizio di Azione Esterna dell’UE, tale Strategia punta a confermare il contributo europeo nel garantire “stabilità, sicurezza, prosperità, sviluppo sostenibile, basata sulla promozione di democrazia, stato di diritto, diritti umani e diritto internazionale”.

Le Conclusioni del Consiglio si possono leggere qui. Al punto due, viene sottolineato come l’intento dell’Unione Europea sia quello di portare un “valore aggiunto” per i Paesi con cui ha stabilito un rapporto nell’Indo-Pacifico. Le Conclusioni sottolineano poi il desiderio di assicurare per l’Unione Europea un ruolo rilevante nell’ambito di vari temi.

Questi spaziano dalla pesca, alla democrazia, e diritti umani e lo stato di diritto; che sono menzionati più di una volta. Commercio e sicurezza sono altri due temi di particolare rilevanza nei riguardi dell’Indo-Pacifico. Tuttavia, tale Strategia non è stata esente da critiche. L’analista e professore Giulio Pugliese parla piuttosto di una “non-strategia” europea, dovuta ad alcune problematiche significative nel documento adottato.

Tra queste, la mancanza di una chiara definizione delle priorità dell’UE (commercio o diritti umani?) e le inevitabili differenze tra gli Stati Membri del blocco. La mancanza chiara di una definizione di priorità strategiche e geografiche, insieme alle difficoltà nel comprendere gli strumenti che permetteranno il soddisfacimento degli interessi europei nell’Indo-Pacifico, pongono dubbi sulla reale consistenza della Strategia Europea in un’area tanto complessa del mondo. 

…fino a Pechino

Se da una parte, Stati Uniti ed Unione Europea non hanno esitato a confermare quanto allettante considerino la zona, dall’altra parte del mondo, anche la Cina si è destata sull’attenti. Come chiaramente riportato in un articolo scritto dall’esperta Yu Jie, l’Indo-Pacifico è territorio di contraddizioni per la strategia estera cinese.

L’autrice sottolinea come l’approccio cinese nei confronti dell’Indo-Pacifico rivela la contraddizione di un Paese, la Cina, che tenta di avere rapporti commerciali ed allo stesso tempo di incanalare una strategia definita da Yu Jie come “diplomazia combattiva”. Allo stesso tempo, come riportato nelll’articolo, la Strategia Cinese pone sul tavolo una questione molto spinosa, quella del Mar Cinese Orientale.

Prospettive future

Alla luce della sua posizione geostrategica e dei mille interessi che racchiude, da questiono di sicurezza alla pesca; è difficile negare l’interesse che l’Indo-Pacifico può suscitare nel resto del mondo, che non sembra destinato a dissiparsi nell’immediato futuro – considerando soprattutto la recente Strategia adottata dall’Unione Europea, l’attenzione dedicatagli dalla Cina e dagli Stati Uniti sia sotto l’amministrazione Trump che sotto quella del suo successore.

A ciò si aggiunge l’attenzione dedicata ad alcuni Paesi in particolare, quali l’India, di rilevanza strategia nell’area. Considerando tale situazione, sarà interessante monitorare come essa evolverà nel prossimo avvenire, nella speranza che i paesi coinvolti nell’Indo-Pacifico riescano ad evitare l’emergere di tensioni o conflitti.

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