L’ITALIA GUARDA AL MARE: VIA LIBERA ALL’ISTITUZIONE DELLA ZONA ECONOMICA ESCLUSIVA

https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Aula_palazzo_madama.jpg

Con l’approvazione del disegno di legge sull’istituzione della ZEE, l’Italia rafforza la dimensione marittima e consolida la propria posizione nel Mediterraneo 

Il 9 giugno 2021 il Senato ha approvato il disegno di legge “Istituzione di una zona economica esclusiva oltre il limite esterno del mare territoriale”, presentato dall’On. Iolanda Di Stasio il 20 dicembre 2019 e già approvato dalla Camera dei deputati il 5 novembre 2020.

L’approvazione da parte del Senato con un voto a larga maggioranza, dunque, dà il via libera all’istituzione di una zona economica esclusiva (ZEE), estesa fino a 200 miglia marine dalla costa, per la quale l’Italia potrà esercitare diritti sovrani in materia di esplorazione, sfruttamento, conservazione e gestione delle risorse naturali e minerarie che si trovino al suo interno. 

L’istituzione della ZEE trova il suo fondamento giuridico nel diritto internazionale marittimo, in particolare nellaConvenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (UNCLOS), firmata a Montego Bay nel 1982 e resa esecutiva in Italia ai sensi della legge 2 dicembre 1994, n. 689.

La ZEE consentirà all’Italia di esercitare i diritti sovrani previsti dalle norme internazionali vigenti su un’area che si potrà estendere dal limite esterno del mare territoriale fino ad un massimo di 200 miglia marine dalla costa, in base ai limiti che verranno stabiliti attraverso appositi accordi di delimitazione da sottoscrivere con gli Stati che si trovano al confine con il territorio italiano o che lo fronteggiano.

Sino all’entrata in vigore di tali accordi – si legge nel testo del disegno di legge approvato – “i limiti esterni della zona economica esclusiva sono stabiliti in modo da non compromettere od ostacolare l’accordo finale”

La ZEE si estenderà per circa un quinto del Mediterraneo e, chiaramente, la sua istituzione rappresenta per l’Italia un’importante opportunità, non solo per gestire in maniera efficace e sostenibile le risorse presenti al suo interno, ma anche per rafforzare la dimensione marittima del Paese e per salvaguardare ulteriormente i suoi interessi economici, politici e militari nel Mediterraneo.

Negli ultimi dieci anni, infatti, numerosi Stati del bacino del Mediterraneo hanno istituito le proprie zone economiche esclusive e l’Italia rischiava di essere l’ultimo assente. Cambiando il suo approccio al mare, però, il Paese può finalmente colmare una lacuna del diritto italiano, recuperare terreno e rafforzare la propria presenza nel Mediterraneo. 

Vanessa Ioannou

Sono Vanessa Ioannou, classe 1990, analista IARI per l’Europa. Dopo la laurea magistrale in Studi internazionali, conseguita presso l'Università "L'Orientale" di Napoli con una tesi in Relazioni esterne dell'UE, ho lavorato presso una redazione giornalistica, occupandomi di Politica e Esteri, e in seguito ho intrapreso il mio percorso professionale da consulente.
Per lo IARI mi occupo di Europa ed in particolare di Affari europei ed Euro-Mediterraneo. Sono profondamente convinta che per comprendere la realtà che ci circonda sia necessario contestualizzare i fenomeni geopolitici, che non sono mai isolati, ma sempre interconnessi tra loro. Collaborare con lo IARI significa contribuire all’analisi di temi nazionali ed internazionali in un ambiente professionale, giovane e stimolante e mi dà la possibilità di coniugare i miei più grandi interessi: la scrittura e la politica internazionale.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Latest from ITALIA