15 GIUGNO: L’ INCONTRO TRA SERBIA E KOSOVO PER LA NORMALIZZAZIONE DELLE RELAZIONI SEGNA UN ALTRO BUCO NELL’ACQUA

Il 15 Giugno si è tenuto, dopo nove mesi di stop, il consueto incontro tra il presidente della Serbia Aleksander Vucić e il primo ministro del Kosovo Albin Kurti con la mediazione dell’Unione Europea. 

I due leader si sono incontrati nell’ambito dell’Accordo per la normalizzazione delle relazioni, siglato nel 2013 a Bruxelles e al tempo definito un “evento storico” in quanto considerato strada maestra per la pacificazione tra i due stati, la stabilizzazione nella regione e l’avviamento dei negoziati per l’ingresso nell’Unione Europea dei due stati.

La realtà, tuttavia, è piuttosto diversa: negli ultimi anni di passi significativi ne sono stati fatti ben pochi e l’incontro del 15 Giugno non ha fatto eccezione: il primo ministro kosovaro ha dichiarato che l’incontro può essere considerato una base per i futuri negoziati, mentre Vucić ha definito i risultati di colloqui “assenti” ed ha inoltre sostenuto che mentre la Serbia si è attenuta a quanto richiesto dagli Accordi di Bruxelles, da parte di Pristina non c’è stata la stessa accortezza.

Vucić accusa infatti Pristina di aver lasciato a metà l’istituzione dell’ “Associazione dei Comuni a maggioranza serba”, un ente previsto dall’Accordo che servirebbe a tutelare gli interessi dei serbi nelle città a maggioranza serba del Kosovo. 

Di certo tra Serbia e Kosovo si sta giocando una partita importante che non potrebbe che richiedere tempi dilatati; Il tema dei colloqui è infatti il riconoscimento da parte dei serbi dell’indipendenza di Pristina che, a sua volta, dovrebbe facilitare e favorire un compromesso che renda i due attori soddisfatti.

D’altra parte è indubbio che ci sia stato un rallentamento nei negoziati; derivato anche da una prospettiva di ingresso nell’Unione Europea che diventa sempre meno allettante. Se nel 2013, infatti, l’ingresso nell’Unione sembrava possibile e rappresentava uno scenario auspicabile per i paesi dei Balcani, oggi la situazione è completamente diversa: l’interesse è andato scemando, e la macchinosità dimostrata dal Bruxelles nel rapporto con i nuovi paesi candidati all’ingresso ha reso l’ipotesi di ingresso nell’Unione sempre più distante e meno conveniente. 

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